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Frédéric Delcor - Centro del Cinema e dell'Audiovisivo della Federazione Vallonia-Bruxelles

"Un miracolo che si rinnova ogni anno"

di 

- Frédéric Delcor, direttore del CCA, parla della vitalità del cinema belga francofono all'estero e delle grandi sfide a livello nazionale

Frédéric Delcor - Centro del Cinema e dell'Audiovisivo della Federazione Vallonia-Bruxelles

Frédéric Delcor, che dirige il Centro del Cinema e dell'Audiovisivo della Federazione Vallonia-Bruxelles dal settembre 2008, parla della vitalità del cinema belga francofono all'estero e delle grandi sfide a livello nazionale.

Sulla presenza a Cannes
Ogni anno, con una certa regolarità, si rinnova un piccolo miracolo: la nostra piccola comunità è rappresentata con brio nelle diverse sezioni cannensi. Questa presenza è il frutto del lavoro dei nostri talenti, certo, ma anche delle strutture messe a disposizione in Federazione Vallonia-Bruxelles, della qualità delle nostre industrie tecniche e dei nostri corsi di formazione, e della professionalizzazione costante dei nostri produttori. I poteri pubblici hanno compreso l'importanza del settore audovisivo, sul piano culturale ed economico, ma anche in termini di prestigio internazionale, e la FWB è il primo partner dei nostri produttori. Questi aiuti, insieme a quelli di Wallimage, del VAF e del Tax Shelter, contribuiscono a finanziare la creazione e ad assicurare il ricambio generazionale: ritroviamo quest'anno un talento ormai affermato come Joachim Lafosse, ma anche un nuovo arrivato come David Lambert.

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L’apertura internazionale
I nostri produttori perpetuano una tradizione di coproduzione, necessaria per una comunità della nostra taglia. Cooperiamo con i nostri vicini francesi, certo, ma anche con altri paesi, sul piano della produzione e in termini di scambio di talenti. Queste collaborazioni, basate su un tacito accordo di reciprocità, nutrono la vitalità economica e artistica del settore. Abbiamo da poco firmato un accordo di coproduzione con la Cina, sul quale lavoravamo da anni. Abbiamo dovuto trovare la chiave giusta per approcciarci al paese, superare lo choc culturale, ma con questo accordo rispondiamo a un'esigenza dei nostri professionisti, e speriamo che ci permetta di concretizzare alcuni progetti in corso.

Belgio: operazione seduzione
Da qualche anno, cerchiamo di risolvere un certo squilibrio: il nostro cinema gode di un forte riconoscimento internazionale, ma non suscita lo stesso orgoglio in patria. Certo, non siamo un popolo nazionalista, cosa che per molti versi è positiva, soprattutto in termini di apertura al mondo. Ma che questo non ci impedisca di riconoscere i nostri talenti quando li abbiamo sotto gli occhi! Le prime due edizioni dei Magritte hanno ampiamente dimostrato la fertilità del nostro cinema e la diversità dei suoi talenti. L'edizione 2012, premiando Bouli Lanners e Mathias Schoenaerts (riuniti da Jacques Audiard), ha anche mostrato la vitalità degli scambi tra il cinema francofono e il cinema fiammingo. Abbiamo tutto da guadagnarci a lavorare insieme, e i fondi comuni di aiuto alla produzione di finzione e documentaria che abbiamo messo in piedi con il VAF incoraggiano questa dinamica. Per lungo tempo, si è fatto un discorso riduttivo sul cinema belga dicendo che il cinema fiammingo era commerciale, mentre gli autori stavano al Sud. Oggi i film, gli autori e i loro produttori smentiscono questo luogo comune: al Nord come al Sud si producono film di qualità che raggiungono il loro pubblico, e li si produce sempre più spesso insieme.

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