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Cinema spagnolo in vetrina

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- La manifestazione ha puntato quest'anno i riflettori sul cinema spagnolo, proponendo una selezione di film dell'ultimo decennio

Il festival di Pesaro ha puntato quest´anno i suoi riflettori sul cinema spagnolo proponendo al pubblico una selezione di opere realizzate nell´ultimo decennio. Film molto diversi tra loro, dall´inquietante Alas de Mariposa (Ali di Farfalla, 1991) di Juanma Bajo Ulloa, un film dalle sfumature horror in cui troviamo una bambina dallo sguardo penetrante che uccide il proprio fratello, ad Asfalto (1999) di Daniel Calparsoro, una storia di amori, amicizie e tradimenti; da Barrio (Quartiere, 1998) di Fernando Leon De Aranoa che propone interessanti ritratti di giovani che vivono nella periferia della capitale, i loro desideri, le loro ambizioni, a Monos como Becky (Scimmie come Becky, 1999) un film ambientato in un istituto per malattie mentali che analizza la vita del dottor Egas Monis, inventore della lobotomia.

In piazza è stato presentato, sempre all´interno della vetrina sul cinema spagnolo, El bola (Il «biglia», 2000) di Achero Mañas, un film che ha vinto numerosi premi e che affronta il tema non facile dei maltrattamenti ai minori. Pablo, un ragazzino di 12 anni vive un po´ isolato, sporadicamente frequenta amici che amano giocare mettendo a rischio la propria vita. Un giorno fa amicizia con un nuovo compagno di scuola, il quale, più sensibile di altri, capisce che Pablo, detto il «biglia», ha dei problemi e delle difficoltà in famiglia. Il ragazzino infatti viene picchiato duramente dal padre e nonostante nasconda i segni delle percosse, la sua tragica storia viene scoperta dall´amico e dalla sua famiglia, che si accorgono del disagio provato da Pablo e lo aiutano a denunciare i soprusi subiti. Opera prima del giovane Mañas, con alcuni difetti, ma comunque interessante e toccante anche grazie all´interpretazione del bambino che incarna «el Bola». Per omaggiare il cinema spagnolo è stato assegnato un premio a El Bola, premio del pubblico, ed è stato attribuito un riconoscimento all´attore spagnolo Eduardo Noriega, protagonista di tanti film spagnoli come Tesis di Alejandro Amenabar, e presente a Pesaro quale protagonista del film prodotto da Messico e Spagna El Espinazo del diablo (2001) di Guillermo Del Toro.

Oltre al cinema spagnolo, a Pesaro sono state presentate anche una personale del regista svizzero Daniel Schmid, raffinato esteta e amante del melodramma, un omaggio al francese Alain Fleischer, fotografo, regista e scrittore molto stravagante, autore di numerosi film sperimentali e creatore di un´importante laboratorio permanente di espressione audiovisiva.

E poi ancora, tra eventi speciali e nuove proposte, una rassegna dal titolo «60 + o -« raggruppante film singolari di breve durata, tra cui ricordiamo il più riuscito Nachtreise (Viaggio notturno, Austria 2002, 63´) dell´autore turco Kenen Kiliç, un omaggio a Jay Rosenblatt grande utilizzatore del «found foutage», il sistema recentemente molto in voga in tutto il mondo che utilizza immagini già girate per realizzare nuovi film.

Ad arricchire ulteriormente il palinsesto del festival l´iniziativa «Docs in Europe», documentari europei proposti da cinque paesi della comunità, Belgio, Danimarca, Italia, Portogallo, Gran Bretagna, ai quali presto si aggiungeranno i film degli altri paesi aderenti alla comunità europea. Ogni paese ha proposto un titolo del passato e un film più legato al contemporaneo, mettendo insieme un programma ricco e molto vario. Per l´Italia erano presenti Luchino Visconti con Appunti su un fatto di cronaca (1951), un breve film che ci riporta al quartiere popolare romano di Primavalle dove era stata uccisa una ragazzina di 12 anni, e il più recente Gladiatori. Reportage sul cinema hard italiano (2000) di Maria Martinelli una serie di interviste ad attori e registi del cinema a luci rosse. Il danese Før Gæsterne Kommer (Prima che arrivino gli ospiti, 1986) di Jon Bang Carlsen, è risultato il documentario più commovente, mentre sicuramente originale è parso l´altro danese 66 Scener fra America (66 scene dall´America, 1981) di Jørgen Leth, una serie di cartoline affiancate le une alle altre raffiguranti il suggestivo paesaggio americano. Il Belgio ha affiancato al famoso documentario di Joris Ivens e Henry Storck, Misère au Borinage (1933), un film che ha fatto scuola nel campo documentario, Les enfants du Borinage - Lettre à Henry Storck di Patrik Jean (1999), film che ritorna nei luoghi dove fu girato il documentario del ´33 e ritrova miseria e povertà. Il Portogallo era presente con As pedras e o tempo (Le pietre del tempo, 1960) di Fernando Lopes, documentario sulla città di Evora, e con l´originale No quarto da Vanda di Pedro Costa (2000). Dalla Gran Bretagna Night Mail (Corriere notturno, 1936) di Basil Wright e Harry Watt sul sistema di distribuzione postale attraverso le ferrovie, mentre a rappresentare il contemporaneo Tales From Hard City (1994) di Kim Flitcroft, che per problemi organizzativi non è stato proiettato.

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