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Farewell to the Parents: un saggio su un giovane alla ricerca della libertà

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- Il film che segna il debutto di Johanna Ofner, proiettato alla Viennale, è al confine tra la finzione e il documentario e tra la letteratura e il cinema

Farewell to the Parents: un saggio su un giovane alla ricerca della libertà

Dopo una prima mondiale a Locarno, Farewell to the Parents [+leggi anche:
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ha avuto la sua prima nazionale alla Viennale. Il film segna il debutto della regista, direttrice della fotografia, montatrice, fotografa e filosofa austriaca Astrid Johanna Ofner. Un film-saggio, scritto insieme all’ex direttore della Viennale Hans Hurch, tratto dal romanzo autobiografico di Peter Weiss Abschied von den Eltern che, più che un film, sembra la lettura di un libro accompagnata da un supporto di arte visiva.

Il romanzo di Weiss racconta della sua gioventù trascorsa, nel periodo tra le due guerre, in diversi Paesi europei. Sebbene Weiss fosse per metà ebreo, non si dilunga sull’ascesa di fascismo e nazismo, come ci si sarebbe potuto aspettare, in quanto è un’altra la battaglia che vuole portare avanti.

Attraverso il suo viaggio in vari Paesi, i suoi studi e i suoi vari impieghi e interessi, lotta per la sua libertà personale e per l’indipendenza dai suoi genitori: suo padre, un industriale, viaggia di Paese in Paese per cercare di fare affari in un periodo di crisi economica e sua madre, ex attrice, a fatica riesce a mantenere la famiglia unita. Il giovane Peter vuole una vita diversa da quella che i suoi genitori hanno scelto per lui: vuole comprendere il significato della vita, dell’amore e dell’arte e mettere a frutto il suo talento per la scrittura e per la pittura. Alla fine riuscirà nel suo intento, ma il romanzo, così come il film, riguarda soltanto le fasi iniziali della vita del protagonista.

L’approccio di Astrid Johanna Ofner si sposa alla perfezione con il romanzo di Weiss. L’attore Sven Dolinsky legge il testo come Peter narratore mentre recita la parte del Peter personaggio senza parlare. Il materiale visivo che fa da sfondo alla lettura del romanzo è formato da filmati d’archivio. Sono presenti i film sperimentali di Weiss e nuovi materiali filmati dalla Ofner con vari tipi di telecamere, dalla Super 8 alla HD 4K, in Gran Bretagna, Germania, Svezia e Repubblica Ceca, nel tentativo di essere il più fedele possibile ai luoghi descritti nel romanzo. L’obiettivo principale della regista era quello di mantenere la coerenza con la fonte e di trovare il ritmo e le immagini giuste per accompagnare le frasi di Weiss. A volte, alla narrazione corrispondono immagini completamente buie, per dare forza alle parole, mentre la decisione della Ofner di modernizzare a volte il contesto evidenzia come l’opera di Weiss sia senza tempo e come l’importanza di rendersi indipendenti dai genitori sia parte integrante del processo di crescita. Proprio come la lettura di Weiss del romanzo, Farewell to Parents non è solo un tentativo valido, ma anche ben riuscito.

Farewell to Parents è stato prodotto dalla Trotzdemfilm, che ne detiene anche i diritti di vendita a livello mondiale, dalla Little Magnet Films e dalla Nanook Film.

(Tradotto dall'inglese)

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