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EUROPEAN FILM AWARDS 2026

Matthijs Wouter Knol • CEO e direttore, European Film Academy

“Mi chiedo perché dobbiamo legittimarci nei confronti degli Stati Uniti: l’Europa è una fonte di grande cinema e lo è sempre stata”

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- Il CEO e direttore dell’istituzione europea parla delle novità della stagione dei premi europei di quest’anno

Matthijs Wouter Knol • CEO e direttore, European Film Academy
(© Anthony Icuagu)

Già nel 2023, la European Film Academy aveva annunciato che, a partire dal 2026, la cerimonia degli European Film Awards si sarebbe tenuta a gennaio, invece della consueta collocazione di dicembre. Questo miglior posizionamento all'interno della stagione internazionale dei premi – sia quella statunitense sia quella europea – mira ad accrescerne la visibilità, così come la cerimonia diretta dal cineasta Mark Cousins (leggi la news). Il CEO e direttore dell'istituzione europea, Matthijs Wouter Knol, ci parla della prossima cerimonia, che si svolgerà il 17 gennaio a Berlino (e per la quale le candidature sono già state annunciate – leggi la news e l'articolo), e del nuovo programma European Award Season appena lanciato (leggi la news).

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Cineuropa: L'inserimento degli European Film Awards nell'epicentro della stagione dei premi sembra un cambiamento molto gradito. Qual è stata la motivazione principale?
Matthijs Wouter Knol:
La ragione principale è che puntiamo a ottenere maggiore visibilità per l'ottimo cinema europeo in Europa e oltre. In quanto European Film Academy, lavoriamo a questo obiettivo tutto l'anno. Gli European Film Awards sono la parte più visibile di quel lavoro e, riposizionando l'evento al centro della stagione dei premi, vediamo che c'è voglia di promuovere di più i film, anche in Europa. Per il pubblico che ama il cinema europeo, questo è molto meglio. Anche per la consapevolezza generale della cultura cinematografica europea sarà molto meglio.

La stagione dei premi, come concetto, cresce sempre di più sui media e su internet in generale, attraverso giornalisti, fan, youtuber, twitcher e così via. Vi rivolgerete anche a loro?
Questo fa parte del nostro piano fin dall'inizio e stiamo facendo progressi di anno in anno. Francamente, non sarebbe fantastico avere ogni anno, alla fine dell'anno solare, una celebrazione del cinema europeo in tutti i 50 paesi europei? Vediamo e crediamo che lì ci sia un potenziale reale.

Gli Excellence Awards tornano ora a essere categorie regolari basate su candidature, i cui vincitori saranno annunciati durante la cerimonia. Presumibilmente, in origine questa procedura era stata modificata per non rallentare il ritmo della serata, ma in questo formato saranno certamente più interessanti come parte della gara. È questo il motivo del cambiamento?
Negli ultimi decenni ci sono stati molti vincitori prestigiosi tra le maestranze. Quelle categorie non sono state eliminate. Ma è la prima volta che, attraverso otto categorie di premio, molte persone straordinarie che rappresentano i diversi mestieri del cinema vengono davvero onorate. Questo avrà un impatto sulla durata della cerimonia. Ma siamo fiduciosi su due cose: che una volta all'anno il mondo del cinema europeo meriti una serata intera di festeggiamenti; e che il team creativo, che include il cineasta Mark Cousins e che sta facendo della cerimonia un omaggio all'arte del cinema, renderà la serata molto speciale. Ricorderemo che cos'è il cinema e perché lo amiamo.

Negli ultimi anni, i film europei sono riusciti a farsi largo nella stagione dei premi statunitense più che mai – e sembra che accadrà di nuovo quest'anno. Perché secondo lei sta succedendo?
Mi chiedo perché, in Europa, dobbiamo spesso cercare una validazione rispetto agli Stati Uniti. Sappiamo tutti che l'Europa è, ed è sempre stata, una fucina di grande cinema. Nel 1926, Lotte Reiniger realizzò Le avventure del principe Achmed, uno dei primi film d'animazione europei. L'animazione europea è valida solo quando viene riconosciuta su un palco a Los Angeles? Se guardate ai candidati di quest'anno – la creatività, la versatilità, il talento, i rimandi a ogni tipo di narrazione europea, la profondità delle immagini e dei suoni – non mi sorprende che il cinema europeo non possa essere ignorato a livello internazionale. Nel cinema europeo ci sono sostanza, anima e umanità autentiche.

La nuova presidente della European Film Academy è Juliette Binoche, una professionista che ha avuto una carriera impressionante e globale. Il suo ingresso è legato a questo cambiamento complessivo?
Juliette Binoche incarna tutto questo e negli ultimi anni ha ispirato e dato energia al nostro lavoro. Con lei, gli European Film Awards cresceranno e si concentreranno sull'arte del fare cinema. La European Film Academy è una comunità molto internazionale di cineasti. E non dimentichiamo: l'amore per il cinema europeo non si limita all'Europa.

Sappiamo anche della nuova iniziativa European Film Award Season e del suo programma. Su quali novità vorrebbe puntare i riflettori?
Il programma European Award Season si svolge nei cinema partner in 125 città europee e, per la prima volta, anche in Cile, Vietnam e Hong Kong. Si tratta di una prova che vogliamo sviluppare ulteriormente attraverso collaborazioni con partner europei. Ma sono particolarmente entusiasta di un progetto pilota a Berlino: ogni settimana ospitiamo proiezioni dei film candidati con ospiti speciali a introdurli. Joachim Trier ed Eskil Vogt sono stati con noi, Jafar Panahi è passato, e Mads Mikkelsen era in città. Lo stiamo facendo con i cinema Yorck locali e il pilota è sostenuto da Eurimages. Spero che potremo far crescere questa iniziativa nel resto d'Europa lavorando insieme a distributori ed esercenti straordinari.

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(Tradotto dall'inglese)

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