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Jasmine Trinca • Attrice

Shooting Star 2007 – Italia

di 

Jasmine Trinca • Attrice

Jasmine Trinca era una studentessa universitaria di 18 anni quando è si ritrovata nel 2001 sulla montée des marches a Cannes, accanto a un Nanni Moretti raggiante nel ricevere la Palma d'Oro per La stanza del figlio [+leggi anche:
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. Dopo quell'esordio più che brillante, per questa attrice solare e di dolce fermezza ci sono stati La meglio gioventù [+leggi anche:
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di Marco Tullio Giordana, che le è valso il Nastro d'Argento 2004, Romanzo criminale [+leggi anche:
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intervista: Michele Placido
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di Michele Placido, Manuale d'amore di Giovanni Veronesi e infine Il Caimano [+leggi anche:
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intervista: Jean Labadie
intervista: Nanni Moretti
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, ancora con Moretti.

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Oggi la incontriamo sul set de Il disco del mondo (Piano solo) [+leggi anche:
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di Riccardo Milani, in cui Jasmine recita accanto a Kim Rossi Stuart.

Sono passati 6 anni dal tuo esordio e immagino che le titubanze iniziali riguardo al futuro si siano trasformate in certezze...
Le incertezze iniziali erano autentiche. Quello con Nanni è stato un incontro tra una persona che faceva il cinema ed un'altra che non ha mai pensato di farlo. Il film ha avuto un grande successo ma questo non mi ha cambiata. Più tardi ho capito che non potevo continuare a dire di no: ho recitato in altri film che hanno avuto grande visibilità e fortuna e ho avuto la consapevolezza che non avrebbe avuto senso fermarmi. Oggi mi piace molto quello che faccio, conosco i meccanismi del cinema e ho uno sguardo meno incantato.

Dopo aver lavorato con autori come Moretti e Giordana, hai compreso qual è il ruolo reale dell'attore nel film?
Ho avuto la fortuna di lavorare con registi di grande intuizione, talento ed esperienza, che infatti hanno preso una studentessa e l'hanno portata ad essere premiata per la recitazione. L'attore è uno strumento del regista. Se sei fortunato il regista ti aiuterà nel tuo lavoro. L'attore non ha la percezione di quale sia la cosa giusta. Io non mi sento di essere passiva, semplicemente ripongo la mia fiducia nelle mani del regista.

Negli Usa è stato creato un efficace starsystem. In Europa si tenta di costruirlo, anche con iniziative come Shooting Stars, ma probabilmente solo in Francia ci si è riusciti finora.
Siamo una società condizionata dalla promozione dell'immagine. Non basta fare una cosa buona, se poi non sai renderla visibile. Negli Usa si creano i fenomeni a tavolino, mentre Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman erano dei miti per il loro valore profondo. Oggi forse si punta su attori che non sono necessariamente i migliori sul mercato. Bisogna investire nel proprio cinema, come fanno i francesi, pensando ad un lancio adeguato dei talenti. Ma anche badando alle storie, che troppo spesso vengono scritte pensando alla tv.

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