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Stéphanie Trepanier • Frontières Market, Direttrice

Frontières: Canada e Belgio si uniscono per incrementare la produzione di film di genere

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- La fiera della coproduzione internazionale Frontières, canadese, ha deciso per il 2014 di espandersi in Belgio

Stéphanie Trepanier • Frontières Market, Direttrice

Il BIFFF, Festival Internazionale del Film Fantastico di Bruxelles, si unirà al Fantasia International Film Festival di Montreal per organizzare la prima fiera di coproduzione transatlantica dedicata ai film di genere. Il Frontières International Co-Production Market, manifestazione già attiva da due anni in Canada, sta ora espandendo le sue attività in Europa. La terza edizione, infatti, si terrà a Bruxelles dal 10 al 12 aprile 2014, nel contesto più ampio del BIFFF 2014. 

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Cineuropa: Quali sono le caratteristiche specifiche del Frontières International Co-Production Market?
Stephanie Trepanier: In questo momento, nel mondo, le coproduzioni internazionali sono numerose. Quello che differenzia Frontières dalle altre fiere simili è che si dedica esclusivamente all’industria cinematografica di genere. Frontières è infatti la prima fiera cinematografica a connettere le industrie nordamericane ed europee (mentre le coproduzioni asiatiche sono già servite dal NAFFF del Pifan, in Corea del Sud). I partecipanti di Frontières concentrano le loro attività produttive esclusivamente o quasi sui film di genere. Il vantaggio, rispetto a una fiera più ampia e generalista, è quello di ridurre la selezione tra i partecipanti, agevolando la ricerca dei partner più adatti al proprio progetto. I progetti saranno affidati a un mix ben equilibrato di talenti emergenti e nomi affermati del campo. Un team di specialisti di film di genere revisionerà i progetti sottoposti, assicurandosi che solo quelli veramente meritevoli siano presentati all’interno della fiera. Un’altra cosa che contraddistingue Frontières è che noi insistiamo per avere una grande presenza di registi all’interno della fiera, al contrario di molte kermesse che dedicano la loro attenzione solo ai produttori. È molto importante per noi mantenere gli elementi creativi del cinema in primo piano.

Perché una fiera di film di genere in Europa?
Il film di genere ha una grande tradizione in Europa, e in questo momento sono molti i registi di genere europei talentuosi e brillanti. La Frontières di Montreal è vicina, geograficamente, all’industria cinematografica nordamericana, mentre la Frontières di Brussels è più vicina ai registi europei. Questo ci consente di consolidare il ponte che abbiamo costruito tra i due continenti e tra il loro modi diversi di concepire il film.

Perché avete scelto il Belgio, dopo il Canada?
Era importante per noi allearci con uno dei principali festival di cinema di genere in Europa, e il Festival Internazionale di Film Fantastico di Bruxelles è il secondo più vecchio del mondo, dopo Sitges. Per quello che ne sappiamo, l’industria cinematografica spagnola sta passando dei momenti molto difficili in questo momento, al contrario di quella belga. Inoltre non esistono altre fiere dedicate alla coproduzione in Belgio, il che rende la presenza di Frontières a Bruxelles ancora più pertinente. E ancora, un'altra circostanza molto favorevole è quella che il Quebec e il Belgio hanno in comune la lingua francese e che tra i due paesi ci siano solidi rapporti di coproduzione.

Quali saranno gli ospiti e gli investitori del mercato?
Nel 2012 e 2013, abbiamo avuto una media di 270 accrediti. Ci aspettiamo di arrivare, quest’anno, all’incirca a 320 sottoscrizioni. Naturalmente, ci sono e ci saranno i registi e un gran numero di produttori, così come i distributori, gli agenti di vendita internazionali e gli agenti degli attori. Quest’anno, ci stiamo sforzando perché siano presenti molti più esponenti del mondo della finanza, compagnie di noleggio attrezzature e studi per la post-produzione. Vogliamo che Frontières diventi il crocevia dove si possano incontrare, in pochi giorni. tutti i partner adatti per le proprie produzioni future.

Quali sono i paesi europei che hanno sviluppato maggiormente i film di genere?
La tradizione di film di genere spagnola è sempre stata molto forte, ed è da lì che sono arrivati, negli ultimi anni, film dal successo planetario, come Il Labirinto del Fauno [+leggi anche:
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e la saga REC. Ci sono anche altre tradizioni europee di lunga data: l’Italia si è contraddistinta con i film gialli, la Francia con i noir, il Regno Unito con i caper movie. La Scandinavia è stata la sorpresa degli ultimi anni, con una produzione di film fantastici basati su vecchi miti.

Il sistema di finanziamento di un film di genere è molto differente da quello di un film più “classico”?
In linea di massima, è sempre stato più difficile per i progetti relativi ai film di genere avere accesso ai fondi pubblici, che di solito sono concessi a film drammatici o comunque dal pubblico più vasto. Quindi, i film di genere devono essere prodotti in modo più indipendente, con meno soldi, il che ha costretto i registi a essere più creativi, per far fronte alle limitazioni oggettive. I film di genere sono anche stati in qualche modo più lenti ad adottare i nuovi modelli di coproduzione internazionale, il che spiega perché fosse così importante per noi essere qui, mostrando ai produttori tutti i vantaggi di un investimento simile (e per molti di loro è fondamentale fare lavori dal budget ridotto) e aiutandoli a creare nuove relazioni di lavoro all'interno della comunità internazionale che lavora in quest'area.

Quali sono le sfide che il film di genere deve affrontare?
Io penso che la sfida più grande sia quella rappresentatadall'immarcescibile snobismo internazionale nei confronti dei film genere, sentimento che spesso ne ha fortemente limitato i propositi. Ma credo che la mentalità stia cambiando, in parte grazie al successo commerciale di molti film di genere che, pur con un budget molto ridotto, sono riusciti ad ottenere grandi incassi. Molti produttori e agenti di vendita internazionali, in questo momento, vogliono mettersi in gioco con film indipendenti di genere. In parallelo, quando tutti gli anni guardiamo ai film che sono risultati campioni di incassi, molti di loro sono film di genere, sviluppati all'interno del sistema degli studios americani. Il pubblico del film di genere è internazionale, giovane, appassionato e patito di tecnologia, sono attratti sia dall'esperienza cinematografica che dalla proprietà fisica, non badano ai sottotitoli e sono animati da proposte creative. Con un'industria che fatica ad adattarsi alla nuova generazione, questo è il pubblico che bisogna conquistare. Io credo fortemente che noi attualmente stiamo entrando in una nuova età dell'oro per i film di genere e Frontières è arrivato proprio al momento giusto.

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(Tradotto dal francese)

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