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Russia, le cifre della crisi

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- Il cinema russo non riesce a tenere il passo dei blockbuster americani

«Se la Russia vuole tornare a essere una nazione che fa cinema, come negli anni dell´Unione Sovietica, è necessario che produca 150 film all´anno». Questo è quanto ha dichiarato alla Reuters Karen Shakhnazarov, produttore e boss della Mosfilm, la storica casa di produzione che si trova a fronteggiare la grave crisi della cinematografia nazionale. La quota delle pellicole russe sul mercato interno raggiunge a stento il 7 per cento, percentuale che scende al 3 per cento se si tiene conto solo delle sale gestite dai privati. Significativo il caso di Zvezda, (Stella), un racconto patriottico di coraggio militare e amore: sulla carta era il film russo dell´anno, ma la sua uscita nelle sale è stata soffocata dalla concorrenza dei grandi blockbuster hollywoodiani, a cominciare dal nuovo episodio di Guerre stellari. «Siamo riusciti a farlo arrivare sugli schermi solo grazie ai nostri stretti rapporti con i distributori», ha detto ancora Shakhnazarov.
Tra le ragioni principali della crisi c´è sicuramente il problema dei costi: i film russi hanno difficoltà ad uscire dai confini nazionali e quindi per rientrare dei costi si può fare affidamento solo sul pubblico di casa. A dare le cifre di questa realtà è Igor Kallistov, del dipartimento cinema del Ministero della Cultura: «I nostri film non arrivano nelle sale perché, anche quando ci sono possibilità di successo, distribuirne uno costa 1 milione di dollari, mentre con 200 mila dollari è possibile acquistare i diritti per la Russia di una pellicola americana...».

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