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CANNES 2019

Silvia Costa • Membro del Parlamento Europeo, relatrice per il programma Europa Creativa – MEDIA

"È sul piano culturale che si deve combattere per dare un futuro al progetto politico dell’UE"

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- CANNES 2019: Il bilancio di Silvia Costa al Parlamento Europeo dopo due mandati. Lo fa al festival di Cannes, dove Cineuropa ha potuto incontrarla

Silvia Costa  • Membro del Parlamento Europeo, relatrice per il programma Europa Creativa – MEDIA

Il bilancio di Silvia Costa al Parlamento Europeo dopo due mandati. Lo fa al festival di Cannes, dove Cineuropa ha potuto incontrarla.

Cineuropa: Dopo due mandati al Parlamento Europeo, quali sono le cose su cui può dirsi fiera in termini di politica culturale?
Silvia Costa:
 Sono fiera di aver contribuito a dare l’avvio in questi anni a una nuova politica culturale, a partire dal riconoscimento del comune patrimonio culturale come risorsa di inclusione e competitività per l’Europa nel mondo. Abbiamo un piano d’azione europeo dedicato, una forte strategia per le imprese culturali, creative e audiovisive. Abbiamo lavorato con la Commissione Europe per dare vita alla prima vera strategia per la diplomazia culturale europea. Infine, il Parlamento ha proposto il raddoppio dei fondi per il programma Europa Creativa - MEDIA, di cui sono stata relatrice. Sta adesso agli Stati Membri ed al Consiglio di portare avanti questa politica ambiziosa voluta dal Parlamento.

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Il Parlamento Europeo ha da poco approvato la direttiva sul diritto d'autore. Cosa pensa di questa direttiva?
Le nuove direttive sul copyright sono state formulate per garantire un rapporto più adeguato tra creatori di contenuti, editori e grandi aggregatori digitali. L'ecosistema digitale deve rispettare diritti e doveri, tutelare le persone e proteggere i dati, dare la giusta remunerazione al lavoro creativo e artistico. Credo che con la direttiva sul copyright abbiamo imposto regole severe per le grandi piattaforme: da quelle fiscali con la web tax alla qualità dei servizi online. Ma occorre ancora realizzare un percorso pedagogico per spiegare a tutti gli attori dell'industria i benefici di questo orientamento legislativo.

A pochi giorni dalle elezioni, come giudica il paesaggio politico Europeo?
Viviamo una campagna elettorale che vede due grandi schieramenti: quelli che riconoscono il valore straordinario dell’Europa unita e chi la vuole demolire, indebolire, anche con oblique alleanze con potenze straniere. Ci sono quelli che la vogliono difendere con una posizione più esigente e coerente, perché vogliono un’Unione più solidale, con istituzioni più democratiche e partecipate, un parlamento che sia fino colegislatore, un bilancio proprio della UE per sottrarla ai ricatti e tagli dei governi.

Come vorrebbe che fosse la politica culturale Europea nella prossima legislatura?
Penso che sia soprattutto sul piano culturale che si debba combattere per dare un futuro al progetto politico dell’Unione Europea.

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