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VENEZIA 2007 Giornate degli Autori

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Una mappa del mondo (del cinema)

di Gabriele Barcaro

Una mappa del mondo (del cinema)23/07/2007 - Nate nel 2004 sul modello della Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, le Giornate degli Autori - Venice Days (dirette per la seconda volta dal critico Fabio Ferzetti) hanno esteso in questi anni i loro territori d’indagine: non più solo Europa, né soltanto esordienti (o quasi). Nel programma della quarta edizione (dal 30 agosto all’8 settembre, promossa dalle associazioni degli autori ANAC e API durante la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia), tredici film da undici Paesi di quattro continenti. Senza contare i tre documentari, e gli incontri che animeranno la Villa degli Autori, quartier generale della sezione.

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Obiettivo: tracciare una mappa del mondo (del cinema) contemporaneo, delle angosce che lo attraversano a ogni latitudine e dello humour che si nasconde dietro le inquietudini personali dei cineasti. In palio il premio Label Europa Cinémas, che garantirà al vincitore promozione e permanenza sui 1.689 schermi affiliati, e la stampa per l’Italia di almeno 5 copie del film, offerta dalla Technicolor.

Entrambi francofoni i debutti, in corsa anche per il Leone del Futuro – Premio “Luigi De Laurentiis” (che negli ultimi anni è andato proprio a due film dei Venice Days): dal Canada, Continental, un film sans fusil del québecois Stéphane Lafleur, tragicomica storia di solitudini; mentre il francese La pluie des prunes, del regista teatrale Frédéric Fisbach, ribalta i temi di Lost in Translation e offre un grande ruolo ad Adriana Asti.

Più numerose le opere seconde. Il thriller La zona, di Rodrigo Plá, coproduzione ispano-messicana ad alto costo. Il polacco Sztuczki di Andrzej Jakimowski, inconsueto racconto d’infanzia, tenero e disperato. Andalucia [trailer], di Alain Gomis (premiato a Locarno per L’Afrance) interpretato dal sorprendente Samir Guesmi. E Sous les bombes di Philippe Aractingi, un viaggio nelle contraddizioni del Libano, girato nella Beirut bombardata dell’estate 2006.

Oltre alle promesse, molte conferme: Sabina Guzzanti, alle prese col finto documentario Le ragioni dell’aragosta, l’allegorico Cargo 200 di Alexey Balabanov (l’agonia dell’URSS riletta dal cinema di genere), la fiaba horror Freischwimmer, che dopo molta tv riporta il tedesco Andreas Kleinert al grande schermo. E Un baiser, s’il vous plaît ! [trailer] del prolifico Emmanuel Mouret, giovane talento della commedia francese.

A otto anni dal loro ultimo film tornano al lungometraggio l’americano Ed Radtke, con Superheroes (sull’assenza del padre, uno dei leit-motiv della sezione) e gli italiani Gianni Zanasi (Non pensarci [trailer], ritratto di un rocker perdente ma ostinato) e Salvatore Maira (Valzer, mélo moderno tutto in piano sequenza).

Completano il programma, tre documentari: Buongiorno Culini. Vita e opere di Luciano Bianciardi di Massimo Coppola e Alberto Piccinini (sullo scrittore de “La vita agra”), il postumo Nacido sin di Eva Norvind (su José Flores, il nano senza braccia di tanti film di Jodorovsky), e Viaggio in corso nel cinema di Carlo Lizzani di Francesca Del Sette, sulle tracce dell’ottuagenario regista italiano.

Intanto, non si ferma il progetto 100 + 1. Cento film e un Paese, l’Italia, sostenuto dal MiBAC e promosso l’anno scorso dai Venice Days a tutela dei classici del cinema italiano. Un comitato scientifico è al lavoro per definire i criteri di selezione dei primi cento film da salvare: alle Giornate degli Autori se ne parlerà con l’intervento di cineasti, storici del cinema e istituzioni.

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