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Olaf de Fleur Johannesson • Regista

Creatore di 'Visiomentaries'

di 

- Olaf de Fleur Johannesson Berlinale 2008 – Panorama

Olaf de Fleur Johannesson • Regista

The Amazing Truth About Queen Raquela [+leggi anche:
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scheda film
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, storia di un transessuale filippino che attraversa l'Europa per trovare il principe azzurro con l'aiuto di un nerd, incontrato su internet, sarà presentato il mese prossimo dal suo creatore, il filmmaker islandese Olaf de Fleur Johannesson, nella sezione Panorama del Festival di Berlino. Lo scrittore/regista/produttore, che ha raggiunto la fama in patria e all'estero grazie al suo documentario del 2005 Africa United, è nuovamente sotto i riflettori con quello che definisce il suo nuovo "Visiomentary", incrocio tra lungometraggio e documentario. Il regista ha raccontato a Cineuropa la sua particolare idea di cinema.

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Cineuropa: Come ci si sente ad essere selezionati per Panorama a Berlino?
Olaf de Fleur Johannesson: È meraviglioso, e garantisce una vita al film: è come se avesse raggiunto il suo scopo. Di solito cerco di non badarci troppo, ma in questo caso sono davvero felice, soprattutto per le ragazze del film ed il suo messaggio in generale.

Ci parli della sua compagnia, Poppoli Pictures. Che tipo di progetti realizzate?
Beh è abbastanza semplice, mi viene un'idea, oppure trovo qualcosa per una sorta di strano impulso. Ho della gente eccezionale intorno, che mi ascolta e, soprattutto, mi prende sul serio. Poi cerchiamo di trovare un finanziamento. A Poppoli siamo in pochi, di solito io e persone che lavorano a cose proprie in giro per il mondo, e che vengono ad aiutarmi full time se i soldi (che di solito sono limitati) arrivano.

Ha definito i suoi lavori "visiomentaries". Ci spiega questo concetto innovativo?
Beh, i nomi si usano per dare un'etichetta alle cose, è un'abitudine umana. Penso però che, in realtà, nulla abbia un nome. [Un nome] può inquinare l'idea, ma si usa lo stesso. Un buon film a volte non è davvero buono finché qualcuno non dice che lo è. La mia idea principale è quella di sperimentare, come un bambino, e poi l'adulto in me esegue il lavoro in maniera semi-intellettuale. "Visiomentary", soprattutto, è il tentativo di farmi sentire libero quando sto facendo un film. Ma voglio sottolineare l'importanza di lavorare con persone che mi ricordano cosa fare e cosa no.

Ci parli di The Amazing Truth. Come ha avuto l'idea di trattare questo tema e quante ricerche ha fatto sui transessuali?
Ho letto delle cose qui e lì, ma soprattutto ho capito molto attraverso la protagonista Raquela. Sono diventato lei, e, come è stato sottolineato, è come se Raquela avesse affittato una troupe per fare un film su di sé. È un gran bel complimento, quando riesci a scomparire dal primo piano di un progetto. Alla fine, è stato semplice, come respirare e diventare una ragazza.

Com'è riuscito a mettere insieme i finanziamenti e a convincere Baltasar Kormákur ad aiutarla?
Non è stato facile, perché si trattava di un film anomalo per un regista islandese, e anche il tema era singolare. Alla fine, dopo aver girato il materiale iniziale nelle Filippine, l'ho mostrato a Baltasar. Mi ha sostenuto e mi è stato di grande aiuto. Poi l'ho portato all'Icelandic Film Fund e al Nordisk Film & TV Fund, e sono entrati anch'essi nel progetto, e questo è stato nuovamente molto incoraggiante. Ho trovato supporto anche in Danimarca, da parte di Nimbus Films e DR, a da Marianne Boge (TV 2 Norway).

A quali distributori ha pensato per il film?
Attualmente, il film è nelle mani di un distributore mondiale, Deckert-Distribution, mentre per l'America Settentrionale se ne occupa The Collective di Los Angeles. Ho tenuto le Filippine per me, perché voglio tornarci e portarlo nelle sale a maggio. In Islanda, invece, uscirà ad aprile.

Sta lavorando ad altri progetti?
Ho appena concluso il montaggio di The Higher Force, che è l'esatto contrario di Raquela. È una commedia nera islandese, e uscirà nel mio paese a fine marzo. Al momento, sto per andare a girare a New York, ma non so ancora cosa ne verrà fuori!

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