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Fabio Mollo • Regista

“TorinoFilmLab, la speranza di poter sopravvivere”

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Fabio Mollo • Regista

Al di là dell’entusiasmo, dell’orgoglio, della soddisfazione, cosa significa “praticamente” vincere uno dei Production Awards del TorinoFilmLab? Fabio Mollo non ha dubbi: “La speranza di poter sopravvivere”. Il suo Il sud è niente, premiato dall’Advisory Board con un contributo di 100mila euro (e con il Post-Production Award EP2C), non è un progetto facile: “È un’opera prima, basta questo in Italia a renderlo problematico, e per di più ha un contenuto sociale, tocca problemi che sono sotto gli occhi di tutti”.

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Si sbaglierebbe, però, a pensare a un puro film “di denuncia”: sulla carta, l’opera prima di Mollo (già vincitore del Torino Film Festival, e di tanti altri premi, col corto Giganti) racconta “un Sud più emotivo che geografico”, attraverso un percorso di ricerca che porterà Grazia, diciassettenne cresciuta in un corpo mascolino, a fare luce non solo sulla propria famiglia (il fratello emigrato in Germania cinque anni prima e mai tornato, l’ostinato silenzio del padre) ma anche su se stessa e sulla propria identità.

Ambientato in una piccola città calabrese affacciata sullo Stretto di Messina, il film trova nel mare l’elemento chiave del suo realismo magico, “il grembo dalle cui profondità emergono fantasie, paure, desideri, ricordi, sensi di colpa e speranze dei protagonisti”.

Scritta approfittando di una spalla rotta che l’ha tenuto lontano dai set altrui (Mollo è stato assistente alla regia, tra gli altri, di Gianni Zanasi e Lucio Pellegrini), la prima stesura de Il sud è niente è stata modificata nel corso del Lab: “La scelta di partecipare al TorinoFilmLab è stata la più giusta che si potesse fare: le tre sessioni che precedono il Meeting Event permettono di lavorare a fondo sulla sceneggiatura con un tutor (il nostro è stato Gino Ventriglia) e di avere un feedback anche con interlocutori stranieri. Nella versione attuale, la quarta, ho modificato o sacrificato molte cose dell’originale, mantenendo però intatto il sentimento del film”.

Accanto al regista, nel progetto è coinvolto Jean-Denis Le Dinahet, “compagno di scuola” di Mollo al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma (“è un punto d’eccellenza dell’Italia, e dobbiamo impegnarci tutti perché rimanga pubblico”): invece di tornare in Francia, ha deciso di produrre in Italia e ha fondato (insieme a Vincenzo De Leo De Francesco e Sébastien Msika) la b24 Film. Naturale che si guardi Oltralpe per una sponda coproduttiva, ma si cercherà anche altrove, in primis in Germania.

Oltre che al Lab, Fabio Mollo è presente anche al Torino Film Festival con uno degli episodi del collettivo Napoli 24, mosaico di storie, facce, luoghi del capoluogo partenopeo: 3 minuti, i suoi, dedicati ai provini di alcune aspiranti starlette delle tv locali.

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