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LOCARNO 2022 Locarno Pro

Markus Duffner • Responsabile, Locarno Pro

“Quest’anno prevediamo una partecipazione in massa, anche più alta dei livelli pre-pandemia”

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- Tre settimane prima del via, il responsabile di Locarno Pro ci ha parlato delle nuove iniziative industry programmate quest’anno dal prestigioso festival svizzero

Markus Duffner • Responsabile, Locarno Pro
(© Locarno Film Festival)

Tre settimane prima dell’inizio del Locarno Film Festival (3-13 agosto), Cineuropa ha incontrato Markus Duffner, responsabile di Locarno Pro, la sezione industry della prestigiosa kermesse elvetica. Durante la nostra conversazione, abbiamo parlato delle diverse attività in programma per i giovani talenti e per gli addetti ai lavori.

Cineuropa: Come vi siete preparati per quest’edizione di Locarno Pro? Quale saranno i focus di quest’anno?
Markus Duffner:
Abbiamo avuto otto mesi per preparare l’edizione dello scorso anno, tra dubbi ed incertezze. L’edizione 2021 è stata per la prima volta ibrida, ovvero con una componente online. Quest’anno ci avviciniamo all’evento molto più sereni, avendo lavorato dodici mesi e senza la minaccia del Covid troppo presente. Abbiamo potuto concentrarci più tranquillamente sui nostri contenuti. Il festival compie 75 anni ed è un traino per l’industria. Quest’anno prevediamo una partecipazione in massa, anche più alta dei livelli pre-pandemia del 2019. In merito ai focus di quest’edizione, posso dirle che mentre l’anno scorso avevamo deciso di fare un passo indietro rispetto ai nostri focus abituali, in particolare tramite il think tank di StepIn, che vede la partecipazione di professionisti internazionali incontrarsi e discutere a porte chiuse, quest’anno torniamo in pieno a discutere delle tematiche attuali del mercato cinematografico.

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Quest’anno il tema dell’impatto sociale dell’industria del cinema si limiterà ad un solo tavolo su quattro. Poi ci concentreremo su tematiche più pressanti, inclusa la trasformazione del pubblico, la quale, direttamente o indirettamente, sta trasformando tutta l’industria. I player stanno cambiando strutturalmente e i venditori già in periodo pre-pandemia iniziavano a proporsi come co-produttori e finanziatori, basti pensare all’acquisizione di Match Factory da parte di MUBI… [...] Sappiamo bene che è sempre più importante capire come esercenti e distributori possano cambiare il loro modello e dialogare, trovando una linea diretta con questo pubblico nuovo, frammentato e diversificato.

Delle quattro keynote – oltre a quella sull’impatto sociale e quella sui processi di trasformazione dell’industria di cui ho appena parlato – una è a cura di NEON, uno dei player più interessanti negli Stati Uniti e un’altra ancora si concentra sullo streaming.

Inoltre, tramite panel e tavole rotonde analizzeremo varie questioni relative al settore, dal finanziamento dei film alla loro distribuzione in lingua non originale nelle sale. Per Heritage Online, organizzeremo un panel sulle opzioni per la distribuzione di film classici, andando a parlare con operatori specializzati. Andremo anche ad analizzare la vendita degli NFT e come possono supportare l’edizione limitata di un film classico. Infine, per la prima volta in assoluto proponiamo dei nostri restauri. In particolare Nos vies privées (Our Private Lives) di Denis Côté, presentato a Cineasti del Presente quindici anni fa e restaurato dal Locarno Film Festival insieme a Cinegrell Post-Production [...] Gli altri titoli sono O dia do desespero di Manoel de Oliveira [restaurato dalla Cinemateca Portuguesa], Das geschriebene Gesicht di Daniel Schmidt e Les derniers passementiers di Yves Yersin [entrambi restaurati dalla Cinémathéque Suisse]. Oltre ad essere proiettati a Locarno, saranno poi disponibili per i professionisti su Heritage Online. L’idea è che lì abbiano la possibilità di trovare eventuali altri distributori, festival o programmi dove trovare una nuova vita commerciale.

Quali saranno le attività industry previste per lo sviluppo e la scoperta di nuovi e giovani talenti?
Le attività per i giovani sono diverse e diventano sempre più corpose. Abbiamo ottenuto con Match Me! un numero record di 32 produttori da 12 paesi, pertanto si tratta di un’iniziativa in pieno sviluppo ed espansione. I territori in questione sono particolarmente interessanti e diversificati. L’Industry Academy coinvolge dieci giovani da diversi paesi del mondo e con al massimo due anni di esperienza nell’industria. I partecipanti vengono seguiti per una settimana e potranno ascoltare veterani dell’industria esprimersi su varie tematiche quali distribuzione, vendita internazionale, programmazione, marketing, VOD e quant’altro. Analogamente, 10 partecipanti dell’iniziativa U30 prenderanno parte a sessioni con esperti, organizzate sotto forma di think tank nei quali dialogare e scambiare idee.

Che tipo di accesso avranno i partecipanti online?
Come l’anno scorso, forniremo la possibilità di vedere i film nella Digital Library, nonché un accesso alla piattaforma per fissare i meeting online e per partecipare ad attività di networking informali. I partecipanti online avranno accesso a tutti i nostri panel, masterclass e tavole rotonde non solo fino alla fine del festival ma ben oltre. I film della Digital Library saranno disponibili fino a fine agosto, mentre gli altri contenuti rimarranno accessibili fino a maggio 2023 a chi dispone dell’accredito Industry.

Che cosa avete preparato per Open Doors e per la Co-Production Hub, invece?
Si tratta di un piano triennale sui nuovi mercati e da quest’anno e per tre anni ci concentreremo su quei territori dell’America del Sud, Centrale e dei Caraibi, che sono tutt’ora poco visibili a livello internazionale. Sebbene si tratti di piccole industrie, sono dei territori interessanti con dei talenti dalle potenzialità enormi, i quali verranno a Locarno per ottenere consulenze, mostrare le loro opere e trovare potenziali partner per i loro progetti. Ogni anno Open Doors ospiterà circa 40 produttori e registi con film e progetti a vari stadi di avanzamento. Open Doors si inquadra quindi nell’ambito dello sviluppo di talenti, in genere provenienti da territori dove manca il supporto all’industria del cinema. Così diamo loro l’opportunità di iniziare a navigare l’industria internazionale e trovare partner che difficilmente riuscirebbero ad intercettare altrimenti.

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