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Gilles Sandoz • Produttore

"Nessuna televisione voleva Les Amants réguliers"

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Gilles Sandoz • Produttore

Produttore per Maïa Films dell'ultimo lavoro di Philippe Garrel, Les Amants réguliers [+leggi anche:
trailer
intervista: Philippe Garrel
scheda film
]
, presentato in competizione ufficiale alla Mostra di Venezia, Gilles Sandoz torna per Cineuropa sul suo desiderio di lavorare col regista e sulla situazione della produzione di opere di alta qualità d'Arte e Sperimentazione in France.

Perché avete deciso di produrre Les Amants réguliers di Philippe Garrel?
La cosa è legata al tempo che passa e all'amicizia. Ho incontrato Philippe Garrel agli inizi degli anni '90 un po' ai margini del contesto cinematografico. Ci siamo rivisti in diversi momenti senza inevitabilmente avere la volontà di fare qualcosa insieme. Ma sono molto sensibile al suo cinema dal periodo di Les Baisers de secours e J’entends plus la guitare, perché trovo che sia un tipo di cinema che racconta la mia vita. Due o tre anni fa, abbiamo iniziato a riprendere l'idea di lavorare insieme, ma è la realizzazione di un desiderio che covava da una quindicina d'anni.

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E' stato difficile l'assemblaggio finanziario del film?
Il film è stato così difficile da finanziare che non sono riuscito a produrlo come un oggetto cinematografico in senso stretto. L'anticipo sugli incassi non è arrivato, e nemmeno una rete televisiva, e mi sono ritrovato improvvisamente in una situazione quasi disperata. Ed è stato Pierre Chevalier di Arte a tirarci fuori da questa impasse con efficienza e rapidità. E' stato uno degli ultimi progetti che ha firmato prima di passare la mano. Les Amants réguliers è stato dunque finanziato come un film televisivo. Era il 15mo telefilm che producevo per l'unità 'Fiction d’Arte', e sono felice perché è la libertà del cinema che si aggiunge a quella della televisione. Anche se esiste una necessità premiliminare di diffusione su Arte nella 'carriera' del film, quest'ultimo ha beneficiato sotto tutti gli aspetti di questo sostegno del nostro canale.

Producete film in una vena molto "Arte e Sperimentazione" anche col nuovo Nicolas Philibert, prossimo lungometraggio di Pascale Ferrand... Qual è la tendenza francese nella produzione di questo tipo di lavori?
L’attualità recente ha dimostrato che mettere su questi progetti è più difficile che in passato. Spero che non sia una cosa definitiva. Tutti sanno che c'è stato una riduzione di Canal +, e quindi produrre questo tipo di film necessita ormai di una preparazione più accurata, una riflessione profonda per sapere sotto quali forme possano poi imporsi sul mercato. Questi film sono certamente meno protetti che prima. Pertanto, ho sempre il desiderio di lavorare con Nicolas Philibert, Pascale Ferrand, Dominique Cabrera, Patricia Matuy, o anche Cédric Kahn.

I cinefili europei avranno l'opportunità di vedere nelle sale Les Amants réguliers?
Il film è già stato venduto in Italia, in Austria e in Grecia, e penso che questo andrà avanti anche se la copia è un po' cara, a causa della durata di tre ore. Ma il tema del film, nella ricorrenza del Maggio '68, interessa largamente. Ed è un film con dei giovani, e questo può attirare altri giovani. E le personalità che che comandano nel cinema, che hanno 50 anni, sono stati molto colpiti da Les Amants réguliers. Venezia ha dato una grande visibilità al film.

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