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GÖTEBORG 2019

Miia Tervo • Regista di Aurora

“Da ciò che vedo, non ci sono molte persone normali in giro”

di 

- Abbiamo incontrato la finlandese Miia Tervo, regista del film d’apertura di Göteborg quest’anno, Aurora, una commedia romantica che non teme di virare nel dark

Miia Tervo  • Regista di Aurora

In lotta per dare un futuro migliore a sua figlia, l’iraniano Darian (Amir Escandari) non ha molte opzioni a disposizione: sposare una donna finlandese per ottenere asilo oppure suicidarsi. Aurora (Lake Bodom [+leggi anche:
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di Miia Tervo, il film d'apertura del Göteborg Film Festival (25 gennaio-4 febbraio), dove abbiamo incontrato la regista finlandese per saperne di più sul film. 

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Cineuropa: Quando presentò il progetto al Finnish Film Affair tempo fa, disse che alcuni aspetti del film si basavano su esperienze personali. Che cosa intendeva?
Miia Tervo:
L'ambiente degli alcolisti finlandesi è qualcosa che conosco fin troppo bene – è la malattia della mia famiglia. Fa parte della nostra cultura, ma è anche qualcosa che cambia il tuo modo di amare. L'alcolismo colpisce più di una sola persona; colpisce venti persone intorno a te. Nel cinema finlandese, c’è sempre un uomo che beve e non c'è via d'uscita; c'è solo questo abisso nero e la solitudine. Ma so che c'è di più di questo. Puoi stare meglio e puoi conviverci; hai solo bisogno di fare un lavoro extra.

Mia cugina ha incontrato un ragazzo al supermercato e si è innamorata di lui – anche lui era un rifugiato. Poi sono diventati genitori e tutta la famiglia ne parlava. Ed è stato da un altro cugino che ho sentito per la prima volta la storia di un padre che pensava di uccidersi per ottenere l’asilo per i suoi figli, poiché cominciava a non avere più scelta. Quindi il tema era già lì nel mondo, e poi è scivolato nel mio film. 

Come ha sviluppato il look unico di Aurora? Con la sua criniera bionda e le unghie lunghe, sembra una Donatella Versace di provincia.
È venuto dal personaggio. Volevo che lavorasse in un salone di bellezza, senza alcuna prospettiva reale nella vita. È povera e vuole essere ricca, e non può accettare se stessa così com'è. Si nasconde dietro questa facciata di donna. È un istinto: inizi a scrivere qualcosa e poi vedi questa persona. Quando Mimosa è arrivata per la prima volta per le prove in video, il mio direttore della fotografia ha detto: "Non la farai mai sembrare come vuoi". E io semplicemente ho risposto: "Ti farò vedere". Pensava che avessimo bisogno di una bionda naturale con gli occhi azzurri. Ma non si tratta di come lei sembri davvero – si aggiusta in questo modo perché vuole sfuggire alla vita e all'amore, ed essere qualcun altro. Un po’ come Donatella Versace.

Le commedie romantiche sono piene di regole molto specifiche, e il suo film le segue in modo abbastanza fedele: copre tutto, dal "miglior amico eccentrico" a una trama che ruota attorno al matrimonio. Ha sempre voluto farne una, anche se sono bistrattate dai critici?
Sì! Volevo farla meglio [ride]. In un primo momento, avevo l'immagine di una ragazza estroversa che si innamora, perché Aurora e Darian sono entrambi perdenti nella loro vita. Quando ho iniziato a riscriverla, ho deciso di fare una commedia romantica perché suonava così pazzesco – non è affatto il mio genere. Volevo vedere se era davvero così difficile. Negli anni '30, le commedie romantiche erano meravigliose – Accadde una note, per esempio – e ora tutto ciò che abbiamo è questa roba superficiale. Volevo prenderla e farne qualcosa di reale.

Non le importa affatto di essere politicamente corretta in questo film. Ci sono così tante battute e personaggi sempre sul punto di oltrepassare la linea, e anche il loro primo incontro termina con una battuta sullo stupro.
Più di ogni altra cosa, volevo essere onesta. E sai cosa? Siamo tutti incasinati. Quindi, perché non ci diamo tregua l'un l'altro piuttosto che costantemente cercare di capire chi è il più perdente? C'è una certa normalità in questi personaggi, di fatto, ma da ciò che vedo io, non ci sono così tante persone "normali" in giro. Volevo che fossero liberi, liberi di essere degli stronzi, liberi di essere brutti, belli, amorevoli o politicamente scorretti. Lasciarli essere. Certo, è tanto – la cosa peggiore della scrittura intuitiva è che a volte ti ritrovi in un posto dove non dovresti essere. Ma nei film, devi dare energia invece di portarla via.

(Tradotto dall'inglese)

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