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CANNES 2019 Un Certain Regard

Karim Aïnouz • Regista di A Vida Invisível de Eurídice Gusmão

"Ho fatto il casting chiedendo alla gente di inviare video di se stessi che sbucciano patate per tre minuti"

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- CANNES 2019: Karim Aïnouz ci ha parlato del film vincitore del premio Un Certain Regard di quest'anno, la coproduzione brasiliano-tedesca A Vida Invisível de Eurídice Gusmão

Karim Aïnouz  • Regista di A Vida Invisível de Eurídice Gusmão
(© Bruno Machado)

La coproduzione brasiliano-tedesca A Vida Invisível de Eurídice Gusmão [+leggi anche:
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intervista: Karim Aïnouz
scheda film
]
ha vinto il premio Un Certain Regard al Festival di Cannes quest’anno. E’ un dramma tropicale ambientato negli anni ’50 su due sorelle che si sono perse di vista ed è adattato dal romanzo del 2015 di Martha Batalha. E’ il settimo film del regista brasiliano Karim Aïnouz. Il suo debutto, Madame Satã, fu proiettato al Certain Regard nel 2002, e altri suoi film hanno partecipato alla Quinzaine des Réalisateurs, a Venezia in Orizzonti e al Panorama della Berlinale.

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Cineuropa: Che cosa l’ha spinta a fare un film d’epoca ambientato negli anni ‘50?
Karim Aïnouz:
Nel 2015, è morta mia madre. Era una madre single, e ho capito che pochissime persone sapevano come era stata la nostra vita. Non è stata difficilissima, ma lei ha dovuto crescermi e trovare i soldi. Volevo parlare di questa generazione di donne che ora hanno ottanta o novanta anni, che sta per scomparire. Com'è stato vivere in un'epoca in cui non si poteva divorziare, la rivoluzione sessuale non c’era ancora stata e non esisteva una pillola contraccettiva? Penso che in Brasile, il periodo post-bellico fosse un periodo in cui c’erano valori conservativi molto forti riguardo alla famiglia.

Sebbene sia ambientato negli anni '50, le sue scelte musicali nel film sono spesso più moderne. Qual è stato il pensiero dietro a questo?
Il film non guarda al passato con riverenza. Non è nostalgico, ed è più che una semplice ricostruzione fedele di un mondo; si tratta anche di costruire un mondo che sia utile per la storia. Stavo lavorando con un compositore e lui usava strumenti che erano veramente vecchi. Dissi: "Ascolta, la musica elettronica è stata inventata dalle donne negli anni '50, quindi perché non possiamo avere un sintetizzatore qui?". C'è una musica molto moderna degli anni '50 che pensiamo sia degli anni '70. Si trattava anche di fare un film sul passato che fosse interessante per il pubblico meno anziano, e uno dei modi per farlo era passare per la musica.

Le scene di sesso che vediamo sullo schermo sono brutali; erano così brutali nel romanzo?
Le scene di sesso sono brutali nel libro, ma ho anche intervistato donne cresciute negli anni '50, e mi sono permesso di chiedere loro come fosse la prima volta che hanno visto un pene, o la prima volta che hanno fatto sesso o visto un uomo nudo. Certo, le risposte differivano da persona a persona, ma una specie di violenza era molto diffusa.

Come ha scelto le attrici protagoniste?
Prima di tutto, faccio un casting dove chiedo alle persone di fare un video di se stessi mentre sbucciano le patate per tre minuti. Ricordo gli screen test che fece Marilyn Monroe negli anni '50, e o ce l'hai o non ce l’hai. Penso che il 90% del nostro lavoro sia riconoscerlo. Julia Stockler era appena uscita dalla scuola di cinema e mi è stata raccomandata. Ho poi trovato Carol Duarte, che ha un solido background nel teatro.

(Tradotto dall'inglese)

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