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Matthieu Darras • NISI MASA

"Giovane cinema europeo"

di 

Matthieu Darras • NISI MASA

Fondata nel 2001 per iniziativa di una trentina di giovani cinefili europei, tra cui Matthieu Darras, NISI MASA conta oggi 17 paesi membri e sta moltiplicando le attività su tutti i fronti. Il circuito, in piena effervescenza, sta diventando un polo imprescindibile: qui si gioca forse il futuro dell’Europa e del suo cinema.

Cosa vuol dire "NISI MASA"?
"Asa nisi masa" è la formula magica che Mastroianni ripete in Otto e mezzo. E’ un’espressione gergale, un gioco di parole che consiste nell’aggiungere delle sillabe alle parole, in questo caso "anima". Cercavamo un nome simbolico preso dal cinema d’autore europeo e popolare. Fellini è concosciuto dal grande pubblico, ha lavorato molto in coproduzione e Otto e mezzo è un film sul cinema. Volevamo un nome chiave per rappresentare il pluralismo dell’Europa.

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Come è nata?
Molti di noi si erano incontrati nei festival e avevamo voglia di fondare un circuito per dar vita a una sorta di euro-generazione di cineasti, dei giovani che lavorerebbero non tanto per delle ragioni economiche, ma piuttosto per cooperare insieme da un punto di vista culturale. Ognuno ha portato la propria esperienza. Parlare del cinema anche per parlare della cittadinanza europea, affrontarla da una prospettiva politica, come uno spazio di riflessione.

Chi sono i membri e come funziona Nisi Masa?
Ci sono tra i 300 e i 400 membri attivi oggi. NISI MASA è una federazione di associazioni che hanno come principio quello di sviluppare ognuna le proprie attività nel proprio paese, progetti che noi sosteniamo. Ogni iniziativa è portata avanti da dei volontari. Se vogliamo creare una rete per i giovani registi, sta ai registi di essere attivi e di condividere le loro passioni.

Quale posto ricopre il concorso di sceneggiature tra le vostre attività?
E’ il nostro primo progetto. Riassume bene la nostra volontà: sostenere i giovani talenti. Ognuno scrive nella propria lingua, delle giurie nazionali fanno delle selezioni, traducono le sceneggiature e una giuria rappresentativa sceglie tre vincitori per tre borse di produzione. La prima, di 15 000 euro, permette di realizzare il flm, le altre due, di 5 000 euro, di trovare i finanziamenti. I 12 finalisti sono invitati a partecipare a degli atelier di riscrittura per lavorare insieme, incontrare dei produttori, dei musicisti, ecc. L’idea è anche di permettere a delle persone di ritrovarsi e che tutto sia organizzato dai giovani per i giovani.

Avete tante attività?
Sì, il concorso rappresenta solo il 20 %. Facciamo degli atelier di scrittura, dei film d’atelier, dei seminari, come quelli di quest’anno sull’identità dei balcani o sul cinema della Bulgaria. In questo momento stiamo lavorando all’edizione di un DVD perché vogliamo diffondere dei film di giovani registi che si sono autoprodotti, un progetto al quale le nostre associazioni dell’Europa dell’est credono molto. Qui la diffusione di corti è molto rara. Tutto dipende ogni volta dai nostri obiettivi, ma lo spirito resta lo stesso: che dei giovani lavorino e crescano insieme. La ricchezza del circuito risiede nell’associazione di persone diverse. In Belgio, ad esempio, l'associazione conta un produttore ma anche una rivenditrice di reggiseni (ride).

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