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FESTIVAL Europa

La via del successo da Cannes a Sarajevo

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La via del successo da Cannes a Sarajevo

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di Vladimir Perisic (Serbia/Francia/Svizzera), già presentato alla Semaine della Critique a Cannes, che ha conquistato il Premio al Miglior Film, il Premio FIPRESCI e quello al Miglior Attore (Relja Popovic).

Il vincitore di Un Certain Regard, Dogtooth [+leggi anche:
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del greco Yorgos Lanthimos, ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria, mentre le sue protagoniste Aggeliki Papoulia e Mary Tsoni si sono aggiudicate ex-aequo il Premio alla Miglior Attrice.

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La giuria, guidata dall’attrice serba Mirjana Karanovic, era composta da Anamaria Marinca, Christian Jeune, Wieland Speck e Benedek Flieglauf.

Il Premio al Miglior Corto è andato a Party di Dalibor Matanic (Croazia), mentre Ciao Mama di Goran Odvorcic (Croazia) e The History of Aviation di Balint Kenyeres (Ungheria) hanno ricevuto delle Menzioni Speciali.

Il serbo Dragan Nikolic ha ottenuto il Premio al Miglior Documentario con Caviar Connection, e una Menzione Speciale è andata al rumeno Constantin and Elena di Andrei Dascalescu. Il serbo Marko Mamuzic ha vinto il Premio per i Diritti Umani con Heated Blood.

Il mercato di co-produzione di Sarajevo, CineLink, ha assegnato fondi (sponsorizzati dai suoi partner) ai migliori progetti: il bosniaco Srdjan Vuletic ha ricevuto 10.000 euro dal Goteborg Film Fund per The Scab, il turco Huseyin Karabey la stessa somma dal National Film Centre (CNC) per Come to My Voice, mentre l’ARTE International Relations, del valore di 6.000 euro, è andato al bosniaco Timur Makarevic per The Key. I tre progetti riceveranno inoltre 2.500 euro ciascuno per la post-produzione da Synchro Film and Video Vienna.

Il nuovo riconoscimento Work In Progress (80.000 euro per servizi di post-produzione presso il The Post Republic di Berlino) è andato al rumeno Florin Serban per il suo When I Whistle I Whistle.

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(Tradotto dall'inglese)

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