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Intervista

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Silvia Costa • Presidente della commissione Cultura del Parlamento Europeo

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La Presidente della commissione Cultura del Parlamento Europeo Silvia Costa elenca i successi dei primi 25 anni del programma MEDIA, con quasi tre miliardi stanziati per cinema e audiovisivo.

Silvia Costa: I 25 anni di MEDIA sono una storia di successo. Credo che, insieme a Erasmus, sia uno dei programmi europei più conosciuti dal pubblico a cui si rivolge: dagli stakeholder, da tutti gli operatori, ma anche da chi, come me, è semplicemente uno spettatore o un cinefilo. Io sono sempre molto fiera, come parlamentare europea, quando vedo il marchio MEDIA o il marchio EuropaCinema, nelle sale che promuovono le opere europee. Penso che sia stata una storia di successo perché sono stati investiti, in questi anni, quasi 3 miliardi di euro nel settore cinematografico e audiovisivo. Perché ha contribuito, prima di tutto, a creare la consapevolezza di un’appartenenza ad una cinematografia europea indipendente e di qualità. Perché ha fatto crescere, e forse ha anche “stanato” dei talenti; ma anche perché fatto crescere molto le professioni del cinema e dell’audiovisivo. Questo strumento si è rivelato, tutto sommato, adeguato ancora oggi, anche se lo abbiamo un po’ aggiornato come sub-programma di Europa creativa. Penso al fatto che sin dall’inizio si è posto l’obiettivo di sostenere l’intera catena del farsi del cinema: dallo script, dal progetto, fino alla distribuzione, alle sale, alla vendita all’estero; ma anche la formazione e tutta la parte che riguarda le reti degli operatori da mettere in contatto. Ma, soprattutto, penso anche alla collaborazione, che non è soltanto dei 28 paesi, perché oramai sono 41 i paesi che appartengono all’aria di MEDIA. Io ho fatto una grande pressione sulla Commissione, perché si attivino di più le relazioni bilaterali col Sud del Mediterraneo, perché oggi sappiamo quanto la diplomazia culturale sia il dato su cui può poggiare un ripensamento dei rapporti con gli altri paesi. Oggi la sfida europea è una sfida culturale, una sfida di comprensione, di conoscenza reciproca nella diversità delle culture, all’interno e all’esterno, e questo significa anche affinare gli strumenti di “interpretazione del reale”. Mi sembra importante dire anche che, nella nuova edizione del programma MEDIA, noi abbiamo aggiunto “l’audience development”, che sta diventando una palestra di progettazione condivisa, oltre che le piattaforme digitali e la possibilità anche di sostenere le creazioni sul web e i nuovi linguaggi.

Quest’anno festeggiamo anche un bellissimo anniversario, i dieci anni del premio LUX, un premio che, come penso sia noto, ha selezionato ogni anno 10 film europei e spesso co-produzioni; molto spesso opere prime o seconde, ma comunque appartenenti al giovane cinema indipendente europeo. Sono quindi  100 i film che in questi anni sono stati selezionati e hanno avuto più opportunità di circolare in Europa. I tre finalisti, come si sa, hanno infatti come premio la possibilità di essere tradotti nelle 24 lingue ufficiali europee. La decisione finale, dopo quella delle giurie indipendenti che decidono quali sono i finalisti, spetta a noi parlamentari europei. Il vicitore anche quest’anno sarà proclamato in novembre, in modo solenne nella plenaria di Strasburgo. Quello che rimane l’unico premio al mondo, istituito da un Parlamento - e io sono molto affezionata a quest’idea - dà soprattutto la possibilità, anche a cinematografie e ad autori meno conosciuti, non solo di farsi conoscere in Europa, mantenendo la diversità linguistica, ma anche di sbarcare fuori dall’Europa. Ricordiamo infatti che negli ultimi 4 anni, i candidati al Miglior film straniero degli Oscar, o vincenti o selezionati, sono stati film che hanno vinto il premio LUX. Quest’anno, il 10 ottobre, faremo una grande iniziativa del Parlamento europeo, ci sarà anche una mostra al Parlamentarium su questo primo decennio. Interverranno molti degli autori e dei protagonisti di questi anni, per capire anche come rilanciare questa iniziativa, perché sappiamo anche che la commissione vorrà supportare di più. La cosa interessante è che questo, però,  non si ferma nelle sale del Parlamento o nelle ospitate a Venezia o a Karlovy Vary. Ormai sono oltre 60 le città in Europa che organizzano iniziative durante i famosi LUX film days, che quest’anno partiranno dal 10 ottobre e dureranno fino alla proclamazione dei tre finalisti. Questo rappresenta anche una grande occasione di dibattere sulle tematiche che questi film incrociano e che oggi attraversano anche la coscienza e la cultura europea. 

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