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Il Polish Film Institute sostiene otto coproduzioni minoritarie

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- Tra i fortunati eletti figurano film firmati da Roman Polanski, Florin Serban, Vinko Bresan, Søren Kragh-Jacobsen e Olmo Omerzu

Il Polish Film Institute sostiene otto coproduzioni minoritarie
Il regista Roman Polanski

La commissione di esperti del nuovo fondo speciale per le coproduzioni minoritarie ha annunciato i risultati della prima sessione 2017 e otto film beneficeranno di questo sostegno accordato dal Polish Film Institute (PISF).

Gli esperti hanno esaminato 20 progetti e 915.116 euro saranno attribuiti a otto coproduzioni selezionate. In cima alla lista, con la somma più elevata (279 000 euro) si distingue D’après une histoire vraie [+leggi anche:
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di Roman Polanski. Questo thriller psicologico interpretato da Emmanuelle Seigner ed Eva Green, che racconta la relazione tra due donne in cui una cerca di assumere il controllo totale della vita dell’altra, è prodotto per parte polacca da Monolith Films, mentre la produzione delegata francese è di WY Productions.

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Sostegno di pari livello per Mister Pichon’s Last Journey del danese Søren Kragh-Jacobsen, un film sugli ultimi giorni di Frédéric Chopin, una coproduzione polacca di Akson Studio con Nimbus Film (Danimarca), MACT Productions (Francia), Panache Productions (Belgio) e Meteoriit Film (Estonia).

Parere favorevole anche per il primo lungometraggio del lettone Edmunds Jansons, riconosciuto a livello internazionale per i suoi corti (Choir Tour, International Fathers’ Day) e che prepara Jacob, Mimmi and the Talking Dogs. Questo film d’animazione per il pubblico giovane è una coproduzione tra Atom Art (Lettonia) e Letko Spólka z o.o. (Polonia).

Tra i fortunati eletti, inoltre, lo sloveno Olmo Omerzu con Jackdaws on the Road (leggi l’intervista), il rumeno Florin Serban con Balcanic 1: Dog (articolo), il croato Vinko Bresan con What A Country! (lire l'intervista della produttrice Maja Vukic), il polacco residente nel Regno Unito Rafael Kapelinski con Butterfly Kisses [+leggi anche:
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intervista: Rafael Kapelinski
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e la francese Sophie Delvallée con il documentario Fauteuil de cinéaste (The Director's Chair).

(Tradotto dal francese)

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