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CANNES 2009 SIC / Belgio

Ostaggi della Lost Persons Area

di 

Ostaggi della Lost Persons Area

Tessa ha nove anni, marina la scuola e vagabonda in una “no man’s land” cosparsa di immensi piloni dell'alta tensione sui quali lavora il compagno della madre. I due adulti che non si curano delle strane distrazioni della ragazzina: raccogliere tutto ciò che le capita tra le mani e riorganizzarlo secondo la logica del suo mondo immaginario. E' al drammatico ritratto sociale e umano di questa famiglia che vive in una baracca isolata vicino Ostende che la regista belga Caroline Strubbe a invitato oggi il pubblico della Settimana Internazionale della Critica.

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Nel ruolo di testimone della precaria felicità della coppia Bettina - Markus (Lisbeth Gruwez e Sam Louwyck), la sceneggiatura firmata dalla regista fa emergere Szabolcs, un qualificato lavoratore immigrato ungherese (Zoltán Miklós Hajdu). Preso in simpatia da Markus, che lo assume, e innamoratosi discretamente di Bettina, vedrà la sfortuna abbattersi su questa landa desolata e su queste anime già penalizzate dalla vita.

Immerso in un aspro realismo, filmato per lo più con la camera a spalla che sfiora i volti, Lost Persons Area [+leggi anche:
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scheda film
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è un'impietosa denuncia della sfortuna che regna nell'universo dei lavoratori disagiati, degli invisibili che vivono ai margini della società. Qualche momento di gioia fugace (un abbraccio, una passeggiata a cavallo, un'uscita in città) illuminano un racconto immerso in un'atmosfera di sinistro malessere e di disperata solitudine. In questa lotta esistenziale quotidiana, i tre interpreti principali danno il meglio di sé, riuscendo a rendere i loro personaggi interessanti grazie a una recitazione trattenuta. Una laconicità che appartiene anche al mondo ultra maschilista degli operai, che la regista dipinge accuratamente, così come traccia un toccante ritratto di Tessa (Kimke Desart), una bambina problematica, senza riferimenti se non l'amore struggente di una madre incapace di trasmetterle un equilibrio e di aprirle uno squarcio di futuro nel grigio del cielo e della vita della Lost Persons Area.

In corsa per la Caméra d’Or, il film è prodotto dal Belgio via Minds Meet e Artemis Productions, in coproduzione con ZDF/Arte, con i Paesi Bassi (De Productie) e l'Ungheria (Uj Budapest Filmstudio). Sostenuto da Eurimages, dal Vlaams Audiovisueel Fonds, il Centro del Cinema e dell'Audiovisivo della Comunità francese del Belgio, il Nederlands Filmfonds e il Rotterdam Filmfonds, il lungometraggio è venduto all'estero dai francesi di Umedia.

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(Tradotto dal francese)

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