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Ifigenia in Aulide: migrazioni e tragedie

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- Tonino De Bernardi ritorna al Festival di Rotterdam con il suo nuovo film, una riflessione sul destino dei migranti e sui loro sacrifici

Ifigenia in Aulide: migrazioni e tragedie

Come la tragedia greca di Euripide, che Tonino De Bernardi inscena in maniera insolita, il nuovo film presentato nella sezione Signatures all'ultima edizione del Festival di Rotterdam s'intitola Ifigenia in Aulide [+leggi anche:
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e in questo caso gli attori in scena sono membri della comunità locale del piccolo paese di Amarynthos.

L'autore si muove tra Cannes, Ventimiglia e la Grecia tra film di famiglia, reportage e ritratto antropologico, alternando le varie voci, quella narrante e quella dei protagonisti tra italiano e greco.

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Perno sul quale ruota tutto il film, la lettura della tragedia che racconta il mito di Ifigenia, la figlia di Agamennone che deve essere sacrificata agli dèi da parte di suo padre, ha già ispirato recentemente il regista greco Yorgos Lanthimos per il film The Killing of a Sacred Deer [+leggi anche:
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. In questo caso però De Bernardi fa un lavoro più ampio, scegliendo la versione del mito di Euridipe, in cui Ifigenia viene risparmiata, approfondendone il testo, rileggendone interi passi in greco e alternandoli con un sapiente uso del montaggio ad immagini di migranti in mare che cercano di raggiungere le coste greche, nuove vittime sacrificali delle stesse perverse leggi economiche che hanno colpito il piccolo villaggio di pescatori in cui svolge la scena. Lo sperimentalismo di Bernardi, tutt’altro che sterile, innesca un meccanismo di pensiero che ha un ritmo fatto di lunghi afflati e vola più in alto dello sbraitare di alcuni talk show televisivi italiani, anch’essi ritratti brevemente e in maniera intelligente mettendo la macchina da presa in posizione defilata e assumendo chiaramente un punto di vista alternativo. La leggerezza dell’estate greca, il finale gioioso e la bellezza dei personaggi sono un invito a sperare in un’umanità sofferente e in balía delle onde e degli dèi: i migranti hanno i nomi di Clitennestra, Achille, Ifigenia ed Agamennone.

Il piccolo film di Tonino De Bernardi è un augurio di salvezza e redenzione che riconforta lo spirito e di cui si sente un bisogno disperato, un piccolo viaggio in Aulide in cui si viene illuminati dalla saggezza dei grandi: siano questi gli dèi dell’Olimpo o i drammaturghi greci poco importa. 

Prodotto da Tonino De Bernardi per Lontane Province Film in collaborazione con Fuori Orario - Rai Tre.

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