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Pavel Lungin • Regista

"L'opera si avvicina al cinema per la sua carica emotiva"

di 

- Il regista russo Pavel Lungin torna con Queen of Spades, che ha avuto la sua prima internazionale al Black Nights Film Festival di Tallinn

Pavel Lungin  • Regista
(© BNFF)

Il regista russo Pavel Lungin, in gara a Cannes per ben tre volte, vincitore del premio come Miglior regista nel 1990 per Taxi Blues, e i cui lavori più recenti come Island sono stati premiati a festival quali Sundance, torna con la co-produzione russa-italiana Queen of Spades [+leggi anche:
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intervista: Pavel Lungin
scheda film
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, un adattamento sia dell'influente storia di Pushkin che dell'opera di Tchaikovsky, che ha avuto la sua prima internazionale al Black Nights Film Festival di Tallin. Lungin ha parlato con Nisimazine della sua rappresentazione moderna della storia classica e della sua rilevanza odierna.

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Nisimazine: Qual è la rilevanza di questa storia per la società russa contemporanea e il resto del mondo?
Pavel Lungin: A mio avviso, il personaggio di Hermann è piuttosto contemporaneo. Non crede nella giustizia, nella scienza o nella carriera, non crede in niente se non nel fatto che si può essere fortunati sfidando la fortuna. Mi sembra che si tratti di un concetto raramente trattato nel corso dell'ultimo secolo, mentre il sentimento comune era quello che fosse necessario crescere, progredire, lottare. Non è più così ormai, ma questa sorta di sentimento è piuttosto innato in Hermann e nella musica delirante di Tchaikovsky. Quello che volevo era un thriller e un'opera allo stesso tempo, in cui la storia di vita evolve da un'aria in un duetto.

Per me, è proprio da Hermann che gli altri personaggi della letteratura russa si sono staccati, Raskolnikov e molti altri ribelli, che cercano di cambiare e di conquistare il mondo allo stesso tempo. È stato fondamentale incorporare la storia di Hermann nella realtà moderna e farlo in modo intenso e vivace, con tutti i dettagli e in tutti i contesti.

Qual è stato il tuo approccio nell'adattamento della storia e quali elementi sono stati per te più importanti?
Il mio desiderio era quello di inserire i personaggi in disposizioni surreali, per offuscare la distinzione tra realtà e finzione. Il climax emotivo del film accompagna l'opera di "Queen of Spades". La nostra versione ha voluto dunque differenziarsi dalle rappresentazioni classiche dell'opera e il risultato è stato affascinante grazie al design del set realizzato dalla talentuosa Maria Tregubova.

Abbiamo arricchito questo capolavoro della letteratura classica con una dose di erotismo. Che cosa ci faceva Hermann nella camera da letto della contessa, quando rivelò il segreto delle tre carte? Solitamente è stato rappresentato così: la vecchia contessa sdraiata sul suo letto ed Hermann in piedi vicino a lei. Ho sempre saputo che la rappresentazione più adatta doveva essere un'altra, del resto, è una camera da letto! Lui vuole conoscere il suo segreto, le strappa i vestiti fino a spogliarla completamente. È la musica di Tchaikovsky a scandire i momenti della rappresentazione ed è un grande piacere farsi venire in mente idee come questa. Durante le riprese di Queen of Spades, mi sono resa conto come l'opera si avvicini al cinema per la sua carica emotiva.

In che modo ha deciso di affidare il ruolo di Sofia a Kseniya Rappoport?
Sin dall'inizio, sapevo che Kseniya era l'unica attrice russa capace di interpretare a 360° questa parte sofisticata e raffinata di diva dell'opera. Kseniya ha interpretato una parte piuttosto insolita rispetto ai suoi ruoli precedenti. Effettivamente, non ha mai dovuto dare vita personaggi così sinistri; di solito interpretava personalità positive, intelligenti, lievemente perplesse e generose. Perciò all'inizio non deve essersi sentita proprio a suo agio, anche se alla fine tutto è andato per il meglio.

Il giovane attore Ivan Yankovskiy è molto potente nel film; in che modo ha deciso di scegliere lui per questo ruolo e in che modo avete lavorato assieme?
Mi ci è voluto molto tempo prima di trovare l'attore giusto per Hermann. In molti hanno fatto il provino, ma in nessun di loro riuscivo a intravedere il protagonista. Ho iniziato a preoccuparmi del fatto che l'intera storia sarebbe stata percepita come artificiale, senza una vera e propria personificazione.

Poco prima di iniziare le riprese, Ivan è venuto da me dicendomi che questo era il suo personaggio e questa la sua storia. Mi ero convinto del fatto che per questo film avessimo bisogno di una persona come Raskolnikov, un tipo in qualche modo matto... Ma Ivan mi ha sorpreso con la sua sicurezza. Non appena ha iniziato il provino, ho percepito subito qualcosa di speciale in lui e mi sono reso conto che era proprio quello che cercavo. È davvero un bravissimo attore, non si lascia distrarre da niente, vive e respira per il suo lavoro.

Con questo film, ho voluto trasmettere un messaggio; i classici sono vivi, moderni, più vicini a noi che mai. I classici non sono solo per gli accademici: sono affascinanti e possono farti piangere. Ho visto il potere della musica di Tchaikovsky: è così psichedelica, ti fa diventare matto!

In collaborazione con

 

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(Tradotto dall'inglese)

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