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NORVEGIA

Johanne Helgeland • Regista di The Crossing

"Parlare ai bambini di argomenti importanti e questioni difficili è utile"

di 

- Cineuropa ha incontrato la norvegese Johanne Langeland il cui primo lungometraggio The Crossing, che si svolge durante l'occupazione tedesca della Norvegia nel 1942, è ricco di azione e amicizia

Johanne Helgeland • Regista di The Crossing

Per la prima volta in Norvegia, esce in questo inizio d'anno un film di guerra destinato ai giovani i cui personaggi principali sono dei bambini. The Crossing [+leggi anche:
trailer
intervista: Johanne Helgeland
scheda film
]
, prodotto da Cornelia Boysen per la società Maipo Film e distribuito da Nordisk Film Distribusjon, è realizzato dalla regista norvegese Johanne Helgeland. La trama di questo film si svolge nel 1942 durante l'occupazione tedesca in Norvegia.

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Cineuropa: Insegnante di formazione, ha anche fatto dei solidi studi di cinema.
Johanne Helgeland:
Sì. Da allora ho realizzato cortometraggi, videoclip, film pubblicitari... Lavorare su progetti a breve termine mi dà energia.

E ora il suo primo lungometraggio, The Crossing.
È sulla sceneggiatura iniziale di Maja Lunde che abbiamo lavorato e non sul romanzo che ne ha tratto nel 2012... sceneggiatura sviluppata da Espen Torkildsen. Volevo fare un film classico con un tono grave sul coraggio e l’amicizia. E’ un thriller che prende sul serio i bambini e che si può vedere in famiglia. The Crossing assume l'aspetto di un viaggio avventuroso con accenti magici, con la narratrice Gerda (Anna Sofie Skarholt), di dieci anni. È impulsiva e vive come un’intrepida moschettiera. Suo fratello Otto (Bo Lindquist-Eriksen), di natura inquieta, avverte la gravità della situazione. Ma è in dubbio, soprattutto perché si sente attratto dall'universo in cui si muove il suo amico, il cui padre è compiacente con l'occupante. Dov'è il bene, dov'è il male? Un giorno, essendo stati arrestati i genitori, scoprono nella loro cantina Daniel (Samson Steine) e sua sorella Sarah (Bianca Ghilardi-Hellsten), bambini ebrei che aiuteranno a fuggire. Direzione: Svezia.

Il bene, il male...
Bisognava essere precisi e chiari sulla questione, ma abbiamo cercato di sfumare, di mostrare diverse sfaccettature dei personaggi, diversi aspetti della realtà. Ad esempio, il giovane soldato tedesco che interpreta Luke Neite è riluttante a obbedire agli ordini. Volevo anche creare, suggerire, attorno ai bambini un universo familiare. Atmosfera morbida e dorata all'inizio. Poi la tavolozza dei colori cambia, l'insicurezza e il dubbio si insinuano, e il mondo diventa duro e freddo. Ma la luce mantiene il suo posto, e la luce sono i bambini.

Voleva risparmiare il pubblico?
Un film con un realismo più crudo sarebbe stato troppo duro. Ma non volevo neanche edulcorare. Abbiamo dovuto trovare un equilibrio

Trovare i giovani attori è stato difficile?
Avevamo bisogno di bambini naturali, credibili, in grado di assumere ruoli abbastanza pesanti. Scelta, tuttavia, piuttosto facile dopo alcuni provini. Nessuno dei bambini aveva esperienza di teatro o di cinema, quindi ci siamo presi tutto il tempo per le prove per creare fiducia. Molto presto hanno avuto la sceneggiatura in mano per capire meglio la storia, per assimilare i loro personaggi

I giovani attori corrono molto per le esigenze di sceneggiatura.
Spesso in mezzo alla foresta e su un terreno scivoloso... Mi hanno colpito per il loro coraggio, la loro determinazione. Portano il film sulle loro spalle. Per seguirli meglio in azione, il direttore della fotografia John-Erling Holmenes Fredriksen ha scelto di usare un "gimbal", una videocamera montata su un cardanico, piuttosto che su un carrello. Metodo più flessibile, per essere più vicini agli attori. Durante il montaggio abbiamo avuto un problema di raccordo, di continuità, dovuto al meteo, alla neve capricciosa. Fortunatamente, siamo riusciti a ottenere qualche giorno in più di riprese e a rielaborare un po' la sceneggiatura: alcune scene sono forse meno spettacolari, ma la storia, secondo me, diventa più vera, più autentica. E il compositore Stein Berge Svendsen ha saputo, grazie alla sua musica, conciliare la dimensione epica della storia con la sensibilità dei personaggi

I film che l’hanno segnata?
Molto giovane vidi Little Ida (1981) di Laila Mikkelsen, un film drammatico, più per adulti, che parla di guerra e di pregiudizi. Come molti bambini, mi piacevano già i film seri che danno spazio a grandi sentimenti, come E.T. o L’impero del sole di Steven Spielberg. Parlare ai bambini di temi importanti, di questioni difficili, è utile. Non vanno sottovalutati.

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(Tradotto dal francese)

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