Ventura Durall • Regista di Supernatural
“Abbiamo una 'farmacia interna' che può essere attivata attraverso diversi meccanismi”
- Il regista catalano ci svela cosa c'è dietro il suo nuovo documentario, che indaga i contrasti tra scienza e magia e spinge a mettere in discussione le proprie convinzioni

Con una significativa esperienza sia nel cinema di finzione sia nel documentario, Ventura Durall ha appena presentato la sua ultima avventura cinematografica, Supernatural [+leggi anche:
recensione
intervista: Ventura Durall
scheda film], al Festival del documentario di Salonicco. Il documentario esplora la curiosa figura di André Malby, uno “sciamano” e guaritore popolare del recente passato in Spagna, attraverso la relazione complessa e controversa con suo figlio Mathu e le leggende sulle sue capacità soprannaturali.
Cineuropa: Durante il colloquio con il pubblico, ha spiegato che tutto è iniziato perché conosceva l’attrice Anna Alarcón e le aveva interessato la sua storia di come era guarita dall’anoressia con l’aiuto di André Malby. Ma cosa sapeva dello stesso Malby?
Ventura Durall: Lo conoscevo molto superficialmente. In Spagna è famoso per una scena molto virale con lo sceneggiatore Fernando Arrabal, che dà a Malby un bacio. E rimasi un po’ perplesso quando Anna, che è una mia grande amica, mi raccontò che stava per morire, era da due mesi in ospedale, pesava 20 chili, i suoi genitori non sapevano che cosa fare, e all’improvviso portarono una sua fotografia a Malby. Senza vederla né nulla, si collegò con lei telepaticamente e, due giorni dopo, Anna iniziò a mangiare. Poi abbiamo parlato con molte persone, che ci raccontavano storie simili. La mia mente razionale non riusciva a capirlo, quindi ho deciso di indagare. È stato un processo per cercare di comprendere che cosa stia succedendo, perché sempre più persone stanno usando terapie come l’ayahuasca, l’ipnosi, le costellazioni familiari, e volevo capire che cosa ci fosse dietro.
Quindi si identifica di più con suo figlio Mathu, che crede nella scienza pura?
Ebbene sì. Ho una formazione scientifica, ho studiato geologia, e il mio hobby è leggere libri di scienza. Ma questo non significa che non sia aperto a cose che non riesco a comprendere. Volevo capire che cosa potessi trovare in questo mondo.
La sua percezione è cambiata, dunque?
Ho imparato molto sul potere della suggestione. Abbiamo una “farmacia interna” che può essere attivata attraverso diversi meccanismi. Il pensiero magico ha un senso evolutivo, poiché attiva questa farmacia tramite il placebo e figure carismatiche. Ho anche scoperto gli strumenti usati per attivarla, come rituali, costellazioni familiari, ecc. Non c’è nulla di magico in questo: è un meccanismo psicologico. La religione stessa è un rituale che attiva cose dentro di noi e, avendo perso la religione, cerchiamo altri rituali per attivarle. André Malby era una persona con molta forza, carisma e capacità di convinzione. Se ti diceva che eri guarito, la tua “farmacia interna” si attivava. Le persone erano attratte da lui per il suo potere di persuasione e per il rituale che usava.
Durante il colloquio ha anche raccontato che è stato difficile convincere suo figlio Mathu a partecipare. Come ci è riuscito, alla fine?
All’inizio, Mathu era molto ermetico. Ma poco a poco mi sono avvicinato e gli ho fatto capire che partecipare poteva essere utile per lui; che il mio punto di vista era simile al suo e che capivo la sua paura. Gli ho spiegato che la sua partecipazione era essenziale per esprimere ciò che volevo mostrare nel film.
Parlando del rapporto tra padre e figlio, è possibile evitare la tossicità quando uno dei due è così eccezionale?
Mathu dice sempre che suo padre era un eroe; lo percepiva come tale, soprattutto quando era piccolo. Solo quando è andato a vivere negli Stati Uniti si è reso conto che aveva bisogno di allontanarsi per trovare la propria identità. La cosa più dolorosa è stata scoprire le debolezze del padre: l’alcolismo, l’infelicità che ha causato a sua madre, ecc. Ma Mathu è stato anche consapevole delle capacità eccezionali di suo padre.
Supernatural include un importante archivio dei programmi televisivi a cui partecipava Malby. Com’è stato il processo di selezione con così tanto materiale?
È stato un processo arduo. Ho dovuto vedere tutte le trasmissioni, che erano molte, e ascoltare ore di cassette che lui aveva registrato. Ho trascritto tutto, l’ho organizzato per temi e abbiamo deciso di usare solo il materiale con immagini. Il lavoro di montaggio, durato quasi dieci mesi, è consistito nel trovare l’equilibrio affinché il personaggio risultasse credibile, mostrando le sue teorie e il suo modo di essere senza risultare troppo pesante.
Per quanto tempo ha lavorato al film?
Abbiamo iniziato a settembre 2020 con le prime riprese e la ricerca, quando Anna mi ha raccontato la storia. In totale, sono stati quasi quattro anni dall’inizio alla fine. Le riprese si sono svolte a maggio e giugno 2023, ma poi abbiamo trascorso un anno al montaggio. In quel periodo ci siamo resi conto che il protagonista doveva essere Mathu, non Anna, quindi abbiamo cambiato la struttura del film.
Sta preparando un altro progetto?
Stiamo iniziando un nuovo documentario, di nuovo con Anna, su donne artiste colpite dalla guerra. Ma è ancora in sviluppo.
(Tradotto dallo spagnolo)
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