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Agathe Valentin • Vendite internazionali

Direzione Croisette per Les Films du Losange

di 

- Due titoli in concorso e uno al Certain Regard nella line-up cannense di Les Films du Losange. Incontro con Agathe Valentin, direttrice delle vendite

Agathe Valentin • Vendite internazionali

Con due pretendenti alla Palma d'Oro del 66mo Festival di Cannes (dal 15 al 26 maggio 2013), Michael Kohlhaas di Arnaud des Pallières (articolo) e Grisgris di Mahamat-Saleh Haroun (articolo), la line-up di Les Films du Losange promette un Marché du Film dinamico, un anno dopo il successo ottenuto sulla Croisette con Amour [+leggi anche:
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intervista: Michael Haneke
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di Michael Haneke. Incontro con Agathe Valentin, direttrice delle vendite internazionali della società diretta da Margaret Ménégoz.

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Cineuropa: Come sono arrivati Michael Kohlhaas [+leggi anche:
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intervista: Arnaud des Pallières
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e Grisgris [+leggi anche:
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nella vostra line-up?
Agathe Valentin: Lavoriamo spesso con Serge Lalou e Les Films d’Ici, che hanno prodotto Michael Kohlhaas. E' un adattamento un po' moderno, in Francia e in francese, di un racconto dell'autore tedesco Heinrich von Kleist. Ci sono ottimi attori (Mads Mikkelsen, Denis Lavant e Bruno Ganz) e un soggetto forte su un uomo che si batte per ottenere giustizia. Abbiamo realizzato un buon numero di prevendite semplicemente sul nome di Mads Mikkelsen, che tutti adorano, e c'è già una grande curiosità da parte dei distributori di tutto il mondo per il film. Quanto a Grisgris, Mahamat-Saleh Haroun e la sua produttrice Florence Stern (Pili Films) avevano voglia di lavorare con noi, e la cosa era reciproca. Trovo che Grisgris sia più accessibile, più aperto rispetto ai precedenti film di Mahamat-Saleh Haroun. E' la storia di un ragazzo nato con una gamba atrofizzata, che vuole vivere normalmente e danzare nei bar per guadagnare soldi: come superare il suo handicap, in Africa, lui che è oltretutto molto povero?

Vendete anche L’inconnu du lac [+leggi anche:
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intervista: Alain Guiraudie
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(articolo), che è stato selezionato al Regard?
Alain Guiraudie, che era praticamente abbonato alla Quinzaine des réalisateurs (Ce vieux rêve qui bouge nel 2001, Pas de repos pour les braves nel 2003, Le Roi de l’évasion [+leggi anche:
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nel 2009), accede per la prima volta alla Selezione ufficiale. E' un gran Guiraudie, fedele a se stesso, molto interessante sul piano cinematografico, con un'unità di luogo, giacché tutto si svolge intorno a un lago. E' una storia che ruota attorno alla questione del sapere fino a dove si può arrivare tra desiderio d'amore e paura della morte. E' anche un po' un thriller poiché c'è un omicidio, un'indagine della polizia, un uomo attratto da un assassino e una tensione sessuale intorno a questo lago.

Quali sono gli altri titoli della vostra line-up cannense?
Proseguiremo le vendite di La maison de la radio [+leggi anche:
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di Nicolas Philibert. Abbiamo anche 1001 Grams del norvegese Bent Hamer (news), le cui riprese cominceranno a giugno. E cominceremo le prevendite di Arrête ou je continue di Sophie Fillières (con Emmanuelle Devos e Mathieu Amalric – articolo), una regista con cui abbiamo già lavorato, in linea con la nostra fedeltà agli autori.

Contrariamente ad altre società di vendite internazionali, avete sempre privilegiato una line-up serrata. Perché?
Preferiamo essere esigenti nelle nostre scelte. Siamo una piccola squadra e lavoriamo a lungo termine. Non vogliamo fare un lavoro approssimativo per poi passare rapidamente a un altro film. Oggi, non è sempre facile perché i compratori si prendono del tempo per scegliere. Ma c'è una piccola ripresa e il mercato è un po' uscito dal marasma di uno anno fa o due, quando tutto era congelato. Al momento, i compratori hanno voglia e bisogno di film, tranne ovviamente che in certi territori colpiti come la Spagna.  

Si possono ancora vendere bene i film d'autore senza un grande cast?
Ci vuole un cast o dei premi, ad ogni modo qualcosa intorno al quale sviluppare il marketing dei film. Oggi, i distributori hanno bisogno di vedere i film terminati. Michael Kohlhaas è tuttavia un esempio al contrario, perchè avevamo un'ottima sceneggiatura e un attore molto noto, quindi abbiamo potuto fare delle prevendite. Alcuni territori sono molto competitivi, come la Svizzera, i cui distributori preacquistano perché devono star dietro alla Francia per data d'uscita. In compenso, altri territori come la Scandinavia aspettano sistematicamente di vedere i film terminati. Ma abbiamo i nostri distributori preferiti. Condividiamo gli stessi gusti e loro si fidano di noi.

Il mercato cannense è vitale per le società europee come la vostra, specializzate nel cinema d'autore di qualità? 
Dipende. The Match Factory, ad esempio, è più centrata su Berlino. Ma per noi, Cannes è indispensabile. E' il festival più importante perché ci trovi tutto il mondo. Anche se un anno hai meno film, è lì che prendi i migliori contatti. 

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