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Laurent Danielou • Esportatore

Rezo Films: "la libertà dell'indipendenza"

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Laurent Danielou • Esportatore

Dalla sua creazione nel 2004, la divisione Vendite internazionali della società francese Rezo Films ha fatto breccia nel mercato. Incontro con uno dei suoi condirettori, Laurent Danielou, prima della Berlinale, dove la società ha brillato nel 2007 con 2 giorni a Parigi [+leggi anche:
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. Quest'anno Rezo potrà contare, tra gli altri, su Coupable [+leggi anche:
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(Guilty) di Laetitia Masson al Panorama (news), Deux Vies Plus Une [+leggi anche:
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(Two Lives Plus One) di Idit Cebula (proiezione di mercato) e sui trailer di Un cœur simple (A Simple Heart) di Marion Lainé con Sandrine Bonnaire (articolo), Khamsa di Karim Dridi, L'aube du monde (Dawn of the World) di Abbas Fahdel con Hafsia Herzi, e Sur ta joue ennemie (Welcome Home) del premio Oscar Jean Xavier de Lestrade (news). Senza dimenticare, come jolly, il film vincitore del Sundance 2007: Frozen River.

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LIM Internal

Cineuropa: Nella gerarchia dei mercati, dove posiziona Berlino?
Laurent Danielou : Berlino è uno dei tre maggiori mercati dell'anno (insieme a Cannes e Toronto), abbastanza forte per far vendere i film presentati e sufficientemente distante da Cannes in ordine di tempo per potervi lanciare progetti che andranno sulla Croisette. Altro vantaggio: la sua dimensione ancora ragionevole. Tutto il mercato si svolge nello stesso luogo, il che permette di incontrare tutti allo stesso tempo.

Qual è la vostra strategia in termini di pre-vendite?
Abbiamo smesso di presentare progetti senza immagini, ad eccezione dei film di grandi maestri come Rohmer che possiamo vendere anche senza far vedere nulla. E' molto più difficile per i registi meno conosciuti e le opere prime; è nettamente più efficace non sapere nulla fino a quando non ci sono le immagini.

Il mercato dei film d'autore è davvero "morto", così come lo considerano alcuni rivenditori?
No. E' vero che i distributori e gli spettatori sono ringiovaniti e sono meno sensibili ai grandi nomi del cinema, ma i film di autori affermati continuano a vendersi in tutto il mondo, anche se a prezzi meno alti nei territori maggiori. Per i registi giovani la situazione è più delicata, ma per fortuna ci sono le eccezioni.

L'Europa dell'est sembra sempre più aperta al cinema francese
Il mercato russo è una piazza importante per le grosse produzioni commerciali francesi, che conferiscono un'immagine positiva del cinema esagonale di cui beneficiano anche le opere più difficili. Laddove non si riesce a vendere i diritti per le sale, si vendono quelli per la TV a prezzi importanti. Da un anno a questa parte, i prezzi sono comunque saliti rapidamente in Polonia, ma i territori dell'est europeo non comprano quanto i grandi paesi del cinema e restano target secondari rispetto a Germania, Italia, Spagna, Giappone e Stati Uniti.

Le società francesi di vendite internazionali hanno il vento in poppa: concorrenza o emulazione?
La Francia è l'unico paese (salvo forse una o due strutture tedesche) dove le più importanti società di vendite non si concentrano solo sul cinema nazionale e propongono listini di film locali, europei e in lingua inglese. E' uno stimolo formidabile, ma i compratoori sono molto sollecitati e bisogna avere titoli forti per attirare la loro attenzione.

Quali sono le linee di sviluppo del vostro listino?
Siamo passati da lungometraggi quasi esclusivamente francesi a una mix di film europei (Ulzhan [+leggi anche:
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di Volker Schlöndorff, Alexandra [+leggi anche:
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di Alexandre Sokourov, lo spagnolo Yo, Voleurs de chevaux [+leggi anche:
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di Micha Wald) e ci interesseremo presto all'Asia. Cerchiamo di variare il nostro listino (dai 15 ai 20 titoli all'anno) e abbiamo la libertà dell'indipendenza. Con le sue attività di distribuzione e produzione, Rezo non è obbligata ad avere film da vendere ad ogni mercato per andare avanti. Quindi tutte le nostre scelte sono dettate dalla passione.

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