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ZURIGO 2019

Richard Phelan e Will Becher • Registi di Shaun, vita da pecora - Farmageddon

"Abbiamo trasformato il monolito di 2001: Odissea nello spazio in un toast bruciato"

di 

- Cineuropa ha incontrato Richard Phelan e Will Becher, le menti dietro Shaun, vita da pecora - Farmageddon, accompagnati a Zurigo dal loro cast in forma di figurina

Richard Phelan e Will Becher  • Registi di Shaun, vita da pecora - Farmageddon

In Shaun, vita da pecora: Farmageddon [+leggi anche:
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, il sequel di Shaun, vita da pecora [+leggi anche:
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, proiettato al Festival del cinema di Zurigo nella sezione ZFF for Kids, è il momento di incontri ravvicinati del peloso tipo, con Shaun e il suo gregge ai quali si aggrega all’improvviso un alieno chiamato Lu-La. Come previsto, esplode il caos, ma questa volta condito con riferimenti ai classici sci-fi, da 2001: Odissea nello spazio a La fuga di Logan.

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Cineuropa: Ci sono così tanti riferimenti ai classici sci-fi nel film. Come avete deciso quali parodiare?
Richard Phelan:
Tutti nello studio sono dei grandi fan dello sci-fi. Io e Will siamo cresciuti intorno agli anni in cui i film di Steven Spielberg erano semplicemente monumentali, ma ci sono anche riferimenti a H.G. Wells e Doctor Who. È sempre la stessa cosa: dov’è la commedia? Deve essere divertente per noi per poterla inserire nel film. E così ora, il Monolite di 2001: Odissea nello spazio è un pezzo di toast bruciato. Cerchiamo di spingerlo verso la sfera dell’assurdo.

L’idea di creare questi personaggi per lo più muti, ad eccezione di alcuni suoni, è stata una decisione principalmente pratica?
Will Becher: In Wallace e Gromit [+leggi anche:
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, Shaun apparve come una pecora, facendo il verso della pecora. Quando Richard Starzak prese questo personaggio e lo sviluppò per uno show televisivo, fu in parte dovuto a una questione economica. È veramente complicato e richiede molto tempo creare molteplici forme della bocca. Ma, in più, aveva questo grande amore per la farsa e la commedia muta e vide del potenziale lasciandolo senza parole.

Qui ognuno, non importa quanto breve sia la sua apparizione sullo schermo, ha le sue caratteristiche. Come l’uomo che scopre la navicella spaziale, sgranocchiando sempre delle patatine.
W.B.: Scatena l’intera UFO mania! Abbiamo colto più occasioni per farlo tornare, ogni volta con le sue patatine, perché ci diverte, credo. Lavoriamo con un team così grande e tutti hanno bisogno di sapere cosa rappresentano questi personaggi e chi sono. Siamo molto rigorosi su questo.

R.P.: Dopo che un personaggio compare e “recita la sua scena”, abbiamo potuto permettergli spesso di crescere organicamente all’interno della storia. Prendi la vecchia donna con una pila di torte sulla testa, per esempio: ha questa scena, ma è proprio esilarante. Riguardo le pecore, nel primo film abbiamo scritto le biografie di tutte. Le persone sul set e nello studio possono identificarle e dire: “Quella battuta sarebbe perfetta per Nuts, o per la madre di Timmy”.

Le persone sembrano sempre sprovvedute in queste storie. Sono gli animali a mandare avanti lo show.
W.B.: È questa la brillante dinamica di Shaun e il modo in cui Richard l’ha sviluppata originalmente: è una famiglia. Shaun e il resto del gregge sono come fratelli e il contadino è come un padre che non ha idea di cosa stia succedendo.  Non riesce a tenere il passo.

È divertente come il film coincida con l’iniziativa “Raid Area 51”. Quando avete deciso che questo personaggio ultraterreno avrebbe potuto essere una bella aggiunta all’universo di Shaun?
W.B.:
 Fu sviluppato subito dopo il primo e, una volta provato che avremmo potuto creare i film di Shaun, vita da pecora, le idee hanno cominciato a prendere il volo. Tutti amano lo sci-fi di Aardman e non ne avevamo ancora creato uno prima d’allora. Ci sono tutti questi film, come Signs, che hanno sempre luogo nel mezzo di qualche campo di mais o altro.

R.P.: Per qualche ragione, i visitatori intergalattici scelgono sempre le città più oscure e noiose da visitare. Shaun ha un design così iconico, sapevamo di dover far sembrare Lu-La come se vivesse nel suo universo. Il suo corpo assomiglia a un missile pronto a decollare, e, dopo aver trovato quella forma, abbiamo iniziato a chiederci quanto vibranti potessero essere la sua personalità e i suoi colori. Quando Shaun la vede, dice: “Voglio uscire con lei!”. Lei è più caotica di quanto lui potrebbe mai essere.

L’umorismo è comprensibile per i bambini, senza risultare esagerato. Questi personaggi reagiscono molto naturalmente a ciò che succede.
R.P.: Questo è ciò che vogliamo: ci raccontiamo storie l’un l’altro e osserviamo le nostre reazioni. Devi credere che stia veramente accadendo a loro. La gente parla molto dell’“umorismo britannico”, ma credo sia universale. Le persone rivedono elementi di loro stesse in questi personaggi ed è per questo che ridono: ridono di se stessi.

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(Tradotto dall'inglese da Miriam Ferraglioni)

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