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VENEZIA 2009 Settimana della Critica / Svezia

Ultima fermata, Metropia

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Ultima fermata, Metropia

Nell'Europa del 2024 non hai molte possibilità: o prendi la metro, o guardi lo show "Asylum" in tv, oppure ti fai uno shampoo. In ogni caso qualcuno leggerà nella tua mente e non sarai mai veramente libero di pensare.

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, film d'animazione svedese diretto da Tarik Saleh, è un incubo kafkiano e orwelliano allo stesso tempo, ambientato in un futuro non troppo lontano dominato da una devastante crisi energetica ed economica. La metro che connette tutto il Vecchio Continente in una gigantesca rete sotterranea è di proprietà di una multinazionale che fabbrica anche lo shampoo che ti penetra nel cervello e legge i tuoi pensieri e che ha persino installato delle telecamere nei televisori per spiare ogni tua mossa.

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Roger, un impiegato di un call center di Stoccolma, entra in una stazione della metro e sente delle strane voci nella sua testa. Poco dopo incontra Nina, l'affascinante bionda che fa da testimonial allo shampoo, e decide di seguirla. Lei lo aiuterà a risolvere il mistero di quelle voci, ma Roger si accorgerà di essere coinvolto in una cospirazione ai danni della multinazionale imperante.

Partendo dal presupposto che oggi siamo costantemente sorvegliati da telecamere, al lavoro e negli spazi pubblici, e siamo bombardati da idee altrui che alla fine facciamo nostre, Saleh (che ha lavorato anche nel settore della pubblicità) ha creato un mondo paranoico, Metropia, che non è altro che una degenerazione di quello reale. Trasferito in una sceneggiatura alla quale ha partecipato persino Stig Larsson, l'autore della trilogia Millennium scomparso nel 2004, il progetto ha impiegato 6 anni per essere sviluppato e realizzato.

La cosa che colpisce per prima nella visione di questo noir fantastico rivolto ad un pubblico adulto è la tecnica utilizzata per l'animazione. Nel 2000 il regista e l'art director Martin Hultman avevano creato una serie di cortometraggi d'animazione per la tv svedese. Lo stile iperrealistico era descritto come "Kafka che dipinge l'ultima cena con una mitragliatrice". Un ambizioso lavoro di fotomontaggio in cui la gente e i paesaggi erano messi assieme per creare un nuovo universo. Un'estetica che deriva dal passato di "graffitari" di Saleh e Hultman alla periferia di Stoccolma. Isak Gjertsen, il capo degli animatori di Metropia, ha affrontato la sfida di portare alla vita i personaggi di Metropia, ispirandosi ai trucchi utilizzati dai grandi maestri come Juri Norstein ed il primo Disney, ma in versione digitale. Dunque Metropia è realizzato partendo da fotografie reali, con la tecnica dell'Animation Cut Out, in Adobe After Effects. Il risultato è una galleria di personaggi che sembrano umani ma con elementi stranianti, come gli occhi e il cranio più grandi del normale. Per fare un esempio, la fidanzata di Roger, Anna, è decisamente presa da una foto dell'attrice americana Rosario Dawson.

Per completare il gioco, le voci dei personaggi (il film è recitato in inglese, essendo pensato per un mercato mondiale) sono state affidate ad attori di livello: Vincent Gallo (per il protagonista Roger), Juliette Lewis (per Nina), Stellan Skarsgård e Udo Kier. La performance di Gallo è appassionata, quasi come se avesse recitato lui stesso davanti alla macchina da presa, e Juliette Lewis ha sfoderato le sue tonalità più sexy.

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