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VENEZIA 2020 Concorso

Małgorzata Szumowska e Michał Englert • Registi di Never Gonna Snow Again

"Volevamo fare un film impossibile da classificare"

di 

- VENEZIA 2020: Abbiamo incontrato la regista polacca Małgorzata Szumowska e il suo collaboratore di lunga data Michał Englert per parlare del loro titolo in concorso Never Gonna Snow Again

Małgorzata Szumowska e Michał Englert • Registi di Never Gonna Snow Again
(© La Biennale di Venezia/Foto ASAC/G. Zucchiatti)

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– in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, è il primo lavoro che ha ufficialmente Małgorzata Szumowska e Michał Englert come co-registi – mostra Zhenia (Alec Utgoff), un giovane massaggiatore Ucraino che passa i suoi giorni a prendersi cura dei bisogni di un quartiere residenziale. Usando metodi piuttosto poco ortodossi.

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Cineuropa: Avevi in mente i film horror quando pensavi a come presentare questo quartiere grigio e vuoto? O per i metodi di Zhenia? Mi ha ricordato Get Out per esempio.
Małgorzata Szumowska: In realtà no, tuttavia un po’ di persone a Venezia hanno notato elementi del cinema di genere. Non lo abbiamo pensato in quel modo, ma devo dire che questo film avuto un impatto sugli spettatori. Ed è questo ciò che vogliamo fare.

Michał Englert: Quel posto esiste davvero, ed è abbastanza spaventoso. Cerca di creare delle buone condizioni di vita per i suoi abitanti, l’illusione della vita perfetta, ma per noi, comunque, dei e propri veri segnali di vita erano praticamente inesistenti. Volevamo fare un film inclassificabile. Non è chiaro se sia una commedia, un film horror o qualche altra cosa. Spero sia coerente, sebbene costruita abbastanza ecletticamente, perché abbiamo canalizzato tutto ciò che ci piace: abbiamo coperto le nostre tracce, non spiegando tutto, in modo tale da lasciare spazio allo spettatore di avere la propria interpretazione. È passato un giorno dalla prima, e tante persone e giornalisti sono venuti da noi dicendo: “Sono uscito dal cinema ieri, ma solo oggi ho iniziato a pensare al tutto!”

Zhenia è proprio una figura misteriosa. Non parla tanto, ma si aggira intorno, osservando. A differenza degli abitanti pazzi, sfogandosi di ogni tipo di frustrazione.
M.S.: Non spieghiamo chi è, Zhenia recita il ruolo di una persona che non parla Polacco molto bene, ne capisce tutto. Questo è anche il caso di Alec. Abbiamo deciso di renderla una parte del suo personaggio. È un po’ assente, un po’ fuori dal mondo. Sembrerebbe ascoltare queste persone, osservandole nel profondo dell’anima, ma non risponde.

Alec è un attore dal talento eccezionale, che, comunque, ha preso parte i tante produzioni americane, e all’inizio, è stato difficile per lui adattarsi al nostro stile, basato sull’improvvisazione e pochi giorni di riprese. Come [il leggendario attore Polacco] Janusz Gajos disse sul lavorare con noi: “Mi è piaciuto il fatto che non sapevo cosa avrei dovuto fare tra 15 minuti”. Questa volta è stato diverso – Ad Alec non è piaciuto. Si è sentito a disagio, ma dopo ci ha dato fiducia e siamo arrivati al punto velocemente.

M.E.: Del resto, per la prima volta nella sua vita, ha recitato la parte del protagonista. La nostra attenzione era sempre su di lui. Il film è stato fatto in due parti, così da avere tempo per da dedicare alle analisi, perché si tratta di cambiare le cose mentre procediamo – questo è ciò che facciamo. Io e Małgorzata ci conosciamo molto bene, così da non dover nemmeno aver il bisogno di parlare. Sappiamo cosa deve essere fatto. Attori che hanno già lavorato con noi lo sanno, ma per qualcuno che viene da fuori, che non capisce nemmeno la nostra lingua a pieno… Tanto di cappello per Alec perché ha resistito a tutto offrendo una prestazione meravigliosa.

Questa storia potrebbe succedere tranquillamente anche in altri luoghi, ma molti hanno chiesto se riguardasse la Polonia. Qualche elementi locali si possono notare sicuramente, tipo questa nuova ossessione di tagliare gli alberi.
M.S.: Abbiamo cercato di non limitarci a una nazione, anche se qualche giornalista ha già provato a ridurre il tutto in questa dimensione socio-politica. Questo film simboleggia tutta l’Europa, piuttosto che la Polonia. Tagliare gli alberi, nello specifico, è un problema Polacco di adesso, questo è vero, è sta raggiungendo un livello assurdo.

Mostrate qualcosa che conosciamo fin troppo bene – le persone si lamentano degli stranieri, solo per aggiungere velocemente che sono “tolleranti, anche troppo tolleranti”.
M.S.: Sono completamente isolati, Durante le nostre ricerche siamo venuti  a conoscenza che succede spesso in queste comunità. Non si tengono davvero in contatto competono. Si basa tutto su chi ha l’automobile migliore, chi fa più soldi, chi ha la casa meglio fornita.

M.E.: E’ la nostra tendenza Polacca: Devo essere meglio del mio vicino.

M.S.: Ma è anche il risultato di un forte capitalismo – adesso, anche i bambini vengono cresciuti con il pensiero di dover guadagnare soldi, diventare avvocati o banchieri. Tutto è focalizzato su quel traguardo. E’ praticamente inevitabile che queste persone diventano depresse o inizino ad abusare di alcool, perché non puoi soddisfare la tua vita così.

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(Tradotto dall'inglese da Alessandro Luchetti)

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