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Jessica Woodworth • Regista di The Barefoot Emperor

"La risata è potere"

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- Abbiamo parlato con Jessica Woodworth, co-regista del film d'apertura di Varsavia quest'anno, The Barefoot Emperor, dell'Europa che si inacidisce e impara a riderne

Jessica Woodworth  • Regista di The Barefoot Emperor
(© Jean-Luce Huré)

Scelto come film d’apertura del 35° Festival di Varsavia di quest'anno, The Barefoot Emperor [+leggi anche:
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vede la coppia di registi Jessica Woodworth e Peter Brosens continuare la storia che avevano esplorato nel loro titolo del 2016 Un re allo sbando [+leggi anche:
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. Qui, alzano significativamente la posta in gioco, dato che il loro sfortunato reale (Peter Van Den Begin) ora deve guidare l'Europa, o meglio, Nova Europa.

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Cineuropa: La notizia di un seguito di Un re allo sbando è stata sorprendente. I sequel sono un punto fermo di Hollywood, non del cinema d'autore. È qualcosa a cui avevate sempre pensato?
Jessica Woodworth:
L'idea di fare un sequel d'autore è ridicola, in realtà. Questi film dovrebbero essere singoli. Ma a causa di una serie di circostanze, siamo finiti in Croazia sull'isola di Tito [Veliki Brijun], ed era così particolare. Ci sono tutti questi animali che corrono e vecchi edifici che cadono a pezzi. Tutto sembra sbilanciato e fuori posto. Anche allora abbiamo sentito che l'Europa stava cambiando rapidamente e che Un re allo sbando era un affare incompiuto. In quel film [in cui Nicolas III scopre che il suo paese è crollato mentre era fuori in visita di Stato], dovevamo rispettare il codice secondo cui doveva essere un mockumentary realizzato dal regista britannico Duncan Lloyd. Questa volta, l'abbiamo lasciato a Sarajevo e abbiamo costruito una storia diversa. Non volevamo un road movie – volevamo un film di viaggio, ma senza strada [ride]. Sono bloccati su quell'isola. Tito è riuscito a placare molti tipi di persone lì. Era un'altra era della diplomazia, e forse potremmo trarne beneficio facendo un passo indietro.

E mettere tutti i politici su un'isola che non possono lasciare finché non raggiungono un qualche tipo di accordo?
Come la nostra troupe cinematografica! È stato un modo molto efficace per tenere tutti concentrati. Volevamo esplorare questa sensazione dell'Europa che diventa aspra, ma è un po’ più vicina alla realtà di quanto avremmo mai potuto immaginare. L'intenzione era di prendere in giro questo modo molto blasé in cui i nostri leader usano la parola "libertà". L'inno di Nova Europa menziona "amiamo la nostra libertà" ed è estremamente cattivo, volutamente. Ma quando leggi i testi di altri inni europei, sono così obsoleti e spesso parlano di un feroce nazionalismo. Sono belgo-americana e vedo quanto velocemente un paese possa cambiare. Il concetto di "Nova Europa", l'idea di espellere gli individui "indesiderabili" e di trattarli addirittura come spazzatura, non è così inverosimile. Se ci manca l'unità, saremo sempre più fragili. Fare satira politica è un modo per combattere la mentalità chiusa.

L'idea di lavorare in coppia alla regia è ancora molto insolita, a meno che non si tratti di fratelli – e ci si chiede che fine abbiano fatto tutte le sorelle…
Sono sempre i fratelli! Con Peter non realizziamo film per fare soldi o diventare famosi. Adoriamo così tanto il processo in sé. Il cinema è così importante che sarebbe irresponsabile lasciare che il tuo ego si frapponga. Inoltre, avere un senso dell'umorismo simile aiuta molto. Ci dividiamo alcuni compiti, ma poi giriamo anche in situazioni molto compatte. È come un grande campo disordinato. Le persone pensano che sia più difficile per le coppie, poiché non puoi separare il lavoro dalla tua vita personale. Ma i cineasti non hanno una vita personale! Un motivo in più per cui lavoriamo bene insieme è che condividiamo lo stesso gusto musicale. E la musica è un modo migliore di comunicare rispetto alle parole.

Pensa che ora Nicolas diventerà il Maestro dell'Universo? Sembra un’evoluzione naturale.
Penso che diventerà papa. O un dio! Ma ad essere pratici, dovremmo probabilmente riportarlo in Belgio. Ci sono tonnellate di idee nell’aria, ma solo perché ce ne sono due, non significa che ce ne sarà un terzo. Con ogni film che abbiamo realizzato, la decisione è arrivata in un momento preciso – come quando siamo andati sull'isola di Tito. Ora, dobbiamo vedere come l'Europa si evolverà, perché un film deve emergere da un senso di necessità. Tutti questi muri stanno sorgendo, c'è una crisi migratoria e il modo migliore per guardarlo è attraverso la commedia, ovviamente. Le risate ti permettono di pensare diversamente: la risata è potere. Quando le persone osano ridere, è lì che sono più forti.

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(Tradotto dall'inglese)

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