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CARTOON 2021 Cartoon Springboard

Sara Cabras • Co-produzioni e Pre-acquisizioni, RAI Ragazzi

“Sappiamo benissimo che per i giovani senza uno studio dietro è molto difficile arrivare a realizzare il loro progetto”

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- Durante la nostra intervista in occasione di Cartoon Springboard, abbiamo parlato dell’importanza dell’evento per i giovani talenti italiani ed europei

Sara Cabras • Co-produzioni e Pre-acquisizioni, RAI Ragazzi

In occasione dell’edizione 2021 di Cartoon Springboard (26-28 ottobre), tenutasi a Valencia, abbiamo incontrato Sara Cabras. Cabras lavora nel settore Co-produzioni e Pre-acquisizioni di Rai Ragazzi e, insieme ad un pool di altri esperti, ha valutato alcuni dei 20 progetti presentati quest’anno dai giovani talenti dell’animazione europea.

Cineuropa: Per prima cosa, che tipi di progetti state cercando e perché è importante per RAI Ragazzi partecipare ad una manifestazione come Cartoon Springboard?
Sara Cabras: Cartoon Springboard è un evento che seguiamo con interesse. Per me è la seconda partecipazione in qualità di esperta. Sono venuta qui due volte come esperta, una come partecipante. È un’occasione buona per noi per confrontarci con giovani talenti da tutta Europa ed aiutarli ad inquadrare o indirizzare il progetto in una direzione migliore, o comunque più adatta al nostro punto di vista come canale televisivo per bambini. Quindi penso sia un’iniziativa importante, che deve continuare.

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Siamo sempre alla ricerca di giovani talenti perché l’animazione, la produzione e la capacità di immaginazione non possono prescindere dall’artista più giovane, che è anche più vicino al nostro target di riferimento. Abbiamo fatto un’esperienza simile come RAI Ragazzi con l’evento “L’ora di tuffarsi”, all’interno della quale abbiamo selezionato 10 progetti d’animazione proposti da giovani talenti italiani. Lì abbiamo fatti presentare i progetti proprio come accade a qui Springboard e abbiamo invitato dei produttori italiani affinché, assieme a noi, potessero consigliarli ed aiutarli. Uno di questi progetti, Nadia di Caterina Cappelli, quest’anno è stato selezionato da Cartoon Forum. Tra l’altro, a settembre a Tolosa è stato presentato un altro progetto italiano che era stato battezzato qui a Cartoon Springboard, ovvero Anselmo Wannabe di Massimo Ottoni.

Sappiamo benissimo che per i giovani senza uno studio dietro è molto difficile arrivare a realizzare il loro progetto. Quindi formarli e poi aiutarli per noi è imprescindibile in qualità di servizio pubblico per ragazzi. In questa edizione di Springboard siamo fieri di avere quattro progetti italiani [le serie Chakra Warriors ed Astrid and the School of Astronauts, i lungometraggi Fishing Stars e The World of Las]. Dopo la Francia che presenta sette progetti, ci siamo noi. Vuol dire che voglia di fare ce n’è. Naturalmente alcuni progetti sono ancora in uno stato iniziale e quindi da “aggiustare” o trasformare, altri sono difficilmente realizzabili perché non c’è un mercato interessato ad accoglierli. Quindi, quello che devono capire di più i giovani, che hanno tanta fantasia e talento creativo, è che se vogliono andare avanti con i loro progetti e le loro produzioni devono guardare un po’ di più a cosa il mercato chiede. Per esempio, nella TV per bambini l’offerta prevede determinati format e tematiche; nelle piattaforme, invece, si sono più aperti a varie tipologie e generi, inclusa l’animazione per adulti. Anche lì, tuttavia, bisogna presentare un progetto ben costruito e tener presente cosa va di più e quale linguaggio usare per una piattaforma come Netflix o Amazon. Qui a Springboard il confronto serve anche a far capire cosa la RAI o altri player cercano. E, in ogni caso, ben vengano queste iniziative.

Quindi per lei non c’è penuria di talenti, ma sarebbe consigliabile porre più attenzione a come il mercato si muove.
Sì, capire qual è la domanda. Faccio sempre l’esempio dell’Italia. Gli studi italiani, i pochi che ci sono, fanno fatica a produrre. Noi come servizio pubblico investiamo ogni anno nella produzione animata. Il servizio pubblico italiano cerca di coprodurre quanto può ma gli studi devono trovare quasi sempre come partner dei loro progetti altri studi o broadcaster stranieri. Però i giovani talenti devono entrare in contatto con questi studi. Di solito, gli studi italiani tendono a mantenere i contatti con i creatori con cui hanno già lavorato in passato. Questa è una difficoltà in più per i nostri giovani. Quello che posso suggerirgli è di continuare a insistere, potenziare il loro talento e poi andare negli studi per proporre prima lì il proprio progetto. Poi, magari, lo studio stesso si interfaccerà con noi per presentarcelo, in maniera anche più “coordinata”. Noi li possiamo aiutare durante questi eventi, ma loro devono ricevere anche il supporto degli studi italiani, dove degli esperti possono affinare le loro idee.

Con quali paesi vi trovate meglio nel coprodurre?
Come sai, la Francia è quella che ha più fondi e produce di più. Molte nostre produzioni sono fatte con i francesi. Quando riusciamo, su progetti più piccoli, lavoriamo da soli. Per esempio, gli speciali animati di 25 minuti su tematiche specifiche sono tutti prodotti in Italia.

Nel corso degli ultimi due anni, che tipi di cambiamenti ha avvertito in termini di consumo e modalità di fruizione?
Essere costretti a restare a casa ed avere più tempo ha portato ad una visibilità per i canali buona, anzi alta. Come servizio pubblico, abbiamo anche fornito aiuto e supporto all’educazione scolastica con programmi legati alla didattica. Per quanto riguarda la produzione di cartoni animati, essendo questa possibile anche a distanza, non ci sono stati grossi rallentamenti con le nostre commissioni.

Com’è cambiato il suo lavoro?
Ho lavorato più da casa, concentrandomi sui progetti in fase di sviluppo, e confrontandomi anche sulle fasi successive di produzione. Con una buona connessione ho potuto ottenere senza difficoltà materiale da controllare e visionare. Il nostro lavoro è continuato costantemente. Certo, non siamo più andati ai mercati e ai festival. Per me questo è il primo evento di nuovo in presenza, quindi sono molto contenta.

Quali tipi di contenuti cercate per i vostri due canali?
Come canale prescolare [Rai Yo Yo], cerchiamo di differenziarci dai competitors con un’offerta dove si misceli bene umorismo, intrattenimento e si stimoli la curiosità e l’apprendimento. Per quanto riguarda il canale dedicato ai ragazzi più grandi [Rai Gulp], la sfida è maggiore e la competizione è altissima, non solo con gli altri canali dedicati al target 7-12, ma anche con tutte le piattaforme concorrenti, sempre più aggressive nell’offerta. Facciamo di tutto per monitorare costantemente il mercato e avere una visione di insieme, affinché la nostra offerta continui a rinnovarsi e mantenga l’attenzione del target di riferimento.

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