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Gabriele Muccino • Regista

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di Federico Greco

L'Italia, la famiglia e la brutta televisione. Sono queste le coordinate di Ricordati di me [Tráiler, Making of], il nuovo film di Gabriele Muccino, in uscita nelle sale italiane per San Valentino. Dopo la crisi di identità dei trentenni con L'ultimo bacio, un successo inaspettato in Italia e all'estero, la macchina da presa del regista romano si è spostata su una coppia sposata di quarantacinquenni disillusi. I nomi dei protagonisti dell'Ultimo bacio, Carlo e Giulia, ritornano anche in Ricordati di me, quasi per sottolineare una linea di continuità fra le due pellicole e i personaggi. Stefano Accorsi è rimpiazzato da Fabrizio Bentivoglio, Giovanna Mezzogiorno da Laura Morante. In più c'è una star ben conosciuta anche all'estero come Monica Bellucci. Che avrà il ruolo del terzo incomodo. Ci sono anche i due figli della coppia, entrambi alla fine del liceo.
Chissà se l'Italia si specchia nei film di Muccino. Sicuramente si specchiano i suoi personaggi, non importa se adolescenti o quarantenni: "Sono anime fragili - spiega il regista romano - vittime dei loro modelli. L'auto, i vestiti, il corpo... tutto quello che la tv ci martella nella testa". Secondo Muccino la storia che ha narrato non è solo italiana, ma universale: "Accade ovunque, compreso il Sudafrica. Si sogna l'eccezionalità senza avere nessun talento. Siamo inquieti, nevroticizzati e vittime del non piacerci mai abbastanza". A farne le spese è la famiglia, "posto dove meno ci si confida e ci si conosce. Si parla meglio con uno sconosciuto incontrato a una festa. Però le famiglie scoppiate si lasciano dietro una scia di dolore".
Di sicuro molto italiano è il tema della 'televisione deficiente': "La televisione è un luogo dove si va a raccontare qualsiasi cosa e si diventa una star. Addirittura si può confessare un omicidio in diretta e l'audience sale: lo schermo nobilita tutto". E così la pensa Valentina (Nicoletta Romanoff), la figlia diciottenne di Carlo e Giulia, che da grande vorrebbe fare la 'velina'. "Le ragazze che partecipano a questi provini televisivi, appena diciottenni, sono in realtà fragili e vulnerabili - spiega Muccino- Nessuno ha detto loro che c'è anche l'essere, oltre all'apparire. E le madri sono complici, come in Bellissima di Visconti, del resto. Vai in televisione, risulti simpatico, diventi ricco e dai un senso alla tua vita".

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