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Sergei Loznitsa • Regista

“L’assurdo è tutto intorno a noi, ci viviamo dentro”

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- Al Festival internazionale del Film di Odessa, che si è recentemente concluso, abbiamo incontrato il regista ucraino Sergei Loznitsa per parlare della sua ultima opera, A Gentle Creature

Sergei Loznitsa  • Regista

Abbiamo incontrato il regista ucraino Sergei Loznitsa all’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Odessa (leggi la notizia) per discutere con lui del suo ultimo film di finzione, A Gentle Creature [+leggi anche:
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intervista: Sergei Loznitsa
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, dell’importanza di Dostoyevsky ai giorni nostri, del potere della burocrazia e dei confini dell’assurdo. 

Cineuropa: A Gentle Creature è vagamente ispirato al racconto di Fyodor Dostoyevsky, La mite. Pensa che questo autore possa ancora essere considerato un’ispirazione per l’epoca che viviamo?
Sergei Loznitsa: Credo che non sia cambiato veramente molto in Russia da quando Dostoyevsky ha scritto quel racconto. Dostoyevsky è un autore profetico. Aveva previsto l’orrore che sarebbe arrivato in Russia di lì a poco. Ne I demoni, uno dei suoi romanzi maggiormente profetici, descrive un particolare tipo di essere umano: immorale, subdolo e disonesto. Questo è apparso in Russia all’inizio del secolo; si è moltiplicato in maniera massiccia e ad un certo punto aveva il controllo del paese. Dostoyevsky ha descritto l’atmosfera che ha generato “i demoni” e che ha spinto a questo tipo di comportamento. Mi sono ispirato a quest’idea di Dostoyevsky, e l’ho usata come punto di partenza per il mio film.

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Stiamo ancora affrontando questi stessi demoni?
Se paragoniamo l’era di Dostoyevsky alla situazione attuale, ho l’impressione che stiamo messi peggio ora. In un certo senso, è anche piuttosto logico, se consideriamo i milioni di persone morte in questo paese nell’ultimo secolo. Quelli che sono stati sacrificati hanno rappresentato l’altra faccia della medaglia del comportamento umano, del tutto contrapposta a quella dei demoni. La selezione negativa della popolazione ha provocato risultati devastanti.

I generale si può dire che lei abbia mischiato fatti reali e finzione; direbbe che A Gentle Creature è un documentario di finzione?
Innanzitutto, è importante mettere in chiaro che ogni documentario è la creazione di un artista e non “realtà”; viviamo nella convinzione che ciò che vediamo intorno a noi sia più reale di ciò che vediamo sullo schermo. Ma in realtà, a volte, la vita “vera” si dimostra più assurda e potente della finzione. Prendiamo per esempio quello che è recentemente accaduto al gestore di una sala di Mosca: è stato accusato di aver recepito dei finanziamenti per uno spettacolo che non è stato mai realizzato. La cosa assurda è che lo spettacolo è stato realizzato, lo hanno visto centinaia di persone, ha vinto premi e ci sono video e foto che lo provano. Nonostante questo, le autorità ritengono che lo spettacolo non ha avuto luogo e hanno messo in manette il regista. Insomma, devi avere il talento di Kafka per scrivere una sceneggiatura che raggiunga i livelli di assurdo che esiste nella realtà. 

Quindi la linea che divide la realtà dall’assurdo è piuttosto sottile.
Io credo che l’assurdo sia tutto intorno a noi, che ci viviamo dentro, e che ci sono momenti in cui si presenta in maniera tanto intensa da oltrepassare la realtà. L’assurdo consiste nel voler dare una ricetta precisa per affrontare certi eventi della vita, che invece non possono essere esaminati con con un’analisi linguistica rigorosa. La lingua stessa è un tentativo di mettere la vita nel dominio della burocrazia, e questo è assurdo. 

La sua eroina sta cercando di combattere contro questo mostro burocratico?
Non è che combatta veramente il sistema; non cerca mai lo scontro. In una delle scene finali del film, tutti i personaggi che incontra durante il suo viaggio si riuniscono per assistere a una sorta di processo immaginario. Questa è una scena assai importante perché cerco di mostrare la relazione tra il potere, le autorità e le persone normali. Tendiamo ad immaginare le autorità come qualcosa al di sopra di noi, in qualche modo, ci distacchiamo dalle persone che ci governano. Non penso che le cose vadano proprio così. Ogni persona partecipa del processo di esercizio del potere, quindi ognuno è responsabile del risultato. Il potere è espressione della mentalità e del comportamento del singolo, le cui azioni creano il tessuto delle interazioni sociali in cui viviamo. Quindi tutti i cittadini sono collettivamente responsabili dell’agire dei loro legislatori. 

Possiamo aspettarci a breve anche qualche altra novità?
Sto lavorando a due documentari. Il primo, intitolato Victory Day, è stato girato al  Treptower Park, a Berlino, tra l’8 e il 9 maggio; è un luogo che gli abitanti dell’ex Unione Sovietica, oggi residenti in Germania, visitano per commemorare la vittoria nella Seconda guerra mondiale. Il secondo è un montaggio di immagini d’archivio dei processi-farsa che si tenevano a Mosca negli anni dello stalinismo; si intitolerà The Trial. Sto preparando anche un altro lungometraggio, e sono appena tornato da un viaggio per cercare una location nell’Ucraina centrale.

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(Tradotto dall'inglese)

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