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VENEZIA 2009 Concorso / Israele / Francia / Germania

Lebanon: la guerra vista da un carro armato

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Lebanon: la guerra vista da un carro armato

Il clangore assordante del cannone che ruota in cerca di un obiettivo, le focali del mirino che cambiano e diventano il nostro occhio fisso sulla morte. I "nemici" come silenziose silhouette da abbattere nel videogame dei monitor notturni. Lebanon [+leggi anche:
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, uno dei film in Concorso a Venezia più apprezzati dalla stampa italiana e internazionale, è claustrofobicamente ambientato in un tank israeliano nella prima guerra del Libano del 1982.

Il regista israeliano Samuel Maoz ha combattuto in quella guerra, ed il film è partito dai suoi ricordi: quelli sensoriali, come l'odore di carne bruciata dalle bombe al fosforo, e dell'anima, come quello del 6 giugno alle 6.15 del mattino, quando l'allora soldato 20enne Maoz uccise un uomo, per la prima volta nella sua vita.

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Protagonisti del film, coprodotto da Francia e Germania, sono appunto quattro carristi ventenni in missione in territorio ostile che finiscono in una trappola mortale dalla quale sarà difficile sfuggire.

Maoz afferma che in ogni conflitto "devi sopravvivere di fronte alla tua stessa morte: la tua anima è lacerata dal dissidio tra l'istinto di sopravvivenza e la morale". Il regista è arrivato al film dopo vent'anni come in un percorso psicanalitico, per " prendere la giusta distanza dagli eventi". La sequenza delle scene, l'abbinamento tra immagini iperrealistiche e scorci surreali sono stati frutto di un processo lungo e calcolato, per portare il pubblico "ad un viaggio consapevole".

E' la francese Celluloid Dreams a vendere il film sul mercato internazionale. L'inglese Metrodome in partenariato con Rialto Distribution ha già acquisito i diritti del film per il Regno Unito, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda ed intende distribuirlo nella primavera 2010.

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