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ZURIGO 2018

Thomas Vinterberg • Regista

"Questo film era molto lontano da quello che faccio normalmente"

di 

- Abbiamo incontrato il regista danese Thomas Vinterberg per parlare del suo approccio al suo nuovo film, Kursk, presentato in anteprima mondiale a Toronto e ora proiettato a Zurigo

Thomas Vinterberg  • Regista

Il nuovo film del celebrato regista danese Thomas Vinterberg, Kursk [+leggi anche:
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, è ispirato alla storia vera del K-141 Kursk, un sottomarino russo a propulsione nucleare affondato nel Mare di Barents nell'agosto del 2000 a seguito di alcune esplosioni a bordo. Proiettato come Gala Premiere allo Zurich Film Festival, il film segue 23 marinai sopravvissuti alle prime esplosioni e i tentativi delle loro famiglie di superare gli ostacoli burocratici per salvarli. Cineuropa ha parlato con il regista di Festen e Il sospetto [+leggi anche:
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dopo la prima mondiale del film al Festival internazionale del cinema di Toronto

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LIM Internal

Cineuropa: Questa è una produzione tecnicamente molto ambiziosa; si può dire che Kursk sia stato il film più difficile che ha fatto?
Thomas Vinterberg: No! Il film più difficile è quello in cui metti in scena uno script che non funziona emotivamente. È stato complicato tecnicamente, ma l'ho trovato affascinante, interessante e divertente. Quando hai 18 attori in acqua, hai bisogno di 18 stuntmen che siano in grado di salvarli, e hai bisogno di vie di fuga e di molta elettricità, energia e lampade laggiù, quindi hai bisogno di qualcuno il cui unico compito è guardare i cavi e assicurarsi che non cadano nel posto sbagliato. Inoltre, quella persona deve essere assunta dalla compagnia di assicurazione che deve approvare tutto. È un sacco di guai, ovviamente, ed è molto lontano da quello che faccio normalmente.

All'inizio ha provato a coprodurre questo film con la Russia, ma non ce l’ha fatta. Che cosa è successo?
C’è stato un momento in cui abbiamo esplorato la possibilità di coprodurre Kursk con una compagnia russa e di girarlo in Russia, ma molto presto ci siamo imbattuti nelle autorità militari, che hanno dovuto leggere la sceneggiatura e fare commenti, se così si può dire. A questo si è aggiunto un dibattito più complicato sulla sceneggiatura: non era un tentativo di renderla più veritiera, ma volevano che fosse più eroica in alcuni punti. Trovavo molto sbagliato rinunciare alla mia libertà artistica per consegnarla alla flotta russa su questa particolare storia – la cosa era troppo ironica per me – così abbiamo deciso di fare un passo indietro e di girare altrove. 

Il film ha un cast molto internazionale; come ha costruito la squadra?
Sapere che dovevamo fare un film in lingua inglese che si svolgesse in Russia era una grande sfida; è stata la sfida più grande del film, in verità, e a un certo punto mi ha fatto riconsiderare se realizzare o meno questo film. Alla fine ho deciso di prenderla come una sfida specifica, quella di renderlo il più veritiero possibile, e poi è diventata anche una questione di accenti. Ho pensato che se mescolavo accenti britannici o americani con l'accento mitteleuropeo di Matthias Schoenaerts, sarebbe stato troppo complicato, quindi mi sono orientato verso l’accento centroeuropeo, che poi tende ad essere un po’ tedesco e un po' danese, qui e là. Ho preso questa decisione per cercare di controllare questa impresa impossibile con 108 ruoli parlanti e con attori di paesi diversi.

Che cosa ha visto in questa storia, sul tempo che si esaurisce per un gruppo di uomini in attesa della morte, che le ha fatto venir voglia di raccontarla?
Il coraggio di questi uomini mi ha davvero colpito. Finiremo tutti per non avere più tempo, il che mi infastidisce molto. Mia moglie, che è un'attrice nel film, ha appena preso i voti e continuo a farle questa domanda: "Perché moriremo?". La gente non parla più della morte; si parla di giovinezza e si cerca di ottimizzare le proprie vite. Alcune generazioni fa, si parlava della morte perché le persone morivano prima e morire era parte della vita. Non è più così; è diventato qualcosa di cui abbiamo paura, ed è diventato qualcosa con cui solo la letteratura e i film hanno a che fare. Sentivo che questa era la storia definitiva sul tempo che finisce e su come ti comporti quando sei in quella situazione, e mi ha commosso, interessato, affascinato e spaventato. Questo battito di cuore – questo grido di aiuto ordinato e molto civile – mi ha davvero colpito.

(Tradotto dall'inglese)

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