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GOYA 2018

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Isabel Coixet vince altri tre Goya

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- Handia si è aggiudicato dieci premi, ma la cineasta catalana ha ottenuto i più importanti con la sua coproduzione europea The Bookshop

Isabel Coixet vince altri tre Goya
Isabel Coixet con il Goya alla Miglior regia per The Bookshop (© DyP)

Qual è il miglior film del 2017 secondo i membri dell’Accademia delle Arti e delle Scienze Cinematografiche di Spagna? Quello che ha ottenuto il maggior numero di premi, gli ambiti Goya, o quello che è stato proclamato miglior film di finzione? Interrogativo paradossale seguito alla cerimonia di premiazione – noiosa, insípida e priva di ritmo – celebrata lo scorso sabato, 3 febbraio, a Madrid, dove Handia [+leggi anche:
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intervista: Aitor Arregi e Jon Garaño
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ha ricevuto dieci statuette (per lo più in categorie tecniche, come fotografia, montaggio e direzione artistica) mentre The Bookshop [+leggi anche:
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(una produzione di Spagna, Inghilterra e Germania) ne ha ottenute solo tre, ma delle più significative: miglior sceneggiatura adattata, regia e film. Così, Isabel Coixet (che ha già conquistato in precedenza altri quattro Goya) è salita più volte sul palco per ringraziare, davanti al microfono, i voti degli accademici.

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E’ stata una notte in cui si sono udite molte lingue: The Bookshop è girato in inglese; Handia, in basco; Summer 1993 [+leggi anche:
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(miglior regista esordiente, attore non protagonista e attrice rivelazione), in catalano; e La llamada [+leggi anche:
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(suono) e altri premiati, in castigliano. E’ stata anche una serata di rivendicazione dell’uguaglianza di genere e molte donne hanno sfilato sul palco: Carla Simón per ritirare il Goya alla miglior regista esordiente, Marisa Paredes per il suo meritato Goya d’onore e la summenzionata Coixet erano tra queste, brave e combattive.

Tra i migliori momenti del gala della 32ª edizione dei Goya spicca l’emozionante discorso di Nathalie Poza, miglior attrice per No sé decir adiós [+leggi anche:
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; quello breve ma appassionato della transessuale Daniela Vega, protagonista della coproduzione ispano-cilena-tedesco-americana Una donna fantastica [+leggi anche:
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(miglior film latinoamericano) e l’esplosione di carisma della sempre loquace Julita Salmerón, la nuova star del cinema spagnolo grazie a Muchos hijos, un mono y un castillo [+leggi anche:
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(miglior documentario), diretto dal più giovane dei suoi rampolli: Gustavo Salmerón. Nel palmarès, più o meno giusto, dei Goya, El autor [+leggi anche:
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ha dovuto accontentarsi di un paio di premi all'interpretazione: per Javier Gutiérrez (che fa il bis dopo quello ottenuto per La isla mínima [+leggi anche:
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) e Adelfa Calvo, magnifica nel ruolo della portiera affettuosa e appassionata di karaoke.

Da citare, infine, il discorso del direttivo dell’Accademia del Cinema, pronunciato dal cineasta Mariano Barroso e dall’attrice Nora Navas in assenza della presidentessa Yvonne Blake, che si sta riprendendo da un ictus sofferto poche settimane fa, in cui si è tornato a chiedere al governo la riduzione dell'IVA, sempre rinviata, si è ricordato che il cinema spagnolo è un'industria redditizia e, come nel resto della cerimonia, è stata chiesta l'uguaglianza delle condizioni di lavoro tra i sessi.

La lista dei Premi Goya 2018:

Miglior film
The Bookshop [+leggi anche:
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Isabel Coixet (Spagna/Regno Unito/Germania)

Miglior regia
Isabel Coixet – The Bookshop

Miglior attrice protagonista
Nathalie Poza – No sé decir adiós [+leggi anche:
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Miglior attore protagonista
Javier Gutiérrez – El autor [+leggi anche:
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 (Spagna/Messico)

Miglior attrice non protagonista
Adelfa Calvo – El autor

Miglior attore non protagonista
David Verdaguer Summer 1993 [+leggi anche:
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Miglior attore rivelazione
Eneko Sagardoy Handia [+leggi anche:
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Miglior attrice rivelazione
Bruna Cusi – Summer 1993

Miglior regista esordiente
Carla Simón – Summer 1993

Miglior sceneggiatura originale
Jon Garaño, José María Goenaga e Aitor Arregi – Handia

Miglior sceneggiatura adattata
Isabel Coixet – The Bookshop

Miglior musica originale
Pascal Gaigne – Handia

Miglior scenografia
Ander Sistiaga – Handia

Migliori effetti speciali
Jon Serrano e David Heras – Handia

Miglior sonoro
Aitor Berenger, Gabriel Gutiérrez e Nicolás de Poulpiquet Verónica [+leggi anche:
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Migliori costumi
Saioa Lara – Handia

Miglior canzone originale
La llamada – Leiva, di La llamada [+leggi anche:
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Miglior trucco e acconciature
Ainhoa Eskisabel, Olga Cruz e Gorka Aguirre – Handia

Miglior direzione artistica
Mikel Serrano – Handia

Miglior fotografia
Javier Agirre Erauso – Handia

Miglior montaggio
Laurent Dufreche e Raúl López – Handia

Miglior film europeo
The Square [+leggi anche:
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Ruben Östlund (Svezia/Germania/Francia/Danimarca/USA)

Miglior film d’animazione
Tadeo Jones 2: el secreto del Rey Midas [+leggi anche:
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– Enrique Gato

Miglior film documentario
Muchos hijos, un mono y un castillo [+leggi anche:
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– Gustavo Salmerón

Miglior film latinoamericano
Una donna fantastica [+leggi anche:
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– Sebastián Lelio (Cile/Spagna/Germania/USA)

Miglior cortometraggio di finzione
Madre – Rodrigo Sorogoyen

Miglior cortometraggio documentario
Los desheredados – Laura Ferrés

Miglior cortometraggio d’animazione
Woody & Woody – Jaume Carrió

Goya d’onore
Marisa Paredes

(Tradotto dallo spagnolo)

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