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Sono tornato, di Luca Miniero, dal fascismo alla videocracy

di 

- Mussolini risorge ai giorni nostri e viene scambiato per un comico nella commedia prodotta da Indiana con Vision Distribution

Sono tornato, di Luca Miniero, dal fascismo alla videocracy
Massimo Popolizio in Sono tornato

Immagina un Benito Mussolini risorto ai giorni nostri e scambiato per un comico, Sono tornato [+leggi anche:
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di Luca Miniero, tratto dal libro e film tedeschi Lui è tornato [+leggi anche:
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(lì era Hitler il protagonista). Misteriosamente scaraventato sulla terra attraverso la “Porta Magica” di Piazza Vittorio a Roma, il Duce (Massimo Popolizio) viene avvicinato da due ragazzini, uno di origine africana e l’altro asiatica: “siamo tutti italiani” confidano all’allibito dittatore, mentre una ragazza più in là dichiara che da grande farà la modella e poi si farà mantenere dal marito. Il redivivo Mussolini viene casualmente scoperto da un giovane documentarista freelance, Andrea Canaletti (Frank Matano), che lo crede un geniale imitatore e, vista la presa che il dittatore ha sulla gente, decide di intraprendere con lui un tour attraverso il Paese, da trasmettere in tv. 

Muovendosi con disinvoltura tra coppie gay, globalizzazione, neofascisti addomesticati, social media e i selfie dei suoi sempre più numerosi fan, Mussolini sfodera tutto il suo potere manipolatorio per riproporre un nuovo culto della personalità e  ricreare la “macchina del consenso” fascista. “Vi ritrovo più ignoranti di quanto vi ho lasciato”, ironizza Mussolini, trovando terreno fertile negli ambiziosi quanto idioti direttori della tv (Stefania Rocca e Gioele Dix), che credono di poterlo sfruttare per conquistare nuova audience,  e soprattutto nella gente comune che lo approva.  Gli unici a comprendere che quell’uomo è il vero dittatore che mira a riconquistare il potere,  sono un’anziana signora scampata al rastrellamento del ghetto di Roma dell’ottobre 1943 e lo stesso Andrea Canaletti che tenterà di fermare la sua ascesa televisiva in una scena a metà tra Quinto potere di Sidney Lumet e un reality show. 

Il regista Luca Miniero, con il cosceneggiatore Nicola Guaglianone, ci mostra l’aspetto gradevole del dittatore (quando scrive degli efficaci sms per la fidanzata di Andrea) e il suo lato più umano (quando evoca l’amata Claretta Petacci) per poi ribaltare il punto di vista e svelare il “mostro”.  Le strategie di manipolazione delle coscienze dei vecchi regimi, ci suggerisce il regista, sono le stesse di quelle della nuova “videocracy”. Ma ciò che mette più a disagio e dà i brividi in questa commedia satirica prodotta da Indiana con Vision Distribution sono gli inserti di interviste in candid camera, nei quali la realtà supera la fantasia. "Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani” rivelava Mussolini nella sua ultima intervista, citata nel film.

Sono tornato esce nelle sale italiane giovedì 1 febbraio, distribuito da Vision Distribution.

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