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TRANSILVANIA 2017 Romanian Days

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Planet Petrila: la lotta per l’eredità culturale della più vecchia miniera rumena

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- Il documentario di Andrei Dăscălescu, appena proiettato al Transilvania Film Festival, insegna che l’arte può salvare la tradizione

Planet Petrila: la lotta per l’eredità culturale della più vecchia miniera rumena
Ion Barbu in Planet Petrila

Dopo la premiere mondiale dello scorso anno all’IDFA (International Documentary Filmfestival Amsterdam), Planet Petrila [+leggi anche:
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, secondo lungometraggio documentario del regista rumeno Andrei Dăscălescu, è stato proiettato nella sezione Romanian Days del Transilvania International Film Festival, dove ha ricevuto un meritato Premio del pubblico, per la sua intrigante miscela di lacrime e risate innescate dalla lotta di una città contro la distruzione culturale.

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Nella tradizione comunista, intere città possono comparire sulla mappa in seguito alla decisione della classe dirigente di costruire una fabbrica o una raffineria di petrolio. Campi abbandonati diventano così strade ed edifici di appartamenti in cui migliaia o anche centinaia di persone sono condotte a vivere e lavorare. Dopo la rivoluzione del 1989, queste industrie sono diventate i centri nevralgici di un’economia in difficoltà, e altre decisioni calate dall’alto le hanno convertite in luoghi orrendi all’interno del paesaggio rumeno, con intere comunità condannate alla disoccupazione e alla povertà. 

È il caso di Petrila, città con alle spalle una storia lunga un secolo, che si trasformò in un unico grande nodo industriale ai tempi della dittatura in Romania di Nicolae Ceauşescu. Per diverse generazioni, la miniera diede lavoro a centinaia di minatori, ma nel 2013, soltanto qualche decina di questi discendeva ancora sottoterra, in condizioni che avrebbero fatto sussultare d’orrore qualunque esperto di sicurezza sul lavoro europeo. Eppure, nessuno dei minatori è contento della prossima chiusura della miniera, perché ciò comporta un futuro incerto per la propria famiglia.  Dăscălescu coglie attentamente la loro paura dinnanzi ad un futuro ignoto e probabilmente difficile. Il pubblico riderà di fronte alle conversazioni e alle battute dei minatori, ma sempre con una lacrima pronta a scivolare dagli occhi. Quel che più riempie di rabbia questi lavoratori, è che il sindaco sia pronto a demolire l’intera miniera. Ion Barbu, ex minatore di Petrila, ora divenuto artista e attivista, entra quindi in scena.

Il documentario di Dăscălescu illustra un’intera comunità afflitta dalla mancanza di dibattito e, al tempo stesso, come un gesto non convenzionale sia capace di creare un senso di gruppo. Quando le autorità annunciano che la miniera verrà demolita entro i mesi successivi e le ruspe cominciano a smantellarne gli edifici, il sentimento di impotenza è enorme. Ma un debole segno di speranza appare su un muro presto destinato alla demolizione: è un disegno, piccolo e apparentemente innocuo. Un disegno ingenuo che diventerà un importante esempio di resistenza non violenta, assurda, immensamente divertente e toccante.

Guardando il documentario, gli spettatori potrebbero chiedersi in quali altre occasioni, se mai ce ne sono state, abbiano contemporaneamente tanto riso e pianto al cinema. Questo è l’effetto che Planet Petrila opera sul pubblico, e il suo impatto sarà altrettanto potente ovunque il film verrà proiettato, perché le industrie in esubero, le reazioni piene di humour di fronte all’inettitudine delle autorità e la lotta per la sopravvivenza della memoria sono temi familiari ad ogni cultura.

Raramente si è visto in un documentario un protagonista più affascinante di Ion Barbu. La sua lezione di disobbedienza civile può ispirare molti, e la sua perseveranza nel voler preservare la storia di Petrila è simile a quella del gestore di cinema Victor Purice in Cinema, Mon Amour [+leggi anche:
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intervista: Alexandru Belc
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di Alexandru Belc. Nell’indifferenza di coloro che prendono le decisioni, entrambi hanno trovato dei modi altamente creativi per andare avanti. 

Planet Petrila è prodotto da Filmlab e coprodotto da HBO Europe. Il film uscirà nelle sale rumene nel mese di giugno.  

(Tradotto dall'inglese)

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