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VENEZIA 2018 Settimana Internazionale della Critica

Rahi Anil Barve • Regista

“La storia di Vinayak rispecchia le trasformazioni che erano in atto in India”

di 

- VENEZIA 2018: Abbiamo parlato con Rahi Anil Barve, co-regista del titolo indiano-svedese Tumbbad, che ha aperto la Settimana Internazionale della Critica

Rahi Anil Barve  • Regista
(© Settimana Internazionale della Critica di Venezia)

Rahi Anil Barve ha vinto il premio per il miglior film al festival del cinema di Mumbai nel 2008 con il suo corto Manjha. Danny Boyle lo ha inserito come contenuto speciale nel Blu-ray del suo film premio Oscar The Millionaire [+leggi anche:
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intervista: Danny Boyle
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. Adesso, Tumbbad [+leggi anche:
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intervista: Rahi Anil Barve
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, diretto da Anil Barve e Anand Gandhi, apre la Settimana Internazionale della Critica di Venezia.

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Cineuropa: Il film inizia con una leggenda; questa leggenda è vera o l’ha inventata per il film?
Rahi Anil Barve:
Ho inventato la leggenda nel 2007. Ovviamente, la storia indiana, i costumi, la letteratura e il folclore sono serviti come fonte d’ispirazione per Tumbbad. Ho lavorato a questo film dal 2007 ma sono rimasto bloccato. Era difficile trovare dei finanziatori, abbiamo voluto riprovare nel 2009 quando abbiamo incontrato il produttore Sohum Shah e tutto è cambiato. La maggior parte dei produttori in India ha rifiutato il film per la tematica, per il budget e per le esigenze che avevamo. Dopo aver fatto un corto di successo, come Manjhi, qualunque sciocco giovane regista crede che riuscirà a fare un film. Invece è stata una lunga battaglia. Anche dopo l’arrivo di Sohum in squadra, ci sono voluti sei anni per completare il film.

Qual era il problema?
Prima di tutto, non c’erano altri film come questo. Se vai negli studi o in cerca di finanziatori, vogliono sapere com’è il film; Tumbbad è unico, e non è stato possibile dire “questo film sarà come quest’altro film di successo”. Inoltre, è ambientato durante il periodo coloniale inglese in India, e molti finanziatori mi dicevano di fare un film semplice e contemporaneo, non un film ambientato tra il 1930 e il 1940 in India.

Il film è diviso in tre parti, con quale obiettivo?
La prima parte riguarda Vinayak e sua madre, e parla di feudalesimo, poiché l'India degli anni '30 era feudale. La madre si preoccupa solo di possedere una moneta d'oro. La seconda parte riguarda l'imperialismo, durante il periodo della dominazione britannica, quindi Vinayak vuole di più. Lui non vuole una moneta; lui vuole molte monete. La terza parte, nel 1947, si svolge nella nuova India indipendente, mentre volge lentamente verso il capitalismo, e qui il figlio di Vinayak non vuole solo un sacco di monete; vuole rapinare la banca. Vuole tutte le monete! Quindi la storia di Vinayak rispecchia le trasformazioni che erano in atto in India.

I coproduttori del film sono svedesi, Film i Väst.
Sohum ha organizzato la coproduzione con la Svezia, e tutti i VFX – qualunque cosa abbiano fatto – sono eccezionali. È stato fatto lì.

E’ andato in Svezia?
No, lo hanno inviato. La cosa buona è che per vent’anni ho fatto delle animazioni e ho fatto molti VFX sui film internazionali. Anch'io sono un animatore 3D, e ho anche lavorato come artista visivo, quindi questo ha aiutato.

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(Tradotto dall'inglese da Elisa Flammia)

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