email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

KARLOVY VARY 2020 KVIFF Eastern Promises

Yuri Ancarani e Marco Alessi • Regista e produttore di Atlantide

"Non puoi scrivere un film e poi attendere il finanziamento"

di 

- Abbiamo parlato con Yuri Ancarani e Marco Alessi, regista e produttore del progetto incentrato su Venezia Atlantide, vincitore dell'Eurimages Lab Project Award all'Eastern Promises del KVIFF

Yuri Ancarani e Marco Alessi  • Regista e produttore di Atlantide
Yuri Ancarani (a sinistra) e Marco Alessi durante la loro presentazione

Prima che gli Eastern Promises Industry Days di Karlovy Vary chiudessero la loro edizione online, i giurati Els Hendrix, di Eurimages, Mark Peranson e Adina Pintilie hanno assegnato il premio Eurimages Lab Project Award da €50.000 ad Atlantide, diretto da Yuri Ancarani e prodotto da Marco Alessi. "Usando la metafora di Atlantide, lo sguardo singolare del regista sincronizza brillantemente la prospettiva degli adolescenti con la triste prospettiva di una città in via di estinzione", ha affermato. "Tuttavia, come arche di Noè contemporanee, le barche a motore corrono attraverso la laguna veneziana, spinte dall'energia della giovinezza, in una visione vitale di un possibile futuro".

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Cineuropa: I giurati hanno fatto riferimento alla sua visione di un "mondo morente". È così che lo vede anche con Venezia, che sappiamo essere minacciata di sparire un giorno?
Yuri Ancarani:
Venezia è la città eterna ed è un simbolo importante – mostra molto chiaramente tutte le contraddizioni di questo nuovo mondo occidentale. Questo è un problema che ho già analizzato nel mio precedente film The Challenge [+leggi anche:
recensione
trailer
scheda film
]
, con le vite private degli sceicchi tra Lamborghini e tradizioni. Era un film sul mondo degli adulti e durante le numerose proiezioni ho visto il cosiddetto "pubblico adulto" guardarsi, come in uno specchio, e ridere. Evidentemente, il segnale non era abbastanza forte. Ora siamo a Venezia, la città che tutti crediamo di conoscere, ma il punto di vista è diverso. Viene dai giovani, quindi il "danno" è ancora più evidente.

È sempre interessante sentire come i cineasti intendono il concetto di "documentario creativo", così come è stato descritto il suo film al KVIFF. Quali tipi di libertà all'interno del formato ha in mente?
Y.A.:
Questo è un esperimento. La tecnologia ci ha portato telecamere 8K che pesano solo due chili; sono piccole e in grado di girare senza luci. Abbiamo girato molte notti solo con la luna piena, e questo ci ha permesso di lavorare a un ritmo diverso, di scrivere il film mentre lo giravamo, in tempo reale. Abbiamo raccolto veri dialoghi dagli adolescenti veneziani e usato le loro stesse parole per scrivere il film. Penso che oggi scrivere e girare successivamente sia una tecnica obsoleta, in quanto crea film vecchi prima ancora che vengano rilasciati.

Marco Alessi: Per me, il "documentario creativo" è come una scatola vuota. Ti dà un tipo di libertà completamente nuovo, in cui puoi usare tutte le sfumature della realtà – inclusa la finzione – per esplorare il mondo in cui viviamo. La maggior parte dei film che abbiamo prodotto finora con la mia compagnia, Dugong Films, sono ispirati da una semplice regola: lasciati sorprendere da ciò che stai facendo. E, almeno nella mia esperienza, è vero che un "documentario creativo" ti dà più possibilità di essere veramente sorpreso. Devo ammettere che Yuri mi ha mostrato che tutto è possibile, anche se ho ancora dei dubbi. E sì, girare solo con la luce della luna piena... E’ imbattibile!

Avete ammesso che è stato solo durante le riprese che avete scoperto quanto sia reale il pericolo che la città sta affrontando, così avete cambiato il nome del film. Ma perché la decisione di avere protagonisti così giovani? Perché possono davvero assistere alla fine?
M.A.:
Atlantide [la leggendaria isola che si dice sia caduta dalle grazie degli dei e che sia affondata nell'oceano, menzionata per la prima volta da Platone], come tutti i miti famosi, ci mette in guardia sul nostro futuro. Ispira la resilienza e la resistenza, che sono forze positive che si scatenano quando i giovani sentono arrivare "la fine".

Y.A.: Come ho detto prima, non è colpa dei giovani, ma dei loro cattivi insegnanti, gli adulti. Allo stesso modo degli sceicchi, copiando lo stile di vita degli occidentali, gli adolescenti iniziano a sperimentare lo "stile di vita degli adulti", inclusi denaro, sesso e potere.

Le riprese sono iniziate quest'anno, un anno incredibilmente complicato per il mondo e per Venezia, come sottolineato da Yuri durante la presentazione. Quali sono state le vostre più grandi sfide, e ora, per cosa avete intenzione di utilizzare questo premio?
Y.A.:
Vogliamo dimostrare che non puoi scrivere un film e poi attendere il finanziamento. E’ chiaro che quando hai un lungo processo di scrittura, il film

rischia di invecchiare quando è finalmente finito. Siamo saturi di storie o racconti “sceneggiati” – la Scuola internazionale di cinema e televisione di Cuba lo insegna bene. Per dimostrare questa teoria, abbiamo seguito la città più bella del mondo, poiché si ritrova in un momento di cambiamento epocale. Cosa potevamo scrivere prima?

M.A.: Dobbiamo ancora completare l'ultima parte delle riprese, l'ultima fase di post-produzione e l'ultima parte del processo di scrittura. Come afferma Yuri, si svolgono tutte allo stesso tempo!

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dall'inglese)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Privacy Policy