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TORONTO 2018 Discovery

Darko Štante • Regista

“Mi interessa molto la mentalità della società slovena”

di 

- TORONTO 2018: Cineuropa parlato con il regista sloveno Darko Štante, il cui primo lungometraggio, Consequences, ha avuto la sua prima mondiale a Toronto nella sezione Discovery

Darko Štante  • Regista

Abbiamo incontrato il regista sloveno, Darko Štante, per saperne di più del suo lungometraggio d’esordio, Consequences [+leggi anche:
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intervista: Darko Štante
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, subito dopo la sua prima mondiale nella sezione Discovery del Toronto International Film Festival.

Cineuropa: Perché ha deciso di raccontare questa storia sulla mascolinità e tutte le sue varie combinazioni, ambientandola in centro di detenzione minorile?
Darko Štante: Ho preso ispirazione da un vecchio lavoro che feci, quando ero giovane, in un centro di detenzione minorile. Per me, è stato interessante raccontare una storia di formazione in un luogo in cui la sessualità è apparentemente proibita ma comunque presente. Tale struttura funziona quasi come una prigione. Certamente queste istituzioni traboccano di mascolinità e ognuno pensa di dover dimostrare di essere il più virile possibile secondo lo stereotipo. Eppure, dietro tutto ciò, si celano sentimenti strazianti e vulnerabilità. 

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Per me, la domanda fondamentale era “Cosa accadrebbe se...?”. È stato altrettanto preoccupante scoprire il punto di vista di alcuni miei colleghi nelle istituzioni in merito a come crescere un figlio, le tematiche LGBT e ad altri argomenti delicati. Questo, con il risorgere di molta intolleranza in tutto il mondo, anche in Slovenia, è il motivo per cui ho deciso di girare un film su questo argomento.

Come è giunto alla scelta di determinati attori e come è stato lavorare con loro? Sono tutti così grandiosi e sembrano essersi fantasticamente amalgamati tra loro.
Sì, sono totalmente favolosi. È stato alquanto difficile trovare così tanti giovani attori capaci di una tale espressione artistica. La Slovenia è un piccolo Stato e non pullula di attori giovani e navigati che vogliano partecipare a un film del genere. Così mi sono concentrato sul preparare degli studenti della Ljubljana film academy (AGRFT) e successivamente ho ingaggiato anche non professionisti, unendoli a loro. Con alcuni di loro avevo già lavorato in altri progetti e sapevo avrebbero voluto partecipare a un film del genere.  Ho deciso di non assumere degli attori per ruoli specifici, così ho voluto fare loro provare tutti i ruoli principali. Volevo farmi un’idea della loro energia. Dopo aver completato questo processo, abbiamo provato ripetutamente nei successivi sei mesi. Spesso, parlavamo di situazioni personali o semplicemente uscivamo insieme.

La cosa più impegnativa per me è stato trovare il modo di esprimere la violenza in un modo così reale.  Ho dovuto lavorare accuratamente e attentamente con ognuno di loro per farli immedesimare nei personaggi. Ci sono state delle volte in cui ero sul punto di crollare. Senza contare tutte le volte che ho provato a evitare di reagire in modo esagerato ad ogni costo e spero che ci siamo riusciti!

Il film contiene numerosi riferimenti e osservazioni sulla società slovena e la mentalità nazionale. C’è qualcosa che la intriga particolarmente?
Sì. Penso che i registi e gli artisti in generale dovrebbero prendere atto delle problematiche presenti nel loro ambiente sociale. Personalmente, ritengo di dover semplicemente osservare e rifletterci su. Ho sempre avuto un certo interesse per la mentalità della società slovena. Siamo un piccolo Stato dell’Europa centrale influenzato da tutti i grandi stati vicini, anche se qualche volta temo che stia traendo solo il peggio da queste influenze.

Verso quali generi cinematografici vuole indirizzarsi in seguito? Sta lavorando a qualcosa di nuovo in questo momento?
Continuo a nutrire un interesse verso la scoperta di personalità marginali della società slovena. Ci sono ancora così tante tematiche che non sono state ben argomentate sul grande schermo. Così mi immergerò in questi temi e proverò ad approcciarmici secondo nuove prospettive. Al momento, sto lavorando a un nuovo copione in cui vorrei esplorare le cause e le conseguenze della violenza nella moderna società democratica. Sono particolarmente interessato alla violenza domestica, per questo sto puntando a grattare sotto la superfice di una famiglia apparentemente ordinaria.

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(Tradotto dall'inglese da Carlotta Cutrale)

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