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SARAJEVO 2019 Concorso

Radu Dragomir • Regista di Mo

"Tutto ciò che volevo era raccontare una storia credibile"

di 

- Il regista rumeno Radu Dragomir ci porta dietro le quinte di Mo, suo primo lungometraggio attualmente proiettato in concorso a Sarajevo

Radu Dragomir  • Regista di Mo

Dopo alcuni decenni di progetti televisivi vari, il regista rumeno Radu Dragomir fa il salto sul grande schermo al Sarajevo Film Festival con Mo [+leggi anche:
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intervista: Radu Dragomir
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, una storia sulla vulnerabilità, il potere e la pericolosa danza tra di loro. Ecco cosa ha da dire il regista sulla sua storia, che potrebbe ravvivare il dibattito #MeToo nel suo paese natale.

Cineuropa: Mo è stato pubblicizzato come ispirato a fatti reali. Può fornirci ulteriori dettagli?
Radu Dragomir:
La sceneggiatura è stata sviluppata a partire da una notizia vera. Un professore è stato filmato da una studentessa in una stanza mentre si toglieva i vestiti e le chiedeva favori sessuali in cambio del superamento di un esame. Il messaggio era così forte che mi ha ispirato a scrivere una storia su questo tipo di abuso. I personaggi e la storia che ho ritratto non sono correlati a ciò che accadde allora, ma ho usato una delle battute contenute nel video reale e l'ho messa nella bocca del personaggio del mio film. Era la battuta che mi ha incuriosito di più: "Non sai per cosa sei venuta qui?".

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Per un po', il titolo provvisorio del film è stato The Professor. Ha spostato il focus da un personaggio all'altro?
In verità, avevo in mente entrambe le versioni. L'ho scritto scambiando il focus tra lui e la studentessa. E ho deciso che era più prezioso raccontare la storia dal punto di vista di lei, poiché non ero affatto interessato a trovare scuse o motivazioni per lui. In ogni caso, il film non mira a trovare soluzioni in sé; piuttosto, è un invito ad analizzare questa vecchia forma di molestia che conosciamo tutti e che potrebbe continuare ad accadere in futuro. Soprattutto in un paese come la Romania, dove, secondo uno studio condotto dall'Unione europea, il 55% degli intervistati ritiene che lo stupro sia giustificabile in alcuni casi.

Răzvan Vasilescu e Dana Rogoz creano una chimica molto buona nel suo film. Ha scritto la sceneggiatura pensando a loro? Come avete lavorato insieme?
Sin dall'inizio ho scritto la sceneggiatura appositamente per loro. Conoscevo Răzvan Vasilescu dai film di Lucian Pintilie, ed ero così felice che credesse nella sceneggiatura e si fidasse di me abbastanza da accettare di recitare questa parte nel mio primo lungometraggio. Per coincidenza, Răzvan Vasilescu era professore di recitazione di Dana Rogoz all'UNATC [Università Nazionale di Teatro e Cinema di Bucarest], ma questo era solo un valore aggiunto. La loro relazione si è sviluppata gradualmente durante le prove, e quando abbiamo iniziato la produzione, conoscevano perfettamente le intenzioni dei loro personaggi. Le cose sono andate meravigliosamente, considerato che avevamo solo 13 giorni di riprese, dato che il budget era piuttosto ridotto.

Si potrebbe dire che il movimento #MeToo non abbia veramente avuto eco o preso piede in Romania. Pensa che Mo possa innescare, o almeno aiutare a innescare, un dibattito?
Abbiamo girato il film prima di #MeToo, e non era nostra intenzione dimostrare alcunché o parlare di un #MeToo locale. Solo dopo che il film è stato realizzato ci siamo resi conto che sarebbe stato associato al movimento e siamo stati contenti perché può davvero essere un'opportunità per discutere della questione. Come ha giustamente sottolineato, il movimento non si è effettivamente diffuso in Romania. È stato per lo più dibattuto nella nostra bolla, rapidamente ridotto a battute su attrici e registi, come se #MeToo fosse legato solo all'industria cinematografica. Onestamente, mi piacerebbe che il film suscitasse un dibattito, ma non oso sperare troppo. Dana Rogoz ha in programma una serie di incontri nelle università questo autunno per parlare apertamente di molestie sessuali in questo specifico ambiente. Può aiutare gli studenti.

Quando esce un film come Mo, si è soliti pensare che il cinema rumeno torni spesso su alcuni temi preferiti. Cosa si può fare per affrontare una gamma più ampia di argomenti?
Rispetto il cinema rumeno – i riferimenti in Mo ne sono la prova, ma il mio obiettivo non è mai stato quello di rendere il mio film parte di una certa corrente scegliendo un argomento particolare. Inoltre, non ho mai pianificato di andare sistematicamente contro corrente. Tutto quello che volevo era raccontare una storia credibile. Per quanto riguarda la diversità degli argomenti, penso che, almeno negli ultimi anni, il nostro cinema non abbia mancato di coraggio.

(Tradotto dall'inglese)

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