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Zampaglione, dal pop alla commedia noir

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Zampaglione, dal pop alla commedia noir

"È stato un po' come Alberto Sordi che in un film di qualche anno fa è avvocato e all'improvviso vuole diventare coreografo. Credevano tutti che fossi impazzito". Così il cantautore Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino, racconta il suo debutto alla regia con Nero bifamiliare [+leggi anche:
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, commedia noir di cui ha anche scritto la sceneggiatura (insieme al produttore Rudolph Gentile) e composto le musiche. Il film, che uscirà il 13 aprile in 180 copie distribuito da Moviemax, è interpretato dalla compagna e "musa" di Zampaglione Claudia Gerini, e da Luca Lionello, Max Giusti, Cinzia Leone, Gianfranco Barra e Remo Remotti, con la partecipazione di Ernesto Mahieux (L'Imbalsamatore) e Adriano Giannini.

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La matrice musicale del regista, in effetti, emerge spesso durante il film, dove molte scene sono scandite dalle sue stesse canzoni. "No, con questo film non ho voluto fare un 'videoclippone'", risponde Zampaglione, già autore proprio di videoclip, alle domande dei giornalisti. "Ma penso che alcune immagini siano più efficaci con la musica, che sa trasmettere sensazioni immediate". Amante dei generi più vari, dalla commedia degli anni '70 (Monicelli, Comencini) all'horror di Dario Argento e Lamberto Bava, dai western di Sergio Leone (cui nel film rende un omaggio, in verità un po' forzato) al pulp di Tarantino, e poi ancora David Lynch, Zampaglione si è ispirato per questa tragicommedia di costume soprattutto al cinema spagnolo, ad Almodòvar e alle atmosfere nere di Alex de la Iglesia (Crimen perfecto).

Il film racconta con ironia un tema quanto mai attuale se si pensa alla recente strage di Erba ("Un puro caso", precisa il produttore, "la sceneggiatura è stata scritta un anno e mezzo fa"): l'esasperazione alla quale possono portare i conflitti tra vicini di casa. Ma soprattutto i problemi di comprensione e accettazione che nascono quando si scontrano due culture diverse, in questo caso due famiglie: una romana e borghese, l'altra proletaria e in parte di provenienza extracomunitaria. "Un film che parla della cultura del sospetto e di chi traduce i propri fallimenti nella rabbia contro gli altri", sintetizza l'esuberante Cinzia Leone, "in un momento in cui il cinema trasmette poco se non le impressioni personali del regista di turno".

Un "approccio appassionato fatto di amore e rispetto", quello di Zampaglione con il cinema, che forse non ci sarebbe mai stato se prima non fosse avvenuto quello con Claudia Gerini, considerata dallo stesso regista "una delle interpreti europee più versatili": "Il nostro incontro ha contato tanto", spiega l'attrice ora impegnata in un progetto di produzione, "ci siamo ispirati a vicenda, dai tempi in cui girammo insieme il video in cui io interpretavo Eva Kant. Ho anche scritto una canzone per il film". Questo sodalizio artistico continuerà? "Per ora mi godo questo momento", conclude Zampaglione, che tornerà a fare concerti quest'estate, "ma mai dire mai".

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