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Nunzia De Stefano • Regista di Nevia

“Non è stato semplice rappresentare se stessi”

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- La regista napoletana Nunzia De Stefano racconta a Cineuropa il suo film dai risvolti autobiografici, Nevia

Nunzia De Stefano • Regista di Nevia

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è l’opera prima di Nunzia De Stefano, che ha collaborato a molti film di Matteo Garrone, che ora è in veste di produttore del film. Il film racconta di Nevia, una ragazza di 17 anni costretta a vivere nel campo container di Ponticelli, alla periferia di Napoli.

Cineuropa: Nella motivazione del premio Lizzani assegnato al film a Venezia, si legge “Nevia è un film di donne, scritto, diretto e interpretato da donne”. E’ difficile raccontare le donne al cinema?
Nunzia De Stefano: Almodovar sa farlo. Lui è quello che mi viene in mente per primo. Nessuno meglio di lui ha saputo raccontare il mondo femminile. Anche un uomo può farlo, anche se pochi registi riescono ad entrare nella testa delle donne. Lui ci riesce perfettamente.

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Il film forse si guarda diversamente sapendo che tu hai vissuto dieci anni in un container dopo il terremoto a Napoli del 1980.
Ho vissuto in un container per dieci anni. A distanza di quaranta anni quella realtà purtroppo esiste ancora. Il luogo dove ho girato, a Ponticelli, non è stato “scenografato”, quello che si vede è tutto vero. Si chiamano bi-piani, sono due container uno sull’altro, collegati tra di loro. La gente vive ancora una realtà molto disagiata, in attesa di case popolari che non arrivano mai. Spero che il film possa aiutarli, io sono molto legata a quel luogo, ai suoi abitanti. Con la giovane protagonista Virginia Apicella abbiamo conosciuto le persone che vivono lì, hanno un’umanità e una dignità che veramente ti sorprendono.

E’ più facile scrivere un film attraverso i ricordi personali?
No, non è stato semplice rappresentare se stessi, la propria infanzia, sono emersi ricordi che normalmente rimuoviamo. E’ una sorta di autoanalisi, soffri tantissimo. Sul set, dopo alcune riprese crollavo, piangevo. E’ stato emotivamente un’esperienza molto forte. Ho fatto questo film con il cuore, volevo raccontare questa storia, buttare fuori tutto.

Si stanno girando molti film a Napoli ultimamente.
La mia città è una lampada d’Aladino, che contiene di tutto, ma spesso non viene raccontata nel profondo…

Il degrado in certi casi diventa oleografico.
Si sono viste parecchie periferie che facevano da sfondo, ma rispetto comunque tutti gli autori che lavorano a Napoli, va bene coglierne qualsiasi aspetto. Io ho voluto raccontare una Napoli molto diversa, ma con rispetto, senza giudicare quei luoghi e senza mettere in evidenza il disagio assoluto: durante i sopralluoghi prima di girare il film, ho visto container senza interruttori per accendere la luce, con pochissima acqua per lavarsi.

Una situazione universale, potrebbe essere una favela brasiliana.
Certo, è un dei tanti luoghi del mondo di cui si ignora l’esistenza. Virginia, pur essendo napoletana e vivendo nei quartieri Spagnoli, non sapeva di quel luogo.

Il film ha un altro livello, oltre quello sociale. Quello più intimo, di questa ragazza che è cresciuta senza mai essere stata bambina. E’ integra, non vuole essere parte di quel degrado e vuole andare via. E vede in un circo la possibilità di una vita diversa.
Nel film il circo è un passaggio, che dà speranza alla protagonista. Lei ama molto gli animali, dorme con un maialino e un’iguana, ha un rapporto con la natura e trova nel mondo circense una sua dimensione. Anche se la mettono a spalare il letame, lei è felicissima. Inoltre trova una vera unione familiare, che non ha mai avuto e che l’affascina tantissimo. Sente una realtà che non ha mai vissuto, l’onestà, la fatica del lavoro, essere uniti.

Come hai scelto Virginia per il ruolo di Nevia?
Ho incontrato 300 ragazzine ma non ritrovavo la mia idea di protagonista perché ero molto legata alla mia immagine di allora. Poi magicamente è accaduto, e si è creata subito una sinergia tra lei e me.

Il film non ha ancora una distribuzione.
Per l’Italia potrebbe già esserci, se ne sta occupando il produttore (n.d.r.: Matteo Garrone).

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