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Venezia 2026 - Venice Production Bridge

Rapporto industria: Tendenze del mercato

Il Piemonte offre a Venezia un modello per costruire un sistema regionale competitivo

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VENEZIA 2026: Con volumi produttivi in crescita e un sistema di finanziamenti in espansione, la regione sta trasformando la visibilità festivaliera in una storia di successo

Il Piemonte offre a Venezia un modello per costruire un sistema regionale competitivo
Mattia Puleo, Beatrice Borgia e Paolo Manera durante il debattito

La presenza del Piemonte alla Mostra del Cinema di Venezia di quest’anno va ben oltre il tradizionale esercizio di promozione territoriale. Con nove progetti rappresentati nelle diverse sezioni della kermesse italiana, la regione ha di fatto utilizzato il festival come vetrina per un ecosistema cinematografico la cui crescita recente è sempre più visibile sia sullo schermo sia dietro le quinte.

È questo il messaggio centrale di “Piemonte: Films, Funds, Future”, il panel industry organizzato da Film Commission Torino Piemonte presso l'Italian Pavilion il 6 settembre. L’incontro ha riunito la presidente della film commission, Beatrice Borgia, e il direttore, Paolo Manera, i produttori dei progetti selezionati e i rappresentanti di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte, annunciando al contempo nuove misure di investimento e finanziamento.

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La line-up di nove titoli abbraccia praticamente ogni livello della manifestazione: Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis e Succederà questa notte di Nanni Moretti sono entrambi in concorso principale, mentre La ragazza con la Leica di Alina Marazzi I figli della scimmia di Tommaso Landucci sono in gara nella sezione Orizzonti, accanto al corto Il senso della terra di Alessandro Ingaria e Simone Massi. La presenza regionale si estende alla Settimana Internazionale della Critica con il film d’apertura Il Grande Giaffa di Marco Santi, il film di chiusura Rider di Roan Johnson e Davide Pavanello, e il cortometraggio Gusci di Elisa ChiariFrancesca Trovato, nonché Uno si distrae al bivio di Alessandra Lancellotti alle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori.

I numeri offrono l’indicazione più chiara della scala. Al 1º settembre, a Torino e in tutto il Piemonte erano già stati realizzati 140 progetti audiovisivi nel 2026, per un totale di oltre 700 giornate di riprese. La Regione attribuisce tale volume a una combinazione di servizi di produzione, meccanismi di sostegno sempre più strutturati e, soprattutto, alla continuità garantita dal Piemonte Film TV Fund.

La seconda call 2026 si è aperta il 31 agosto con una dotazione di €3,92 milioni, portando l’allocazione annua complessiva del fondo a sfiorare gli €8 milioni. Tredici progetti erano già stati sostenuti nel primo round. Per le autorità regionali, l’obiettivo non è semplicemente attirare le riprese, ma utilizzare l’investimento audiovisivo come strumento di sviluppo economico.

“La presenza record di nove titoli piemontesi a Venezia conferma la qualità e la crescita del nostro sistema audiovisivo”, hanno dichiarato l’assessora regionale alla Cultura Marina Chiarelli e l’assessore alle Attività produttive Andrea Tronzano, sottolineando che investimento culturale e sviluppo economico devono procedere insieme. L’obiettivo dichiarato è rafforzare le imprese e i professionisti locali, incrementare l’attrattività del territorio e generare occupazione e investimenti.

Ciò che rende il Piemonte particolarmente interessante come caso di studio, tuttavia, è l’ampiezza della struttura di finanziamento che ruota attorno al suo principale incentivo alla produzione. Film Commission Torino Piemonte sta costruendo progressivamente un sistema che copre diverse fasi e formati: il Piemonte Film TV Development Fund prosegue con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, mentre il Piemonte Doc Film Fund si avvicina ai due decenni di attività a supporto della produzione documentaria.

Venezia è stata anche l’occasione per l’annuncio di un nuovo contributo di €150.000 da parte di Fondazione CRT allo Short Film Fund, destinato sia al finanziamento dei progetti sia alla promozione internazionale. L’intervento segna il primo sostegno diretto della fondazione alla misura e amplia ulteriormente l’architettura pubblico-privata che sottende la strategia audiovisiva della regione.

La presidente Anna Maria Poggi della Fondazione CRT ha descritto l’iniziativa come un nuovo capitolo nel lungo impegno dell’ente nel cinema, con un’attenzione particolare al rafforzamento del cortometraggio, all’internazionalizzazione e alle opportunità per i talenti emergenti. Per Borgia, quella collaborazione tra settore pubblico, fondazioni bancarie e professionisti dell’industria è diventata il tratto distintivo del modello piemontese.

“Il rafforzamento del sistema piemontese nasce da una collaborazione solida e in crescita con le istituzioni pubbliche, ma anche dal supporto delle fondazioni bancarie: un asse pubblico-privato che è il vero tratto distintivo del nostro territorio”, ha affermato. Secondo Borgia, le 140 produzioni realizzate in poco più di sei mesi, insieme alla forte presenza a Venezia, dimostrano che il modello sta già generando “valore, occupazione e risultati concreti”.

La prossima sfida è tanto qualitativa quanto quantitativa. Il presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Piemonte Mattia Puleo ha sottolineato che l’attrazione di produzioni deve tradursi sempre più in imprese locali più solide, occupazione sostenuta, sviluppo delle competenze e maggiore accesso ai mercati nazionali e internazionali. L’ambizione finale, ha detto, è un’industria regionale capace non solo di ospitare le produzioni, ma di generarne, svilupparne ed esportarne.

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(Tradotto dall'inglese)

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