Radu Stancu, Mo Harawe, Francesco Capurro • Giurati, TFL Meeting Event
"La qualità è eccezionale e noto che molti degli autori selezionati sono molto giovani, il che è incredibilmente stimolante"
- Abbiamo intervistato tre membri delle diverse giurie che assegneranno i premi al 18mo TFL Meeting Event del TorinoFilmLab, in programma dal 20 al 22 novembre

Il TFL Meeting Event è attualmente in corso fino al 22 novembre, con una serie di incontri e sessioni di pitching in cui vengono presentati 48 progetti nelle loro fasi iniziali. I progetti spaziano tra vari formati, dalle serie tv ai lungometraggi. I migliori saranno premiati da diverse giurie, per un montepremi complessivo di €441.000.
Le suddette giurie sono composte da figure di spicco dell’industria come Dorota Lech (programmatrice al Toronto International Film Festival), Ava Cahen (direttrice artistica della Semaine de la Critique di Cannes), Marie-Ange Luciani (produttrice di Les Films de Pierre), Andrea Occhipinti (produttore di Lucky Red) e Francesco Capurro (direttore del Series Mania Forum). Ad affiancarli, talenti cresciuti all’interno dello stesso TFL, fra cui Mo Harawe (regista di The Village Next to Paradise, sviluppato allo ScriptLab 2022 e presentato in anteprima a Cannes nel 2024) e Radu Stancu (produttore di Milk Teeth di Mihai Mincan, sviluppato al FeatureLab 2023 e presentato a Venezia nel 2025).
Abbiamo raccolto i pareri di diversi giurati, ciascuno portatore di uno sguardo unico sul lavoro del TorinoFilmLab: Radu Stancu fa parte della giuria che assegna l’Eurimages Co-Production Development Award, insieme a Carole Baraton (Charades) ed Emma Scott (Screen Ireland); Mo Harawe è nella giuria che assegna il TFL Production Award, insieme a Thania Dimitrakopoulou (The Match Factory) e Dorota Lech (Toronto International Film Festival); e Francesco Capurro è membro della giuria che assegna il SeriesLab Development Award, accanto a Malin Nevander (SVT Drama) e Petra Strašek (Pro Plus Slovenia).
Cineuropa: Radu, ci racconta qualcosa della sua precedente esperienza al TorinoFilmLab come giovane professionista? Come si confronta con il suo ruolo di giurato?
Radu Stancu: Il TorinoFilmLab è stato cruciale per il mio progetto, sia per lo sviluppo creativo sia per la sua visibilità sul mercato. Nei workshop il nostro mentore ha guidato discussioni preziose, ma è stato il feedback dei colleghi partecipanti – tutti alla stessa fase di sviluppo – ad aiutarci a far avanzare il progetto. Un momento decisivo è stata una sessione con Marta Andreu, che ci ha aiutati a trovare l’anima del progetto. Ci ha mostrato come una ragazza scomparsa che non viene mai ritrovata possa essere un simbolo molto più potente di una ragazza ritrovata morta. Il laboratorio ci ha anche supportato negli aspetti pratici, come l'esplorazione degli effetti in camera invece che dei VFX.
Ora, da giurato, leggere i 12 progetti selezionati tra 800 candidature è come ottenere una radiografia delle preoccupazioni artistiche e sociali dell’Europa di oggi. La qualità è eccezionale e noto che molti degli autori selezionati sono molto giovani, il che è incredibilmente stimolante.
Mo, com’è stata la sua esperienza come partecipante al TorinoFilmLab mentre sviluppava The Village Next to Paradise? Quali pensa siano le sfide dell’essere membro della giuria?
Mo Harawe: Ho partecipato al lab qualche anno fa e il feedback dei miei colleghi internazionali e del tutor è stato molto importante. Mi ha aiutato a mettere alla prova la mia scrittura con persone provenienti da culture completamente diverse, una prospettiva che non puoi avere nel tuo paese. Gli incontri industry mi hanno anche aiutato a comprendere meglio il lato business del cinema e me ne sono andato sentendomi arricchito non solo come regista, ma anche nella mia visione del mondo.
Ora, da giurato, trovo impossibile valutare questi progetti di altissimo livello con criteri rigidi; le differenze sono minime e spesso si riducono a un legame personale. Per i giovani registi di oggi, credo che la sfida principale, oltre al denaro, sia gestire le aspettative. Il percorso da un cortometraggio a un lungometraggio è lungo e si rischia di perdere la propria voce unica in mezzo a tutti i feedback. Il mio consiglio è di rimanere fedeli a se stessi e cercare di trovare un ambiente sicuro e collaborativo che protegga la vostra visione offrendo al contempo le guide necessarie per crescere.
Francesco, riflettendo sul suo ruolo, può condividere il suo punto di vista su cosa significhi essere giurato di questo lab e, dal suo osservatorio, su quali siano oggi le sfide e le opportunità più urgenti nel mercato europeo dei contenuti?
Francesco Capurro: Sono felice di fare il giurato del Series Lab, avendone co-fondato la prima edizione nel 2017. La qualità dei progetti è il risultato diretto dell’eccellente lavoro svolto dai tutor. Il mio approccio alla valutazione si concentra sul potenziale di mercato di un progetto e sulla sua fattibilità nell’attuale industria europea, analizzando ciò che cercano i broadcaster. Il mercato europeo è relativamente stabile, sostenuto dai finanziamenti pubblici e da regolamentazioni che hanno creato alleanze virtuose con gli streamer statunitensi. La sfida principale resta far viaggiare le serie oltre i confini domestici.
Per un giovane creatore, partecipare a un lab come quello di Torino è fondamentale; le serie sono un’impresa collettiva e nessuno può affrontare da solo il complesso percorso di sviluppo e finanziamento. Queste iniziative e appuntamenti come Series Mania sono cruciali per costruire una rete professionale.
(Tradotto dall'inglese)
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