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Maria Veijalainen • Regista di Diva of Finland

"Questo non è solo un film per ragazze"

di 

- Cineuropa ha parlato con la regista finlandese Maria Veijalainen del suo film d'esordio Diva of Finland, attualmente programmato nei cinema del suo paese

Maria Veijalainen • Regista di Diva of Finland

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intervista: Maria Veijalainen
scheda film
]
, prodotto da Silva Mysterium e distribuito a livello locale da SF Film, Maria Veijalainen osserva più attentamente l’adolescente Henna (Suvi-Tuuli Teerikoski), che diventa – letteralmente – accecata dall’invidia quando Silja (Linda Manelius), una nuova ragazza nella sua piccola città, inizia a catturare tutta l’attenzione che Henna brama per sé. Nel frattempo, la prospettiva di entrare nel talent show intitolato “Diva of Finland” incombe sull’orizzonte innevato…

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Cineuropa: Lei è cresciuta in un luogo simile a quello che mostra nel film. È per questo che ha deciso di girare Diva of Finland in una piccola città?
Maria Veijalainen: Non volevo che andasse così, ma sono metà careliana e metà nord-finlandese e le esperienze che mostro sono molto radicate in ciò che ho attraversato quando ero adolescente. Non vedo il punto nel fare un film se so che non sarò onesta. È generale, ma anche molto specifico all’area in cui sono cresciuta. Si parla molto di talento, il sentiremo-parlare-di-lei-presto, e allo stesso tempo, si minano e si abbattono i bambini. Gli attori adulti di quella zona l’hanno confermato.  “Era proprio così quando ero giovane e volevo diventare un’attrice o una cantante!”.

Sembra che non sia cambiato molto quindi. Tutte queste combriccole già esistevano – e ora sono supportate dall’invenzione dei social media.
Perché non dovrebbero esistere ora? Le nostre insicurezze rimangono esattamente le stesse. Tutti sentiamo questa pressione nel “combinare qualcosa nella vita”, tutta questa competizione. Non solo bambini, ma anche adulti. È piuttosto evidente nella nostra società. Non ho visto tanto cambiamento dagli anni ’90, sfortunatamente, anche se forse gli adolescenti odierni sono più aperti. Almeno, cercano di affrontare i loro problemi perché c’è una continua discussione riguardo tutte queste questioni. E chissà, forse i miei giovani attori erano più aperti di quanto avrei potuto essere io al loro posto.

Le ragazze che mostra sono tutte piuttosto diverse – voleva creare i suoi archetipi? Le sue api regine e le aspiranti qualcosa, per prendere in prestito il titolo del libro che si è trasformato in Mean Girls?
Sono state scelte per calzare i loro ruoli, ma anche il trucco e i costumi hanno aiutato molto. Non potrò mai elogiare abbastanza la costumista. Venla Korvenmaa è riuscita ad entrare istintivamente nella mente di un’adolescente di una piccola città e connettersi con lei, per capire cosa mettono sulla propria pelle e come scelgono di presentarsi. Potrebbe sembrare facile, ma è stato davvero ben ragionato. Henna era il dubbio più grande per me, mentre stavo scrivendo. Sapevo veramente i suoi problemi e il suo dolore ma, prima di vedere Suvi-Tuuli, non avrei potuto immaginarla davvero. Quando vidi il video della sua audizione, non era per niente ciò che avevo immaginato, almeno fisicamente, ma nessuna più di lei incarnava quella lacuna di Henna. Le diede vita. Riscrissi il testo più avanti, pensando a lei. Questo film segue Henna in modo molto vicino; è tutto dentro la sua mente e il suo cuore. Lì c’è qualcosa di oscuro, ma lei ne evade.

Ci piace pensare che le donne di oggi sappiano andare oltre al competere l’una con l’altra. C’è qualcosa che ha notato mentre lavorava con il suo giovane cast?
Credo sia ancora un tabù. Alle donne e alle ragazze viene detto di supportarsi tra loro, con invidia ritenuta come qualcosa di incredibilmente doloroso e vergognoso. Qualcun’altra è sempre più apprezzata, riceve più attenzioni, è più carina. Ma siamo spaventate da questa sensazione e la maggior parte non lo ammetterà mai – men che meno a loro stesse. Perché come giustificare l’invidia senza ammettere che ti senti di essere inferiore rispetto a qualcun’altra?

Provo compassione per l’adolescente insicura che ero e provo compassione per gli adolescenti di oggi. Ho voluto fare un film che avrei voluto vedere a quell’età e parlare di alcuni problemi più grandi: invidia, paura di ciò che troviamo bello e quest’attitudine di provincia che non è solo confinata nelle piccole città. Ho ricevuto alcuni riscontri carini anche da giovani ragazzi e questo film non è solo per ragazze: è per tutti coloro che vogliono vedere come può operare la mente di una ragazza. A volte, è un mistero anche per me.

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(Tradotto dall'inglese)

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