email print share on Facebook share on Twitter share on reddit pin on Pinterest

SIVIGLIA 2020

Alfonso Zarauza • Regista di Ons

"L'isola è così potente che si nutre dei personaggi del film"

di 

- Abbiamo parlato con il regista galiziano Alfonso Zarauza dopo la presentazione di Ons, il suo ultimo film, nella sezione Storie straordinarie del Festival di Siviglia

Alfonso Zarauza • Regista di Ons

Alfonso Zarauza (Santiago de Compostela, 1973) lavora nel settore audiovisivo galiziano da più di 25 anni. Sei anni dopo Los fenómenos [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Alfonso Zarauza
scheda film
]
, il suo film precedente, torna con Ons [+leggi anche:
recensione
trailer
intervista: Alfonso Zarauza
scheda film
]
, un'opera matura che ha avuto la sua prima mondiale al Festival di Siviglia, che chiuderà il festival Cineuropa nella sua città natale, e uscirà nelle sale spagnole con BTeam il 18 dicembre.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

Cineuropa: L'isola è onnipresente nel film, lo è anche nel titolo; è stata fin dall'inizio una parte fondamentale della storia?
Alfonso Zarauza: Quando ho cominciato a scrivere la sceneggiatura con Jaione Camborda, abbiamo fatto una decina di bozze. Nella prima non avevamo chiaro lo spazio, cercavamo un luogo isolato e siamo andati in luoghi remoti della Galizia. Ma in realtà in Galizia non esiste un posto del tutto isolato, c'è sempre una città o un'autostrada nelle vicinanze. Fino a quando non mi è venuta in mente l'idea di un'isola e ho pensato a Ons. Da lì tutto ha cominciato ad avere un senso, tutto ha assunto la vera entità che doveva avere. Le altre nove versioni della sceneggiatura avevano l'isola come protagonista, ed essa prendeva sempre più risalto fino quasi a sovrastare i personaggi. L'isola è così potente che si nutre dei personaggi del film.

Iniziamo assistendo alla storia di una coppia in crisi che presto diventa qualcosa di più complesso e misterioso. Come è stato il processo che ha portato a questo risultato finale?
Jaione ed io abbiamo passato tre mesi a parlare di cosa volevamo scrivere prima di iniziare a farlo. Alla fine sono giunto alla conclusione che ciò che mi interessava era parlare di ciò che dicevano gli esistenzialisti, ossia che l'essenza della realtà è la scarsità. Ho iniziato a pensare che il tema del film fosse la scarsità di amore, ma non solo nel suo aspetto più romantico e attuale, ma qualcosa di più ampio che comprende cose come la sicurezza emotiva, l'istinto materno o il desiderio sessuale. E da lì è nata l'idea dell'isola che ci ha portato lungo percorsi inaspettati che il luogo stesso ci ha regalato.

Come ha scelto gli attori giusti per incarnare i suoi personaggi?
Nel cinema d'autore va di moda lavorare con attori non professionisti, e mi piace molto, adoro quello che fanno Oliver Laxe o Bruno Dumont, per esempio. I non professionisti ti regalano molta verità attraverso il fisico, e questo è molto potente. Ma quello che mi interessa degli attori è che sono in grado di fare indagini emotive molto più profonde, anche più folli. Ad esempio, i personaggi di Melania Cruz e Antonio Durán "Morris" sono cresciuti molto con ciò che hanno dato loro. Melania infatti è entrata per un po' in una specie di piccola depressione, si è ripresa molto presto ma mi aveva preoccupato. L'isola stessa assorbe molto. Ho il vantaggio di conoscere bene tutti questi attori "fondamentali" che ci sono in Galizia e questo mi ha aiutato a trovare un cast molto devoto che si è adattato a un piano di riprese non semplice.

Il film gioca a non rivelare mai allo spettatore tutto ciò che i personaggi sanno; questo ha reso difficile il lavoro con il cast?
Con molti personaggi dovevamo misurare le informazioni che davamo allo spettatore e quelle che nascondevamo, ma gli attori avevano bisogno di avere tutti gli elementi per essere in grado di gestirli nella loro interpretazione. E questo lo si può vedere in dettagli molto sottili, in cui gli attori ti danno a piccole dosi le informazioni precise che consentono allo spettatore di farsi un’idea della situazione. È stato difficile per tutti, ma alla fine si sono fidati molto di me e della storia, e tutto è andato bene.

Nel film inserisce sottilmente alcuni elementi della vita attuale dei veri abitanti dell'isola. Perché ha deciso di introdurre questi tocchi di realtà?
Durante le riprese sull'isola, le persone del posto erano immerse nella loro lotta per la proprietà delle case e per i loro diritti sull'isola. Niente di tutto questo era nella sceneggiatura, ma abbiamo trovato interessante includerlo una volta che abbiamo visto quanto la lotta fosse importante. Penso che sia bello che rimanga come una sorta di commento storico di ciò che stava accadendo a Ons in quel momento. I cognomi dei personaggi, i mestieri, le persone... Ho cercato di calare l'intero film nella realtà.

(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)

(Tradotto dallo spagnolo)

Ti è piaciuto questo articolo? Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere altri articoli direttamente nella tua casella di posta.

Leggi anche

Privacy Policy