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VENEZIA 2019 Concorso

Robert Guédiguian • Regista di Gloria Mundi

"Non giudico i miei personaggi; giudico la società che li produce"

di 

- VENEZIA 2019: Due anni dopo La casa sul mare, Cineuropa ritrova il regista francese Robert Guédiguian a Venezia per parlare di Gloria Mundi

Robert Guédiguian  • Regista di Gloria Mundi
(© La Biennale di Venezia/ASAC)

Supportato ancora una volta dai suoi attori preferiti, tra cui la moglie Ariane Ascaride, che è stata premiata con la Coppa Volpi come miglior attrice alla Mostra del cinema di Venezia, in Gloria Mundi [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Robert Guédiguian
scheda film
]
, Robert Guédiguian offre uno sguardo più torvo del solito sui legami familiari, messi alla prova da costanti lotte finanziarie e dall'improvviso ritorno di un ex detenuto in famiglia. In qualche punto, fa anche cenno agli attuali disordini politici.

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Cineuropa: Perché ha deciso di parlare di una famiglia alle prese con problemi finanziari? Durante tutto il film, parlano di soldi, si preoccupano per i soldi, ce li hanno sempre in testa.
Robert Guédiguian:
Credo che lo stile di vita precario stia diventando sempre più diffuso, almeno in Francia, dove vivo. Le persone si preoccupano costantemente del proprio lavoro, e non vanno più a votare. La periferia e i sobborghi stanno diventando sempre più distanti. Queste persone sono completamente tagliate fuori, e la loro preoccupazione principale è come far quadrare i conti. A volte sembra una guerra, con tutti contro tutti. Non c'è più solidarietà, non c'è fratellanza, e anche i legami familiari soffrono perché le persone tendono a competere così tanto, proprio come nel film. Il capitalismo globale ci rende tutti egoisti e narcisisti.

In Gloria Mundi, Gérard Meylan interpreta un ex detenuto che trova un sorprendente rifugio nella poesia. Da dove vengono tutti questi haiku?
Semplicemente li amo. Condensano, in pochissime parole, tutti i sentimenti che potresti provare. Ho pensato che fosse appropriato per un uomo autodidatta, che nel corso degli anni ha letto alcuni libri nella sua cella, trovare questa forma di espressione. È molto più probabile che accada questo che non scrivere improvvisamente un romanzo di 400 pagine. Ha questo piccolo taccuino che si porta in giro, e scrive solo due o tre frasi.

Il titolo è un riferimento al cristianesimo [con sic transit gloria mundi pronunciato durante l'incoronazione di un nuovo papa], e questo è qualcosa che può essere trovato in molti dei suoi film, in realtà. Perché? Non mi sembra che lei sia un credente.
No, non credo in Dio. Sono un ateo e un libero pensatore. Ma ho questa idea di trascendenza radicata nella mia mente. Sono consapevole delle persone che c’erano prima, e ho un'idea di ciò che è sacro, quali sono i miti e le leggende, e quanto possono essere importanti nella nostra vita. La mia storia si svolge in un tempo contemporaneo e vediamo persone che lottano per sopravvivere. Ma c'è sempre un personaggio che accenna a questa santità o spirito sacro dell'esperienza umana. Credo che tutti gli esseri umani abbiano questa connessione con il mistero e la sacralità, quindi è presente anche nei miei film. Come la musica classica, che dà un valore universale alle storie.

Una donna che dice a un'altra di rimuovere il suo hijab, un autista Uber picchiato dai tassisti: quelli che tratta qui sono tutti argomenti molto attuali. Ma è abbastanza evidente che i "gilet gialli" non hanno ottenuto il tipo di supporto che ci si poteva aspettare nel 1968, quando tutti erano in strada con gli operai. Che cosa è cambiato?
Questi sono alcuni elementi che sono molto presenti nella nostra società, almeno nel mio paese. Uber è collegato all'idea di essere un lavoratore autonomo e indipendente, ad esempio, che è una caratteristica del nostro tempo, si potrebbe dire. All'epoca, nel 1968, avevano il sostegno del partito di sinistra, del partito comunista e dei sindacati. C'era unità all'interno di tutte queste diverse correnti, che riuscirono a trovare un posto dove tutti potessero incontrarsi. Oggi questo posto non esiste più. Questo è il motivo per cui non c'è stato supporto.

È giusto dire che questa volta lei sembra essere un po' meno ottimista?
Eravamo pienamente consapevoli che dovevamo amare questi personaggi, anche se non fanno cose molto belle. Ieri sera guardavo il film e mi sono reso conto che alcune delle cose dette qui sono terribili, ma non le intendono veramente. Era importante capirne i motivi e le ragioni. Perché si comportano in questo modo? E anche se non li avessimo resi esattamente simpatici, almeno volevamo lasciare che il pubblico simpatizzasse con loro. Non volevamo giudicarli. Ciò che giudichiamo è la società che produce individui come loro. Non è colpa loro.

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(Tradotto dall'inglese)

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