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Amar: con te fino alla fine del mondo

di 

- Il primo lungometraggio del spagnolo Esteban Crespo esplora con rispetto, estetica e sensibilità il primo amore giovanile, travolgente, intenso ed estremamente fragile

Amar: con te fino alla fine del mondo
Pol Monen e María Pedraza in Amar

Esteban Crespo (Madrid, 1971) scrisse anni fa la sceneggiatura di Amar [+leggi anche:
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intervista: Esteban Crespo
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]
, ma poiché non riusciva a trasformarla in un film, ne estrasse un paio di scene e ci girò, nel 2005, i suoi primi cortometraggi: Siempre quise trabajar en una fábrica e Amar. Chi li ha visti potrà riconoscere i loro temi e personaggi in questo primo lungometraggio del cineasta, presentato nella sezione ufficiale in concorso al 20º Festival di Malaga – Cine en Español, anche se gli attori sono diversi: se nella versione corta di Amar erano Aida Folch e Alberto Ferreiro a giocare con originali varianti dei ruoli sessuali, ora a farlo sono l’esordiente ma già nota instagrammer María Pedraza e Pol Monen (Los niños salvajes [+leggi anche:
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scheda film
]
) nella scena di apertura di questo film. Una pellicola che mostra i chiaroscuri della prima relazione sentimentale, quella che viviamo da giovani e inesperti, impregnata di emozioni estreme, intensità, tenerezza, impeto e verità.

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Amar parte in alto perché questa scena che lo apre, girata in una stanza inondata di luce, pulizia e colori chiari, mostra la dedizione assoluta, priva di pregiudizi e paure, di una giovane coppia eterosessuale: quella formata da Laura e Carlos, che sperimentano coraggiosamente con la loro sessualità, riponendo una fiducia cieca l’uno nell’altra. Ma la purezza è fragile, come mostreranno i minuti e le sequenze successivi: la società, gli amici e quella grande scuola di vita e di comportamento che è la famiglia, provvederanno a macchiare e adombrare quello che sembrava incontaminato, ferreo e indissolubile.

Crespo, senza cadere in morbosità o esibizionismo carnale, introduce la sua camera nell’intimità di questi due giovani che credono di vivere la passione della loro vita, con i loro riconoscibili momenti di fuga, contestazione, dubbio, focosità e ribellione. Carlos e Laura sono due ragazzi che stanno entrando nell'età adulta, lasciando dietro di sé l'illusione, i sogni e la verità per abbracciare, poco a poco, la contraddizione, l'inganno e il tradimento. Così, quella luce all'inizio di Amar andrà spegnendosi gradualmente, quando i personaggi si introdurranno in ambienti e scenari industriali, tenebrosi e caotici. Benvenuti nel mondo reale.

Nonostante questa discesa inevitabile verso l’oscurità, lo sguardo di Crespo sui suoi personaggi trasmette rispetto, affetto e una certa nostalgia; perché anche se quel senso di possesso e quel concetto di eternità insieme che si condivide la prima volta che amiamo e siamo amati possono arrivare a soffocare, dopo l'esperienza vissuta, nessuno potrà mai toglierci quello che è stato. Laura e Carlos matureranno e perderanno fiducia nei sentimenti puri, ma ricorderanno sempre quei momenti insieme come un solo corpo, unici, piacevoli e irripetibili. Lo stesso faranno molti spettatori nel guardarli amarsi l'un l'altro come se non ci fosse un domani in questo Amar che apre, finalmente, le porte del formato lungo a Esteban Crespo, vincitore del Goya e candidato all’Oscar per il suo corto Aquél no era yo.

Amar è una produzione di Avalon P.C., Filmeu e Amar la Película AIE, con la collaborazione diTVE, ICAA, ICO, Filmin e Generalitat Valenciana. La sceneggiatura è scritta dal regista con Mario Fernández Alonso. Il cast è completato da Natalia Tena, Gustavo Salmerón, Greta Fernández, Antonio Valero e Nacho Fresneda. Ángel Amorós ha diretto la fotografia. Avalon D.A. distribuisce il film in Spagna e Global Screen si occupa delle sue vendite.

(Tradotto dallo spagnolo)

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